Come comportarsi nella malattia reumatica

Capire se vi sono gruppi alimentari che possono determinare una “food sensitivity”.

Come si presenta la malattia?

Certamente il paziente deve essere rassicurato circa la possibilità di migliorare la malattia, ma occorre anche informarlo che non ci si può affidare solo ai farmaci, gravati da importanti effetti collaterali soprattutto a lungo termine.

Un test molto semplice da prescrivere al paziente sin dalla prima visita, anche per indurlo a valutare la positività di un approccio di segnale alla malattia, consiste nel privarlo dell’assunzione di zuccheri per almeno 7-10 giorni e poi farlo tornare.

Nella massima parte dei casi questa abolizione degli zuccheri, pur in un breve lasso di tempo, induce la sensazione di un miglioramento della sintomatologia, soprattutto a livello delle piccole articolazioni di mani e piedi.

Il medico di segnale deve raccogliere un’anamnesi accurata per evidenziare le abitudini di vita e alimentari del paziente, capire se vi sono gruppi alimentari che possono determinare una “food sensitivity”.

Considerando che nell’AR lo stato infiammatorio è solitamente elevato, con alta ritenzione di acqua, è importante impostare una dieta di rotazione con solo due giorni di dieta libera per almeno due o tre mesi; se il gruppo alimentare fosse quello del glutine o del lattosio è preferibile l’eliminazione dei prodotti glutinati e dei latticini.

Il giorno libero presuppone comunque una modesta assunzione degli alimenti “sensibili”. Si ricordi, poi, l’alto indice infiammatorio della caseina, per cui attenzione anche ai formaggi.

L’abolizione di zuccheri e dolcificanti era già stata impostata dalla prima visita. Compatibilmente con l’interessamento articolare, il paziente va invitato a praticare esercizio fisico costante.

piatto

Le attività maggiormente compatibili con l’AR sono il nuoto, la bicicletta e, se non vi è interessamento degli arti inferiori, la camminata veloce. I pazienti con AR che si rivolgono al medico di segnale possono trovarsi in diversi stadi della malattia, con condizioni terapeutiche difformi.

Consideriamo per primo il soggetto senza sintomi di malattia articolare che casualmente ha scoperto una positività del FR e in seconda battuta anche degli ACCP: la produzione di anticorpi avviene in assenza di sinovite (come accertato mediante esame fisico, imaging o, in alcuni casi, biopsia sinoviale).

In un caso del genere il medico di segnale può evidentemente operare nel campo della prevenzione. L’industria farmaceutica invece ha già prospettato uno studio per valutare la somministrazione dell’anticorpo monoclonale rituximab in questi pazienti: pensa, cioè, di poter considerare malato chi ancora non lo è e non si sa nemmeno quando lo diventerà.

Se abbiamo in terapia un paziente che assume farmaci biologici è interessante valutare quale impatto possa avere lo “stile di vita” sul miglioramento della cenestesi, anche nei casi di tempi prolungati di uso del biologico.

In questi soggetti la dieta di segnale, dopo accurata valutazione anamnestica, può riuscire ad allontanare nel tempo il possibile esordio della malattia o a ridurne la gravità. Questo tipo di approccio vale anche per il paziente a cui il medico di segnale diagnostica l’AR per la prima volta.

Altro trattamento di base da aggiungere sono i probiotici, alternando bifido batteri e lattobacilli. Alcuni studi dimostrano il miglioramento della sintomatologia e una diminuita assunzione di farmaci grazie a questi trattamenti.

La domanda che ci si può porre è per quanto tempo effettuare questa somministrazione, se continua, a intervalli o solo in determinati periodi associati all’incremento della flogosi. Altro caso è quello dei pazienti con malattia ben controllata dalla terapia ma che stanno andando incontro agli effetti secondari o dannosi di questa stessa terapia.

Dopo la visita secondo i criteri della Medicina di Segnale, qui occorre valutare gli indici di flogosi e altresì gli indici di funzionalità renale ed epatica e l’emocromo per la stadiazione della malattia. Il discorso a questo punto deve comprendere anche la persuasione del paziente ad affrontare in modo diverso la malattia e l’indicazione a eseguire il test della privazione degli zuccheri per 7-10 giorni.

Stabilite le sensibilità alimentari si andrà a formulare una dieta di rotazione avvertendo il paziente della necessità di mantenere comunque una bassa assunzione di antigeni alimentari nei giorni liberi.

L’ultimo tipo di paziente è il più complesso: è affetto da AR di vecchia data e politrattata, ha assunto molti steroidi e ha una scarsa risposta terapeutica.

Qui bisognerà arrivare a una certezza sulle food sensitivities, per cui può essere necessario effettuare una ricerca tramite esami specifici (per esempio test recaller) oppure sottoporre il paziente a una serie di domande ampliate e particolari per consentire di formulare una dieta di rotazione il più possibile efficace.

I primi due mesi si potrebbero eliminare completamente gli alimenti sensibilizzanti e, valutati i risultati, impostare la dieta di rotazione. In una situazione del genere non ci si può aspettare risultati tangibili prima di sei mesi, anche se il paziente potrebbe avvertire un certo benessere già dopo due-tre settimane.

gamberetti

Un breve accenno alle terapie naturali che possono aiutare nella flogosi: tisane di curcuma e zenzero, boswellia, glucosammina solfato, artiglio del diavolo e per ultima la vinpocetina estratta dalla pervinca comune,

una pianta che ha proprietà vasodilatatrici e antiossidanti; secondo ricercatori presso l’Università di Rochester è efficace nel ridurre la flogosi polmonare, normalmente trattata con steroidi, e tale effetto antinfiammatorio potrebbe essere traslato anche nell’AR.

Attività fisica a digiuno, ripristino della digestione ed assimilazione, migliorando la masticazione e il secreto biliare, depurando il corpo da virus, batteri, acidi urici con rimedi organo emuntori.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Mary Lombardi
Mary Lombardi
Milano
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La vita a volte ti sorprende con incontri speciali che ti guidano nella consapevolezza reale dell’esistenza…Viaggi dentro e ‘fuori’ di sé volti a una crescita consapevole di ciò che realmente siamo...Un angelo ha sostenuto e promosso questo percorso iniziato con la sua costante presenza...Guida speciale in questa realtà che ‘in realtà non esiste o è già esistita.Arriverò a comprendere, ad essere quello che siamo.Grazie Francesco ❤️💕✨💕❤️

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