Melatonina sì melatonina no

Altri effetti secondari indotti dalla melatonina possono essere crampi addominali, nausea e vomito ..

È necessaria?

Come si è detto la melatonina è un neurotrasmettitore prodotto dalla ghiandola pineale, o epifisi, i cui livelli aumentano con l’arrivo del buio, preparandoci alla fase di addormentamento. La sintesi di melatonina deriva da altre due sostanze: l’amminoacido triptofano e la serotonina, un altro importante neurotrasmettitore.

La melatonina viene prodotta quando il corpo la richiede, perché ne ha bisogno. L’eccesso di serotonina e la carenza di melatonina sono infatti alla base di tante forme depressive curate con psicofarmaci, che inibiscono la ricaptazione della serotonina mantenendone normali i livelli e stimolando la produzione di melatonina.

Il picco della produzione di melatonina è massimo nella pubertà e va diminuendo all’aumentare dell’età, fino a quando la ghiandola pineale incomincia a decadere e a formare calcificazioni tipiche dell’invecchiamento.

Il nostro cervello utilizza la melatonina come una sorta di segnale per informare l’organismo che è buio e bisogna dormire, pertanto nei disturbi del sonno, dovuti proprio a uno sfasamento del ciclo di secrezione della melatonina, si parla dell’uso di questo ormone per ripristinare i naturali ritmi biologici dell’organismo.

Gli studi compiuti al fine di confermare questo meccanismo sono molteplici: i risultati mostrano che la melatonina è efficace nel diminuire il tempo di addormentamento ma solo per pochi minuti, mentre potrebbe migliorare l’efficienza del sonno.

Secondo la maggioranza degli studiosi, senza dubbio, la melatonina stimola il sonno, soprattutto nelle persone che presentano un livello ematico ridotto per ragioni fisiologiche, come gli anziani, o che hanno disturbi del ciclo giorno-notte: queste dovrebbero essere sottoposte a una terapia a base di melatonina.

Tuttavia, poche ricerche degne di nota provano che la melatonina stimoli effettivamente il sonno, pur avendo rivelato questo suo potere soprattutto con l’assunzione serale.

La melatonina assunta a distanza troppo breve dal momento in cui si va a dormire ha inoltre un effetto sfavorevole sull’organismo e il sonno potrebbe ritardare perché non si è concesso al corpo il tempo necessario per assorbirla.

Si è sempre pensato che per la cura dell’insonnia gli integratori di melatonina fossero il rimedio ideale (18). Gli esperti in materia, che conoscono a fondo tale integrazione, sanno però che la melatonina ha diversi effetti collaterali:

stelle notte

sonnolenza, vertigini, confusione, cefalea, irritabilità e un calo temporaneo dell’attenzione e dell’equilibrio; bisogna altresì prestare attenzione ai colpi di sonno che potrebbero presentarsi nei soggetti che assumono melatonina e rivelarsi letali se si verificassero mentre si è alla guida.

Altri effetti secondari indotti dalla melatonina possono essere crampi addominali, nausea e vomito, ipotensione sanguigna e, raramente, allucinazioni o paranoia.  

Esistono, tuttavia, effetti collaterali della melatonina più importanti; in particolare, può aumentare il rischio di coagulazione del sangue, quindi non dovrebbe essere utilizzata da quanti già assumono altri farmaci interferenti con tale funzione.

Come tutti i farmaci, anche la melatonina assunta come integratore ha quindi effetti collaterali, trattandosi sempre di una molecola chimica introdotta dall’esterno.

In ottica di segnale, invece, quello che bisogna fare è riequilibrare e ripristinare la corretta secrezione di melatonina del nostro corpo, nella sua forma eccezionalmente naturale.

Questo è possibile assecondando l’alternanza di sonno/veglia e luce/buio, senza interferire con nessuna fase del sonno ma giungendovi nel modo più tranquillo e rilassato possibile.

Naturalmente ci sono anche studi scientifici dove la somministrazione è ottimale anche nelle crisi epilettiche. perciò ogni persona è a sè e Paracelso ricorda che è la dose che produce un farmaco o un veleno.

È consigliabile, per esempio, evitare di assumere alcuni farmaci antinfiammatori che potrebbero interagire con la melatonina:

parliamo di acido acetilsalicilico, ibuprofene e altri FANS, di cui tanto si abusa oggigiorno, che provocano l’alterazione della produzione notturna di melatonina con conseguente insorgenza di disturbi del sonno e stati d’ansia.

I betabloccanti, impiegati per esempio nella cura dell’ipertensione e di diverse cardiopatie, sono anch’essi farmaci in grado di ostacolare il normale ciclo produttivo della melatonina, soprattutto se assunti di sera.

Per rispondere alla domanda “melatonina sì o no?”, il consiglio è quello di affidarsi ai ritmi naturali della vita favorendoli con tecniche rilassanti o con i fitofarmaci, sostanze di origine vegetale che aiutano a conciliare un buon sonno.

Bibliografia: Medicina di Segnale

18 Auld F, Maschauer EL, Morrison I, Skene DJ, Riha RL. Evidence for the efficacy of melatonin in the treatment of primary adult sleep disorders. Sleep Med Rev. 2017;34:10-22.

Sonia Vignoli
Sonia Vignoli
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Francesco? Una persona umana prima di tutto, consapevole di ciò che fa! Mi ha come preso per mano, facendomi ricordare, comprendere, riconoscere ogni aspetto, che vedemo come malessere o separazione interiore, trasformandolo in ciò che siamo veramente. Finchè ricordi e comprendi di essere veramente titolare di te stessa. Posso solo ringraziare chi come lui sa leggere l'Anima e armonizzare tutto ciò! Grazieee ✨✨✨

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