Terapia Ormonale Sostitutiva

La leptina, scoperta nel 1994, è probabilmente il più importante ormone regolatorio del metabolismo umano.

Sperimentazione clinica

Seguii 38 pazienti in corso di terapia sostitutiva ormonale con levotiroxina, cercando di ripristinare l’equilibrio dell’asse ipotalamo – ipofisi – tiroide con mezzi naturali: alimentazione, movimento e integrazione.

Per capire su quali basi scientifiche serve però una breve premessa. La leptina, scoperta nel 1994, è probabilmente il più importante ormone regolatorio del metabolismo umano. 

La sua assenza o disfunzionalità genera un’obesità grave, resistente a qualunque trattamento, e produce malfunzionamento di tutti gli assi endocrini più importanti: surrene, gonadi, tiroide.

Si può dunque dimagrire (ovvero perdere grasso) con regimi del tutto normocalorici e normoproteici intervenendo sugli stimoli naturali alla leptina (in particolare movimento, cronobiologia, qualità dei cibi, adeguatezza dell’apporto calorico e proteico). 

Lo stimolo ipotalamico indotto dalla secrezione di leptina da parte degli adipociti è in grado di risvegliare anche tutti gli altri assi metabolici, tra cui quello tiroideo.

È a partire da queste considerazioni che si può comprendere il valore del lavoro clinico qui di seguito sinteticamente riportato. 

Il numero totale dei pazienti con problemi di ipotiroidismo ricontrollati almeno una volta è stato di 38, di cui 5 uomini e 33 donne (dati che riflettono una maggiore tendenza femminile a sviluppare questo tipo di patologia).

Nessun paziente, tra quelli ripresentatisi al controllo, è stato escluso dall’analisi, indipendentemente dalla maggiore o minore compliance. L’età media del campione era di 42,4 anni. 

Il periodo medio di cura preso a riferimento è stato di 7,1 mesi. 

Sono stati rilevati, per ciascun paziente, i valori di TSH e fT4 al momento dell’inizio della cura (basata su alimentazione normocalorica e normoproteica in abbinamento a un’adeguata e moderata attività fisica con frequenza pressoché quotidiana) e al momento dell’ultima visita disponibile alla data di fine studio.

Quando il paziente aveva un valore di TSH accettabile (entro il range normale o poco superiore) e mostrava di applicare correttamente le indicazioni relative ad alimentazione e stile di vita ricevute, oppure mostrava un quadro bioimpedenziometrico molto rassicurante (calo di massa grassa contemporaneo ad aumento della massa muscolare), venivano scalati (deprescritti) 25 μg di levotiroxina dal dosaggio in uso.

Dopo il naturale e temporaneo aumento dei valori di TSH (effetto rebound) si attendeva fino a normalizzazione degli stessi per procedere a una nuova riduzione. Tutti e 38 i pazienti seguiti hanno ricevuto l’indicazione alla diminuzione del dosaggio di levotiroxina in uso al momento della prima rilevazione.

Di questi 38, 20 (il 52,6% dei pazienti seguiti) hanno potuto interrompere del tutto, nei brevi tempi dello studio, l’assunzione del farmaco in uso. Gli altri 18 pazienti (con dosaggi di levotiroxina che andavano da 25 a 200 μg, con una media di 100 μg) hanno ridotto il dosaggio mediamente di 32,6 μg, corrispondenti a una diminuzione pari al 33,3% del dosaggio in uso a inizio studio.

In sintesi si è documentata su un piccolo campione (rappresentante però la totalità degli accessi al mio studio con problemi di ipotiroidismo) la concreta possibilità di limitare il dosaggio dell’ormone tiroideo sostitutivo (o addirittura di deprescriverlo completamente) sfruttando le opportunità terapeutiche insite negli stimolanti naturali della leptina: normocaloricità, normoproteicità e cronobiologia della dieta abbinate alla pratica di un regolare (e mai estremo) movimento di tipo aerobico e all’assunzione di alcuni integratori alimentari (oligoelementi, vitamine, antiossidanti).

La deprescrizione ha avuto effetti del tutto accettabili sulla variazione del TSH ipofisario (pienamente nella norma o diminuito nel 76% del campione rispetto a inizio cura). 

Va detto, inoltre, che dopo aver terminato lo studio per la tesi ho continuato a seguire i pazienti che ancora non avevano del tutto eliminato il farmaco, togliendolo completamente ad altri 15, per un totale complessivo di 35 pazienti su 38 (in due anni circa). Ogni caso, naturalmente, è a sé stante.

Ma se è così facile liberarsi dalla dipendenza della terapia ormonale, perché nessuno mette in pratica questa metodologia? 

O forse ho semplicemente mostrato che la maggior parte delle prescrizioni di terapia sostitutiva “per ipotiroidismo” è inutile?

Corsa agli armamenti

È abbastanza comprensibile che chi sia stato formato a livello universitario alla sola soppressione farmacologica del sintomo, chiamandola a sproposito “guarigione”, possa stentare a comprendere le dinamiche di guarigione vera e permanente da un ipotiroidismo, clinico o subclinico che sia.

Tuttavia le dinamiche sottese a un momento di stop tiroideo sono comprensibili. La tiroide è il termostato del nostro metabolismo e quindi, benché sotto il comando di terzi, ha il potere di indurci a un iperconsumo o a un iperrisparmio energetico.

Se la tiroide rallenta un po’ la sua attività (attraverso i sistemi naturali di regolazione interna ipotalamici e ipofisari) la prima cosa da fare è accettare e comprendere questo segnale proveniente dal corpo, al pari di una lieve emicrania, di qualche linea di febbre o di una forte sensazione di stanchezza o esaurimento.

Il corpo ci sta dicendo qualcosa (fermati, riposati, rallenta il ritmo). Se ignoriamo questo segnale e addirittura forziamo farmacologicamente la tiroide a lavorare di più, faremo solo danno. Che è poi quello che succede quando trattiamo con i farmaci una tiroide che stava solo “prendendo fiato”.

1. Vivo in un ambiente che stimola troppo poco la mia vitalità?
2. Esagero con il tema «possesso»? Evidenzio all’esterno la mia brama di potere?
3. Mi approprio di cose che mi gonfiano, e mi impediscono di partecipare alla mutevolezza dell’esistenza?
4. Qual è il mio rapporto con il tema «peso»? Mi sento importante o mi devo far credere importante?
5. Immagazzino troppo? Si tratta di cose di valore? Di oggetti preziosi? Di cose spiacevoli?
6. Accumulo senza darlo a vedere agli altri (gozzo interno)? Lo faccio per non dover cedere niente o perché mi vergogno?
7. L’accumulare opprime la mia vita?
8. Mi chiudo a chiavistello a livello di collo e tengo la testa separata dal corpo, i miei pensieri separati dai miei sentimenti?

Bibliografia: Medicina di Segnale

Michela Castellani
Michela Castellani
Senigallia (AN)
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Oggi ho fatto un viaggio bellissimo dentro me stessa accompagnata da Francesco. È stato emozionante ritrovarmi ... e per la prima volta in vita mia non ho avuto paura ... posso solo ringraziare quest'uomo che con la sua saggezza e semplicità mi ha fatto rinascere ❤️ Questo è solo l'inizio ... e so che con lui al mio fianco ce la farò!!! Grazie grazie grazie per il grande lavoro che fai con le Anime un po perse e stropicciate come la mia ❤️

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