Dieta e ipocaloricità

L’abbaglio delle calorie è duro a morire

Un errore lungo un secolo

Non passa settimana senza che in televisione, in libreria o su qualche rivista non venga proposta una nuova dieta, immancabilmente migliore di tutte le altre che non hanno mai funzionato. Avendo esaurito ogni possibile filone, sembra che le proposte stiano raschiando il fondo. 

L’abbaglio delle calorie è duro a morire.

Nonostante sia ormai perfettamente documentato come l’energia chimica contenuta nei cibi possa trasformarsi in calore (oppure in ATP, cioè energia utile) in funzione della maggiore o minore attivazione  della tiroide, il calcolo delle calorie viene ancora insegnato in molte scuole di nutrizione come metodo dimagrante.

Tutti questi regimi, spesso pericolosi per la salute, hanno in comune una forte e innaturale restrizione calorica che è la causa prima del rallentamento a scopo difensivo dell’attività tiroidea. 

Invece di farsi irretire dalle parole del marketing (“reset immunologico”, “pulizia dalle tossine”) è importante fondare le proprie scelte su solide basi scientifiche. Capire le problematiche tiroidee può anche insegnarci, indirettamente, a compiere scelte più corrette sulla nostra tavola quotidiana. 

La tiroide, tuttavia, non si limita a regolare il nostro ritmo metabolico. È coinvolta anche nella corretta gestione della crescita del feto in gravidanza, nella protezione e conservazione della massa muscolare e può alterarsi in modo grave fino a generare un tumore tiroideo.

Per meglio introdurci alla comprensione delle patologie tiroidee dobbiamo prima capire che non si tratta di un organo staccato da tutto il resto del corpo, ma di uno strumento integrato in grado di rispondere a segnali nervosi, tossici, infiammatori, ipotalamici, ipofisari, ambientali, di stress, alimentari, farmacologici, respiratori, ematici e chi più ne ha più ne metta, in modo integrato con ogni altra parte del corpo.

Poiché il metabolismo umano è stato per due milioni di anni al centro delle nostre probabilità di sopravvivenza, la tiroide (che è al centro della nostra regolazione metabolica) non può che essere un organo altamente integrato. 

Questa considerazione sarà punto di partenza fondamentale della nostra ricerca e strumento di base della nostra operatività clinica.

La tiroide: esegue gli ordini

La tiroide è un piccolo organo endocrino di vitale importanza nella regolazione del metabolismo. Si trova alla base del collo, adesa alla trachea, e secerne attivamente, ogni giorno, la quantità di ormone tiroideo di cui il nostro organismo necessita.

Il compito dell’ormone tiroideo, triiodotironina, è in parole semplici quello di stabilire il ritmo metabolico dell’intero organismo. Se vi è tanto ormone in circolo, il consumo sarà elevato e l’accumulo ridotto al minimo. Se l’ormone in circolo è poco prevarrà invece l’accumulo e il consumo sarà ridotto.

Si può dire, insomma, che la tiroide sia il nostro piccolo termostato interno, in grado di regolare il livello di spreco o di risparmio energetico, a parità di introito calorico.

Perché descrivere funzioni apparentemente ovvie e già ben spiegate in ogni testo di anatomia, fisiologia, biochimica umana? Il motivo è che a molti, talvolta anche tra gli addetti ai lavori, sfuggono due elementi importanti che riguardano la tiroide e che hanno invece un valore enorme per la comprensione di modalità d’interazione più profonde con la patologia tiroidea. 

Il primo elemento è collegato alla comprensione del fatto che se la tiroide è un termostato, serve una manina che vada a regolarlo.

Questa manina è costituita dall’asse endocrino che parte dall’ipotalamo (componente del nostro cervello più antico, deputata alla regolazione di tutti gli organi endocrini) e passa per l’ipofisi (altro pezzettino di cervello deputato alla regolazione endocrina). In tale schema operativo la tiroide è solo un operaio che esegue ordini.

Quelli del caposquadra (l’ipofisi) e soprattutto quelli che il proprietario dell’impresa (l’ipotalamo) ha impartito all’ipofisi.

Vedremo presto quanto questa impostazione concettuale cambi le carte in tavola rispetto alla pratica medica comune che considera la tiroide l’organo su cui intervenire farmacologicamente in caso di squilibrio.

Il secondo elemento da comprendere, ancor più rilevante, è il fatto che l’ormone tiroideo modifica il tasso di trasformazione (in energia di pronto utilizzo, per esempio muscolare) dell’energia chimica contenuta nel cibo.

Rileggiamo con attenzione

Non lasciamoci sfuggire il suo profondo significato: se produco tanto ormone tiroideo (e, come appena spiegato, non è la tiroide a deciderlo ma l’ipotalamo) gran parte dell’energia assunta con il cibo andrà sprecata sotto forma di calore; se ne produco poco, al contrario, sprecherò pochissimo in forma di calore e tenderò invece a usare o accumulare tutto quanto ho assunto per i processi metabolici (presenti o futuri) dell’organismo.

Tenderò, dunque, ad accumulare o a ingrassare

Questo fenomeno, documentato con chiarezza in ogni testo di biochimica del secondo anno di qualsiasi facoltà scientifica, rende del tutto insensata l’affermazione “una caloria è sempre uguale a una caloria”, che pure viene spesso recitata a macchinetta da figure professionali che invece ben dovrebbero conoscere l’argomento.

Una caloria è sempre una caloria solo da un punto di vista termodinamico (l’energia non si crea e non si distrugge, cambia solo forma) ma se, fatto 100 il mio introito calorico alimentare, posso scegliere se accumularlo tutto oppure (senza contraddire le leggi della termodinamica) destinarne solo metà all’accumulo sprecando l’altra metà in calore, è evidente che per il mio organismo la stessa caloria proveniente dal cibo smette di avere il medesimo significato.

Torneremo con maggiore dettaglio su questo concetto fondamentale, intanto teniamo bene a mente due caposaldi: 

1) la tiroide è solo un esecutore2) indica all’organismo quanto può trattenere e quanto sprecare dell’energia chimica assunta con il cibo. Avere ben presente queste due nozioni (peraltro scientificamente inconfutabili) ci aiuterà non poco nella comprensione delle dinamiche psicofisiche sottese alla patologia tiroidea.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Claudia Leonardi
Claudia Leonardi
Erborista
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lo consiglio vivamente, ottima consulenza da una persona veramente preparata e con una bella Anima. 💚💕

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