La steatosi epatica non alcolica

Alcuni batteri presenti nell’intestino estraggono l’alcol dagli zuccheri dei cibi, e anche se il soggetto non beve alcolici questi vengono quindi sintetizzati a partire da altre sostanze

Fegato e permeabilità intestinale

La steatosi epatica non alcolica (Non Alcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD) rappresenta attualmente la principale causa di malattia epatica nel mondo, con una prevalenza del 3-10%.

È generalmente correlata all’obesità e alla sindrome metabolica, infatti nei bambini e adulti obesi la prevalenza raggiunge il 20-80%.

Oggi non è più possibile affermare che la steatosi epatica sia solo un po’ di accumulo di grasso nel fegato: se non adeguatamente trattata, infatti, può evolvere in steatoepatite non alcolica (Non Alcoholic Steatohepatitis, NASH) con infiammazione fibrotica e, infine, cirrosi epatica e anche epatocarcinoma.

Si stima che nei prossimi vent’anni la prima causa di cirrosi epatica ed epatocarcinoma non sarà più l’epatopatia postinfettiva (virus B e C) ma la NAFLD!

Il microbiota intestinale, il nostro undicesimo segnale, svolge un ruolo importante nella sua patogenesi e al momento attuale possiamo sostenere che tutte le NAFLD sono alcoliche: infatti in condizioni di squilibrio alimentare e/o squilibri indotti dall’assunzione di farmaci (antibiotici, IPP ecc.) 

alcuni batteri presenti nell’intestino estraggono l’alcol dagli zuccheri dei cibi, per esempio dalle verdure, e anche se il soggetto non beve alcolici questi vengono quindi sintetizzati a partire da altre sostanze..

Microbiota

Il microbiota è il principale bioreattore metabolico del nostro organismo e contribuisce all’accumulo di grasso essendo in grado di fermentare i carboidrati non digeribili, derivati dai vegetali introdotti con la dieta, producendo monosaccaridi e acidi grassi a catena corta (Short Chain Fatty Acids, SCFA) che forniscono energia ai colonociti ma sono anche substrati per la gluconeogenesi epatica.

Gli SCFA, inoltre, possono indurre la secrezione dell’ormone PYY da parte delle cellule neuroendocrine intestinali con conseguente rallentamento del transito intestinale, stimolando l’assorbimento di nutrienti.

Inoculando il microbiota intestinale di animali convenzionali in topi germ free si determina in questi ultimi un marcato aumento del grasso corporeo. L’accumulo di grasso da parte del microbiota apre lo scenario a due ipotesi:

◗ i soggetti obesi possiedono un microbiota intestinale predeterminato che li predispone al sovrappeso;

◗ il microbiota di soggetti obesi si adatterebbe alla dieta ricca di grassi e zuccheri raffinati.

Recenti studi hanno osservato nei topi obesi un’alterata composizione del microbiota intestinale con inversione del rapporto Bacteroides/Firmicutes confermato successivamente nell’uomo6.

L’Adiposity index, ossia il rapporto fra Bacteroides e Firmicutes che in condizioni normali è > 1, nel grasso è < 1. Questi studi indicano che una dieta ricca di prodotti industriali, zuccheri raffinati, grassi idrogenati altera il microbiota intestinale in senso obesiogeno.

La dieta

La dieta riveste quindi un ruolo essenziale nel modulare il microbiota intestinale e di conseguenza il peso, la composizione corporea e lo stato di salute dell’individuo.

La tipica dieta attuale dei Paesi occidentali altera il microbiota intestinale rendendolo capace di estrarre un elevato quantitativo di energia dagli alimenti e di accumulare lipidi nel tessuto adiposo contribuendo allo sviluppo dell’obesità e favorendo l’accumulo di grasso nel fegato.

Inoltre i batteri intestinali, sebbene non siano patogeni, possiedono alcune endotossine, prima fra tutte il lipopolisaccaride (LPS), che in particolari condizioni di aumentata permeabilità della barriera intestinale (leaky gut) possono attivare il sistema immunitario ed essere trasportate al fegato, dove stimolano le cellule di Kupffer che a loro volta producono citochine infiammatorie: da ciò deriva l’infiammazione sia epatica sia sistemica.

Questa è la via iperattiva che porta alla NASH; questi pazienti, infatti, hanno livelli elevati di LPB e un’alta espressione di TNF-alfa. Nell’uomo è stata altresì dimostrata una riduzione dell’adiponectina (adipochina ad azione antinfiammatoria).

Da tutto questo si deduce che l’infiammazione, in primo luogo da cibo, del tessuto adiposo che ha come protagonisti i macrofagi è responsabile di insulinoresistenza a livello epatico e periferico.

Anche una dieta ad alto contenuto di fruttosio è stata associata allo sviluppo di NAFLD pur in assenza di obesità e diabete mellito. Il fruttosio sembra agire sulla via LPS-TRL4 (Toll-Like Receptor di tipo 4), quindi il microbiota è coinvolto anche qui; la decontaminazione intestinale, infatti, minimizza gli effetti tossici del fruttosio.

Zucchero e Disbiosi

Uno studio recente svolto dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (7) dimostra la correlazione tra il consumo di elevate quantità di fruttosio e lo sviluppo di malattie epatiche gravi.

Tanti bambini si alimentano in maniera assolutamente inadeguata e questa è una delle cause del boom dell’obesità in Italia. Un eccesso di zuccheri è da considerarsi un vero e proprio veleno per il fegato dei bambini.

Lo zucchero naturale è ampiamente presente in molti cibi di consumo abituale – dalla frutta ai vegetali, dalla pasta alla pizza – e anche il fruttosio contenuto in natura nella frutta fresca non provoca effetti nocivi, mentre l’uso/abuso sistematico di carboidrati raffinati genera gli stessi effetti dell’alcol sul fegato, in particolare in età pediatrica.

Il fruttosio è uno zucchero che deriva anche dalla scissione del saccarosio (fruttosio + glucosio) e come tale si ritrova nelle bevande dolci, negli sciroppi, nei succhi di frutta, nelle merendine, negli snack salati, insomma in molti di quei prodotti che soprattutto i bambini consumano fra un pasto e l’altro.

Ecco perché abbiamo casi di eccesso ponderale già all’età di 2 anni. L’American Heart Association in un recente articolo8 raccomanda di evitare l’uso degli zuccheri aggiunti (glucosio, galattosio, fruttosio, saccarosio) nell’alimentazione dei bambini di età inferiore a 2 anni e di non superare il limite di 25 g al giorno tra i 2 e i 18 anni.

Dalle statistiche italiane si rileva che bambini e adolescenti assumono mediamente in un giorno più di 38 g di fruttosio! Il fruttosio è altamente pericoloso perché, se consumato in eccesso.

Acido urico

Oltre a produrre energia sintetizza troppo acido urico innescando processi dannosi per la salute con aumento dello stress ossidativo, insulinoresistenza e infiammazione degli epatociti.

Tutto ciò getta le basi per la comparsa di NAFLD/NASH con possibile evoluzione in fibrosi – cirrosi  epatica – epatocarcinoma e diabete mellito.

I pediatri dovrebbero intervenire da subito per controllare l’eccesso di peso, che deve essere trattato come l’inizio di una malattia infiammatoria vera e propria, e prevenire le epatopatie croniche che nei prossimi anni vedranno come prima causa non più le epatiti bensì la steatosi epatica.

Le soluzioni? Sono a portata di tutti: alimentazione sana, come ci hanno insegnato i nostri nonni (frutta, pesce, verdura) e attività fisica. È esattamente questo il fine della Medicina di Segnale.

Noi operiamo anche affinché si diffonda la consapevolezza del danno che i nostri bambini possono subire da un’alimentazione sbagliata e, in questo caso, il fruttosio e gli alimenti in cui è contenuto dovrebbero essere drasticamente ridotti.

Dovremmo intervenire sulla scuola, a partire dalla materna, sino ad arrivare agli ospedali per far cambiare l’offerta di prodotti nei distributori di merendine e bevande, che oggi hanno come ingredienti principali zuccheri raffinati, coloranti, conservanti,

Interferenti endocrini

Sale … quelli che noi chiamiamo “interferenti endocrini” capaci di alterare il nostro asse ipotalamo – ipofisi – ghiandole  endocrine portandoci in autostrada all’obesità e all’infiammazione cronica, con tutte le patologie associate, dalle più banali alle più gravi.

Nei pazienti con NAFLD/NASH vi è una condizione di “intestino colabrodo” (leaky gut) che favorisce il passaggio di prodotti microbici (traslocazione) nel circolo portale esacerbando il processo pro infiammatorio e fibrinogeno nel fegato;

questi soggetti presentano una maggiore incidenza di sovracrescita batterica nel piccolo intestino (Small Intestinal Bacterial Overgrowth, SIBO) che può amplificare i fenomeni descritti.

I pazienti con NAFLD sembrano avere bassi livelli di infiammazione che vengono esacerbati dal passaggio di endotossina attraverso la barriera intestinale fino allo sviluppo della NASH, un processo che quindi si configura come progressione causata dalla disbiosi e dalla condizione di leaky gut.

Dopo aver cercato di fare chiarezza su una patologia, oggi sottostimata e sottovalutata, con la quale a breve dovremo fare i conti poiché sarà la prima causa di epatopatia cronica superando le epatiti virali, vorrei passare alla terapia: qui la Medicina di Segnale assume grande valore poiché va a bloccare i meccanismi patogenetici.

Se eliminiamo tutti gli zuccheri raffinati (ovviamente con astensione totale dagli alcolici), riduciamo l’eccesso di grassi e valutiamo anche in questo caso la presenza di food sensitivities, abbiamo già compiuto il primo importante.

Le soluzioni

È inutile ricorrere agli “epatoprotettori” perché il problema è principalmente intestinale: dopo aver impostato una corretta alimentazione di segnale prescrivo quindi la rifaximina come antibiotico di contatto, non assorbibile, 

per cicli di 10 giorni al mese per 3 mesi e nei giorni liberi introduco probiotici per favorire la colonizzazione con batteri “buoni”.

Una volta ristabilito un buon equilibrio, la dieta di segnale ricca di prebiotici sarà sufficiente a curare questa patologia.

Troverai in questo sito Rimedi della Farmacopea Officinale Titolati e PDF Scaricabili .

Francesco Ciani

Bibliografia: Medicina di Segnale

Maria Letizia Della Fenice
Maria Letizia Della Fenice
Roma
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Ho scoperto per caso Francesco, misticamente, seguendo un profumo in riva al mare lo scorso anno. È un Naturopata attento che svolge il suo lavoro con grande passione. I prodotti da lui ‘miscelati’ sono ottimi, personalizzati e caratterizzanti. Anche le linee cosmetiche per capelli/mare/corpo presenti nel suo studio, sono a dire poco, speciali! Lì ho usati tutta l’estate. Tornerò prestissimo!

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