La resistenza insulinica e malattia reumatica

I malati di AR hanno maggiore possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari

Come si presenta la malattia?

È associata al processo infiammatorio in quanto l’ipotalamo trasmette un ordine di risparmio energetico e di accumulo. Si pensi, quindi, quanto può fare il medico di segnale contro la resistenza insulinica, l’infiammazione da cibo, il cambiamento dello stile di vita.

Classicamente con interessamento infiammatorio delle piccole articolazioni di mani e piedi, metacarpofalangee (classicamente la II e III), interfalangee prossimali e metatarsofalangee, ma anche di caviglie, polsi, gomiti, spalla e ginocchio, solitamente in modo simmetrico e bilaterale.

Rischioso può essere l’interessamento di atlante ed epistrofeo con possibile lussazione, con il tempo, del dente dell’epistrofeo e compressione midollare. Soggettivamente il paziente lamenta astenia, febbricola, rigidità mattutina anche per due ore.

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Gli esami ematici alterati sono quelli della flogosi: VES, PCR, fibrinogeno, globuline-alfa2, ferritina, aptoglobina, spesso neutrofilia con anemia, FR positivo e positività degli anticorpi anticomplessi citrullinati (ACCA). La presenza di questi ultimi è attualmente ritenuta più sensibile del FR per la diagnosi di AR.

Gli ANA sono rilevabili nel 20% dei casi. Possono esseri presenti anticorpi anti-ENA e tra questi gli anti-SSA/Ro. Si accompagna una sindrome di Sjögren.

In casi più controversi si può ricorrere alla risonanza magnetica sempre con contrasto per evidenziare la flogosi eventualmente presente.

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Le tipiche alterazioni radiografiche sono, in ordine di progressione: tumefazione dei tessuti molli articolari, osteopenia subcondrale con spazio articolare ridotto, microcisti subcondrali, tipiche erosioni periarticolari, sublussazioni e, alla fine del processo, anchilosi articolare.  

Attualmente si tende comunque a considerare fondamentale per la diagnosi l’esame clinico. Caratteristici dell’AR ma non sempre presenti sono i noduli reumatoidi che hanno solitamente localizzazione sottocutanea periarticolare e una consistenza duro – elastica  o duro – calcifica .

Rappresentano l’esito del processo di microvasculite sottocutanea e possono scomparire e ricomparire. Sono collegati al periodo prolungato di malattia, alla sua gravità e alla terapia prolungata con metotrexato (MTX).

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Si consideri anche la valutazione di magnesio, 25OH vitamina D e oligoelementi come zinco e rame molte volte deficitari nei pazienti con AR.

Le più comuni cause di morte per AR sono le infezioni sistemiche correlate all’immunodepressione da farmaci, le complicanze vasculitiche con relativo corredo (in primis l’infarto del miocardio), il polmone reumatoide, l’amiloidosi e la già accennata dislocazione del dente dell’epistrofeo con compressione bulbare.

La persistente flogosi con elevati e perduranti valori di PCR determina processi flogistici endoteliali con liberazione di citochine e incremento dell’aterosclerosi diffusa a livello sia cerebrale sia cardiaco.

I malati di AR hanno maggiore possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto ai pazienti di pari età senza malattia.

Come si tratta l’AR nella medicina allopatica?

Altro dato da considerare è il rapporto obesità/AR, in quanto i pazienti obesi hanno già un’infiammazione di basso grado associata allo stile di vita, per cui i loro indici di flogosi (VES e soprattutto PCR) possono essere alterati in relazione non soltanto alla malattia ma anche allo stato flogistico di base: di questo bisogna tener conto anche nel valutare l’efficacia della terapia.

Secondo le raccomandazioni della SIOMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo minerale e delle Malattie dello Scheletro) nella terapia con prednisone a dosaggi ≥ 5 mg deve essere aggiunto un bifosfonato per prevenire il danno osseo da steroide.

In sostanza a un farmaco già osteopenizzante come il cortisolo si aggiunge un bifosfonato, che congela l’osso rendendolo più duro ma meno elastico e maggiormente esposto al rischio di frattura! I farmaci biologici attualmente approvati per la terapia dell’AR sono:

infliximab, anticorpo monoclonale chimerico contro il fattore di necrosi tumorale (TNF) che viene somministrato per via endovenosa;

etanercept, anticorpo anti-TNF che viene somministrato per via sottocutanea 2 volte la settimana;

adalimubab, anch’esso anticorpo anti-TNF da somministrare sottocute;◗ anakinra, antagonista del recettore dell’IL1, per somministrazione giornaliera;

rituximab, anticorpo anti-CD20, per via infusionale;◗ abatacep, modulatore selettivo della costimolazione dei linfociti T;◗ certolizumab, anticorpo anti-TNF pegilato per somministrazione sottocutanea;

golimumab, anticorpo anti-TNF-alfa;◗ tocilizumab, anticorpo anti-IL6.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Loredana Giancola
Loredana Giancola
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Non sono così brava a scrivere, ma a modo mio so espandere l'energia fantastica che emani, in qualsiasi momento che ho avuto difficoltà, nei momenti di gioia che mi hai donato. Grazie grazie grazie per tutto mi hai insegnato a volermi bene più di tutto più dell'universo amore incondizionato che ora ho sperimentato e vissuto. Tutto arriva nel momento giusto. Le anime s'incontrano per caso, per una ragione, per sperimentare. Grazie per tutto ciò che fai. Live is now❤️🙏✨✨✨✨✨✨✨

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