Gastroenterologia e Medicina di Segnale 2

I sintomi: laringite, sinusite, asma, erosioni dentali, otite media, faringite, fibrosi polmonari

La malattia da reflusso gastroesofageo

Il corso naturale degli studi ha dimostrato come la maggior parte dei pazienti con NERD non progredisca in ERD e non sviluppi esofago di Barrett (4).

Il reflusso è un evento fisiologico e molto spesso è causato da un rilassamento transitorio dello sfintere esofageo inferiore (Lower Esophageal Sphincter, LES). Nei pazienti con MRGE questo rilassamento avviene con molta più frequenza rispetto a quanto accade normalmente.

Altri difetti che possono contribuire alla MRGE includono ipotonicità del LES e disfunzioni anatomiche della giunzione esofago – gastrica , tra cui l’ernia iatale (5).  

Il reflusso gastroesofageo è il ritorno in esofago di parte del contenuto gastrico. I due visceri sono separati fra loro dal LES e se questo sfintere non funziona, o se la secrezione gastrica aumenta, allora compare il reflusso.

Quasi tutti nella vita hanno avuto un episodio di reflusso, ma almeno il 20% della popolazione italiana soffre di sintomi correlati al reflusso gastroesofageo. 

La sintomatologia più comune comprende bruciore retrosternale (pirosi), rigurgito, tosse stizzosa, laringite e faringite cronica, problemi dentari, disfonia, bocca amara, singhiozzo e anoressia.

Una causa importante di reflusso è il sovrappeso/obesità, per un fattore anatomico di compressione dei visceri addominali da parte del grasso, che li spinge verso il diaframma.

Anche il sottopeso però provoca ptosi gastrica e viscerale, con verticalizzazione dello stomaco e conseguente facilità di reflusso. Il materiale del reflusso è liquido e, in caso di ipersecrezione gastrica, acido; può arrivare fino alla gola e provocare una tosse inspiegabile.

Il reflusso tuttavia può essere anche di tipo biliare (colore giallo) e allora si tratta di un reflusso alcalino; la bile ha un effetto molto lesivo sulla mucosa (effetto protonizzante) e in questi casi, per esempio, l’uso di un IPP produce risultati deludenti.

È interessante rilevare che la bile litogena, cioè di soggetti con calcoli della colecisti, è particolarmente lesiva ed è per tale motivo che gli operati di colecistectomia per litiasi sono predisposti alla patologia da reflusso alcalino.

La MRGE è una condizione molto fastidiosa: si immagini, infatti, di doversi svegliare la notte con la tosse o con la sensazione che qualche cosa chiuda la gola o di avere abbassamenti del tono di voce o un dolore retro sternale urente e talmente intenso da simulare un attacco cardiaco: un terzo dei pazienti che si recano in pronto soccorso per dolore retro sternale in realtà ha un reflusso.

Recentemente è stato dimostrato che durante un episodio di reflusso la portata di sangue nelle arterie coronarie si riduce, per cui durante un reflusso un paziente affetto da cardiopatia ischemica può riportare un danno al cuore di tipo ischemico.

Il reflusso va comunque curato, sia per i suoi sintomi fastidiosi sia perché in qualche caso di reflusso cronico si può avere una progressione del danno dell’esofago distale verso l’esofago di Barrett, che come si è detto è una forma precancerosa.

La MRGE si può definire una malattia con manifestazioni acute su uno stato patologico cronico. La diagnosi spesso viene posta al momento dell’anamnesi, mentre la gastroscopia va riservata a una minoranza di casi con sintomi d’allarme quali sanguinamento, dimagrimento e particolare gravità dei disturbi.

Le norme igieniche/dietetiche da seguire sono la perdita di peso (in pazienti sovrappeso/obesi), il rialzo della testata del letto e l’abitudine a non coricarsi prima di 2-3 ore dalla fine di una cena leggera.

La terapia medica tradizionale si avvale dell’uso di antiacidi, alginati (azione sulla tasca acida e adesione alla parete esofagea neutralizzando così il potenziale reflusso acido), associazione di acido ialuronico e condroitinsolfato per rinforzare la barriera mucosa esofagea con protezione dal danno cloridrico – peptico , assunti anche come autoprescrizione, e potenti IPP per cicli di 8 settimane (quanti pazienti li assumono per anni!) e nei pazienti con recidiva sintomatica al dosaggio minimo efficace.

Gli H2-antagonisti (ranitidina) possono essere utilizzati come mantenimento nei pazienti con MRGE non erosiva. L’efficacia a lungo termine è relativa, mentre molti effetti collaterali purtroppo sono certi.

Nei casi refrattari alla terapia medica vi è l’opzione chirurgica o endoscopica (fundoplicatio transorale senza incisione o TIF, acronimo dell’inglese Transoral Incisionless Fundoplication) con possibili effetti collaterali.

Di fronte a tutto questo appare più corretto un approccio che non si limiti a sopprimere i sintomi ma si prefigga di intervenire sui segnali che si possono inviare all’organismo con una sana alimentazione (dieta di segnale) in grado di correggere gli squilibri a livello intestinale riducendone l’alterata permeabilità (con conseguente miglioramento dell’infiammazione sistemica associata alle “food sensitivities”,

Di fronte a tutto questo appare più corretto un approccio che non si limiti a sopprimere i sintomi ma si prefigga di intervenire sui segnali che si possono inviare all’organismo con una sana alimentazione (dieta di segnale) in grado di correggere gli squilibri a livello intestinale riducendone l’alterata permeabilità (con conseguente miglioramento dell’infiammazione sistemica associata alle “food sensitivities”.

Ai cibi spazzatura ricchi di zuccheri raffinati, grassi idrogenati, conservanti, coloranti), di favorire il ripristino di un sano microbiota e di portare l’introito proteico alla giusta quantità (1 g di proteine pro kg/pro die).

Occorre, infine, rinforzare la muscolatura dello sfintere esofageo inferiore, contrastando così la possibilità di reflusso. Con tale approccio ricorriamo a due potenti leve, la corretta alimentazione e il movimento, come formidabili farmaci che vanno ad affrontare il problema alla base e non si limitano a sopprimere un sintomo senza curarsi di colui che lo produce.

Nella mia pratica quotidiana inizio sempre la visita con un’anamnesi alimentare e di stile di vita e cerco di individuare l’eventuale presenza di food sensitivities (latticini, glutine, lieviti, nichel…), correggo questi aspetti e solo in un secondo momento, se necessario, prescrivo antiacidi o alginati oppure prodotti a base di condroitinsolfato, acido ialuronico, alluminio idrossido.

Riservo l’uso di IPP e H2-antagonisti ai pochi casi resistenti e per periodi limitati di tempo. In genere all’inizio ricorro anche ai probiotici per ottenere una più rapida risposta clinica. Quando un paziente presenta una storia di uso/abuso di IPP, e succede spesso, ne riduco gradualmente il dosaggio e provo a deprescriverli in due – tre  settimane.

Agendo in questo modo evito la possibilità di creare nuovi problemi associati all’assunzione dei farmaci “gastroprotettori” che tali non sono a causa dell’enorme quantità di effetti collaterali. La quasi totalità dei pazienti risolve il fastidiosissimo problema del reflusso senza intraprendere la pericolosa scorciatoia dei farmaci.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Rodica Mitrea
Rodica Mitrea
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Più di 4 anni che conosco Francesco, tramite Facebook, mai visto di persona, ma è come se fosse sempre con me, ad ogni passo. Non voglio lodarlo, perché merita di più. Seguita da lui, nei momenti peggiori della mia vita, ho scoperto me stessa, ho imparato amare, perdonare, ignorare ignoranza. Un po difficile all' inizio capirlo, mi sembrava troppo avanti per risolvere i problemi di una persona semplice come me. Ma lui riesce sempre a tirare fuori il meglio di noi, basta soltanto ascoltarlo, anche quando non parla. Lo spazio di Facebook, non mi basterebbe per scrivere di Francesco, e voi che lo conoscete di persona, lo potete confermare. Prima o poi avrò l'onore di guardare negli occhi una meravigliosa ANIMA. GRAZIE IMMENSAMENTE!!!

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