Artrite, dolore cronico, IBS

La guarigione è guardarsi dentro

Sempre più evidenze indicano che la mancata risoluzione dell’infiammazione può essere annoverata tra i principali fattori patogenetici delle malattie infiammatorie intestinali (IBD), accanto all’alterazione della barriera intestinale, la disbiosi e l’iperattivazione del sistema immunitario.

Le proresolvine, che nei soggetti con IBD risultano ridotte, favoriscono la sintesi di peptidi antibatterici, potenziano la secrezione della fosfatasi alcalina e favoriscono lo switch del macrofago da M1 a M2.

Le proresolvine vengono prodotte dalle cellule dell’epitelio intestinale che contribuiscono attivamente alla regolazione della risposta infiammatoria a livello intestinale.

Un quarto della popolazione italiana soffre di dolore cronico, per lo più a causa di artriti e osteoartrosi e con maggiore prevalenza nelle donne: questa condizione non influenza solo la qualità della vita del paziente, ma presenta costi altissimi a livello sociale ed economico.

Uno studio recente, condotto su 44 individui con dolore cronico di durata superiore a 3 mesi, ha valutato l’efficacia della somministrazione di una soluzione di olio di pesce standardizzato in proresolvine nel migliorare la qualità della vita dei partecipanti (misurata con questionari validati).

Dai risultati è emerso che le proresolvine migliorano la qualità della vita già dopo un mese di supplementazione;

Si sono osservati risultati statisticamente significativi in relazione al miglioramento del dolore e dei sintomi di ansia e depressione, spesso correlati al dolore cronico e corresponsabili del deterioramento della qualità di vita dei soggetti.

La somministrazione delle proresolvine ha quindi dimostrato effetti benefici nei soggetti affetti da dolore cronico, non solo a livello fisico ma anche sulla componente psicosociale della malattia.

La concentrazione di alcune proresolvine, in particolare la resolvina D3, è ridotta sia nel modello murino che negli individui affetti da artrite reumatoide.

La somministrazione di questa proresolvina nel modello animale ha dimostrato di ridurre dolore, gonfiore e citochine pro-infiammatorie.

La somministrazione di omega-3 induce la sintesi di proresolvine che possono essere riscontrate sia nel plasma che nel liquido sinoviale dei soggetti affetti da artrite reumatoide e artrite psoriasica trattati.

La concentrazione di proresolvine è inversamente correlata alla severità della patologia e all’intensità del dolore. Le proresolvine agiscono non solo sulle cellule immunitarie per ridurre l’infiammazione. 

Ma anche sulle cellule articolari (fibroblasti della sinovia, condrociti, osteoclasti e osteoblasti), ipotizzando un ruolo di riparazione e rigenerazione del danno articolare.

Poiché per raggiungere valori rilevanti di proresolvine spesso devono essere somministarti valori elevati di omega-3 (anche fino a 11 grammi!), la supplementazione diretta delle proresolvine potrebbe migliorare la compliance dei pazienti mantenendo l’efficacia degli effetti osservati con l’assunzione di omega-3.

Nel paziente con artrite reumatoide le proresolvine agiscono riducendo la risposta immunitaria, la perdita di osso e il dolore, ed esercitano effetto protettivo sulla cartilagine, come dimostrato nel modello animale.

La fibromialgia, con una prevalenza del 2-6% nella popolazione generale, colpisce maggiormente il genere femminile e la sua eziopatogenesi è in parte sconosciuta.

In una recentissima review (febbraio 2021), viene proposta una innovativa ipotesi eziopatogenetica secondo cui i tre attori protagonisti dello sviluppo della malattia sono la disbiosi intestinale, la sarcopenia e la neuroinfiammazione.

Il dialogo continuo tra questi tre elementi, che gli autori della review chiamano INFLAMMOTOMA, indicando con questo termine l’intero set di molecole coinvolte nello sviluppo e nel mantenimento dell’infiammazione, costituisce uno dei meccanismi patogenetici della malattia.

Pertanto, agire direttamente sulla risoluzione dell’infiammazione mediante supplementazione delle proresolvine può essere una nuova opportunità di intervento.

Bibliografia: Metagenic Il Consiglio degli Specialisti modificato by Francesco Ciani

Cristina Terzitta
Cristina Terzitta
Olbia
Guarda mi ha colpito devo dire positivamente come tu ti sei posto nei miei confronti con onestà perché un altro naturopata oppure un altro professionista avrebbe fatto la consulenza avrebbe preso i soldi avrebbe dato questo malloppo di prodotti e ciao invece mi ha colpito proprio tantissimo e ti ringrazio per il tuo approccio grazie❤️🙏❤️

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