I fitofarmaci

Alcune specie vegetali, infatti, sono in grado di rilassare il soggetto e di farlo dormire meglio o di farlo addormentare senza difficoltà

Perchè usare rimedi Alchemici Spagyrici

Fra i metodi per il trattamento dei disturbi del sonno c’è senz’altro la fitoterapia, approccio naturale ed efficace ma troppo spesso ignorato e sottovalutato.

In fitofarmacia, l’uso di piante medicinali si rivela importante a scopo sia preventivo sia propriamente curativo dei disturbi del sonno. I principi attivi di alcune specie vegetali, infatti, sono in grado di rilassare il soggetto e di farlo dormire meglio o di farlo addormentare senza difficoltà.

Un ottimo rimedio per combattere l’insonnia è costituito dall’ Escolzia o papavero della California (Eschscholtzia californica), utilizzata per migliorare la qualità del sonno e per ridurre il tempo di addormentamento.

A questa pianta appartiene anche un’attività ansiolitica e spasmolitica, utile nei disturbi del sonno causati da crampi notturni e in grado di migliorare il microciclo.

I principi attivi che esplicano tali azioni sono alcaloidi, fitosteroli, carotenoidi e flavonoidi che conferiscono alla pianta proprietà sedative e ipnoinducenti, soprattutto grazie alla presenza della protopina.

Gli alcaloidi agiscono da un lato sull’attività cardiaca, abbassandone la frequenza; dall’altro sul SNC, riducendo l’attività delle cellule della corteccia cerebrale, in quanto inducono il rilassamento muscolare e stimolano il sonno in seguito al legame con il recettore del GABA (acido gamma-amminobutirrico).

L’uso della pianta abbrevia il periodo dell’addormentamento e permette il mantenimento di una buona qualità del sonno lungo tutta la notte evitando risvegli improvvisi.

L’effetto dell’escolzia è leggero, non paragonabile a quello di un narcotico; non presenta effetti secondari associati a depressione o assuefazione, motivo per cui oggigiorno la si utilizza in preparati ad azione sedativa e rilassante soprattutto in combinazione con altre piante officinali quali valeriana, melissa, passiflora e luppolo (19).

La melissa (Melissa officinalis) è una pianta erbacea dotata di una forte azione rilassante. Le sue proprietà sedative si esplicano a livello sia centrale sia periferico riequilibrando il SNC e placando stati di stress, agitazione o tensione nel resto dell’organismo grazie all’attività spasmolitica e miorilassante; in questo modo viene favorita la fase di addormentamento.

Le proprietà calmanti della melissa sono da attribuire ai suoi oli essenziali (tra cui citronellale, citrale, linalolo e geraniolo), ma anche agli acidi ursolico e oleanolico che bloccano il catabolismo del GABA, neurotrasmettitore inibitorio dell’eccitabilità neuronale, a livello centrale e muscolare, che induce un effetto rilassante.

La melissa viene usata anche in aromaterapia per gli effetti neurodistensivi esercitati dalla sua essenza. Il ruolo della pianta nel miglioramento dell’insonnia è stato dimostrato in seguito a una somministrazione cronica (20).

Uno dei fitoterapici maggiormente utilizzati nei disturbi della sfera nervosa è la passiflora (Passiflora incarnata), le cui foglie e parti aeree contengono composti preziosi quali alcaloidi, flavonoidi, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi cianogenici e tracce di olio essenziale.

I flavonoidi della passiflora svolgono la loro azione sul SNC soprattutto a livello della zona del midollo spinale adibita al controllo dei movimenti e dei centri del sonno.

Recentemente è stato dimostrato che questi principi attivi sono in grado di legarsi ai recettori cerebrali delle benzodiazepine, spiegando così l’effetto calmante della pianta e la possibilità di usarla in alternativa ai farmaci psicotropi nella cura dei disturbi del sonno.

Grazie alle sue proprietà essenzialmente sedative e ansiolitiche, la passiflora è un rimedio estremamente efficace nel combattere l’insonnia perché stimola un sonno fisiologico privo di risvegli notturni, senza produrre senso di intorpidimento mattutino ed effetti narcotici o assuefazione (21).

Molto diffuso è anche l’impiego della valeriana (Valeriana officinalis), conosciuta come pianta calmante per eccellenza, che induce il sonno fornendo un valido aiuto nella fase di addormentamento, qualora risulti difficoltosa, e negli stati d’ansia dovuti soprattutto ad affaticamento intellettivo e stress.

Il fitocomplesso della valeriana svolge un’azione positiva sia sull’addormentamento, riducendone il tempo, sia sulla durata e la qualità del sonno.

Usata in combinazione con altre piante, quali la melissa o il biancospino, le sue proprietà sedative e ansiolitiche, attribuite a composti quali valepotriati, acido valerenico e varenale, si accentuano apportando una buona sensazione di relax.

Il suo meccanismo d’azione si basa sull’interazione con il sistema del GABA. La valeriana esplica anche un’attività agonista sul recettore A1 dell’adenosina e sul legame al recettore per la serotonina 5-HT1A (22).

Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, o Leguminose, la griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta le cui proprietà sono di recente scoperta ma di ampio utilizzo in fitofarmacia.

Riveste un ruolo importante nel trattamento dell’insonnia perché i suoi semi sono un’ottima fonte naturale di 5-idrossitriptofano (5-HTP), forma maggiormente assimilabile dell’amminoacido triptofano e precursore immediato della serotonina, che favorisce il controllo dell’umore e del sonno (23).

Il biancospino (gen. Crataegus) è anch’esso noto come pianta rilassante, nonostante le altre sue mille proprietà dovute al contenuto in flavonoidi, ottimi antiossidanti naturali. Risulta estremamente utile per reprimere episodi di ansia che impediscono alla persona di prendere sonno.

La sua azione calmante si deve alla vitexina, principio attivo spasmolitico e ansiolitico naturale. Questa efficacia sedativa è fondamentale nei pazienti nervosi che presentano disturbi del sonno perché riduce l’ansia e l’agitazione migliorando la condizione di insonnia (24).

Altre piante dotate di un effetto sedativo molto più leggero ma comunque utili per rilassare le tensioni del corpo sono la camomilla (25)  (ideale per chi la sera non riesce ad addormentarsi e di conseguenza nel corso della giornata sbadiglia e soffre di sonnolenza) e il tiglio.

Il meliloto è un altro rimedio per l’insonnia nella fase iniziale con addormentamento difficile. La sera, prima di andare a letto, bere una tisana calda che ci rilassa e ci permette di prendere facilmente sonno è un ottimo aiuto in primis per la nostra salute psichica e poi per quella fisica.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Alberto Boraso
Alberto Boraso
Varese
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