La definizione di ipotiroidismo

Occorre distinguere tra ipotiroidismo clinico (con sintomi) e subclinico (senza sintomi).

Insufficienza tiroidea

L’ipotiroidismo o insufficienza tiroidea è una sindrome clinica del sistema endocrino che consegue a un deficit degli ormoni tiroidei (triiodotironina e tetraiodotironina o tiroxina) prodotti dalla tiroide e che comporta una riduzione generalizzata di tutti i processi metabolici dell’organismo.

Questo disturbo endocrino può causare una serie di sintomi quali stanchezza, scarsa capacità di tolleranza al freddo e aumento di peso. Nei bambini l’ipotiroidismo porta a ritardi nella crescita e nello sviluppo intellettuale

La diagnosi di ipotiroidismo, quando sospettata, può essere confermata con esami del sangue che misurano i livelli di ormone tireostimolante (TSH) e quelli della tiroxina.

Occorre distinguere tra ipotiroidismo clinico (con sintomi) e subclinico (senza sintomi). Un’alterazione del solo TSH configura un “ipotiroidismo subclinico” (un eufemismo che ha generato tanta confusione) che non richiede di essere trattato se non in casi molto particolari, perché la tiroide produce tutti gli ormoni di cui l’organismo ha bisogno.

In secondo luogo viene citata come causa la tiroidite di Hashimoto (un attacco autoimmune contro un enzima, la tireoperossidasi, importante nella produzione di ormoni da parte della tiroide). 

Ma siamo così sicuri che si tratti di una causa e non invece di un segno conseguente a un’alterazione presente più a monte?

Perché questo è invece ciò che sostiene la scuola della Medicina di Segnale: se persiste o diventa cronica la causa primaria, che altro non è se non un’insufficiente alimentazione che spinge l’ipotalamo a rallentare l’intero meccanismo per risparmiare energia, il corpo ricorrerà a qualunque arma a sua disposizione per rallentare la tiroide, compresa la produzione di autoanticorpi contro la tireoperossidasi.

Una visione di questo tipo dà ragione del fatto che quando si tratta con ulteriore ormone un paziente che – attraverso gli autoanticorpi – già mostrava di voler ridurre l’attività di una tiroide troppo sprecona, il valore degli autoanticorpi schizza verso l’alto.

È bene che gli studenti di medicina incomincino a mettere in dubbio alcuni degli assiomi che vengono loro insegnati: solo il continuo stimolo critico può consentire un reale progresso scientifico.

depressione

E se la tiroide iperlavora?

Parlando invece di ipertiroidismo le definizioni ufficiali ci dicono che si tratta di un disturbo del sistema endocrino derivante dall’eccesso di funzionalità della ghiandola tiroidea, caratterizzato cioè da un aumento in circolo di ormoni tiroidei, triiodotironina (T3) e/o tiroxina (T4), sia per aumento di funzione della tiroide sia per distruzione della tiroide stessa.

La causa più comune è la malattia di Basedow-Graves (un’attivazione permanente dei recettori tiroidei del TSH, causata da autoanticorpi). 

L’ipertiroidismo è una delle cause di tireotossicosi, una sindrome clinica ipermetabolica che si verifica quando vi sono elevati livelli sierici di T3 e/o T4.

La tireotossicosi può verificarsi anche dopo l’ingestione di quantità eccessive di ormoni tiroidei esogeni in forma di terapia supplementare, come la levotiroxina. Questo è un fenomeno noto come tireotossicosi esogena o tireotossicosi alimentare.

Anche qui merita ricordare che, al di là delle definizioni scolastiche, il morbo di Basedow-Graves ha origine autoimmune e che, nell’interpretazione del medico di segnale.

Vi è stata una causa psichica, metabolica, alimentare che ha generato scompiglio nei sistemi di regolazione del metabolismo, causa che deve essere rimossa prima di pensare alle correzioni farmacologiche.

Nella nostra esperienza clinica all’origine vi è sempre stato o un trauma psichico importante (violenza, rifiuto) o un’assunzione di amfetamine, antidepressivi, droghe stimolanti o altre sostanze attive sulle regolazioni metaboliche oppure, infine, lunghi periodi di restrizione alimentare alternata a iperalimentazione.

Va altresì ricordato che un’iperattività della ghiandola può essere segno di un tumore tiroideo in fase iniziale, che potrà essere facilmente riconosciuto già ecograficamente per la forte vascolarizzazione di alcuni distretti e che sarà poi ben visibile alla TAC.

L’evoluzione tumorale è poco frequente ma, a differenza dell’ipotiroidismo, con l’ipertiroidismo non si possono ignorare per troppo tempo i sintomi visto che – soprattutto a livello oftalmico e/o cardiaco – possono generare sgradevoli complicanze.

I sintomi dell’ipertiroidismo

I sintomi più evidenti sono: perdita di peso, affaticamento, iperattività, irritabilità, depressione, poliuria, sudorazione profusa (e in generale grande produzione di calore), pelle ingiallita, aritmie e palpitazioni, dispnea, infertilità, calo del desiderio, nausea, vomito, diarrea, perdita di massa muscolare e anche miastenia gravis malattia autoimmune che compromette la comunicazione fra i nervi e i muscoli, provocando episodi di debolezza muscolare.

La diagnosi avviene tramite il dosaggio di TSH, fT3 e fT4, con TSH molto ridotto o addirittura soppresso. Anche qui si distinguono un ipertiroidismo subclinico (con fT3 e fT4 nel range di normalità) e uno clinico, in cui anche fT3 e fT4 sono aumentati.

La diagnosi del tipo di ipertiroidismo dovrebbe poi valutare se si tratta di forme di ipertiroidismo autoimmune (mediante dosaggio degli anticorpi antirecettore del TSH), da farmaci (per esempio da amiodarone) oppure da forme di tireotossicosi, distruttiva (tiroidite subacuta) o iatrogena (assunzione di ormoni tiroidei).

La cura classica è farmacologica, con metimazolo o con propiltiouracile, usato a livello ospedaliero. In altri casi si interviene atrofizzando la tiroide con radio-iodio oppure asportandola in tutto o in parte.

Il medico di segnale lavorerà invece (o a supporto delle terapie classiche) ricercando un equilibrio complessivo dell’organismo che consenta il ripristino dei segnali tiroidei naturali attraverso alimentazione mirata, movimento fisico ed eventualmente un adeguato supporto psicologico.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Annalisa Calandra
Annalisa Calandra
Psicologa & Floriterapeuta
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Non ho mai conosciuto Francesco di persona ma mi ha dato più aiuto lui che altre persone vicine. Grazie a lui ho trovato la mia strada. Iscrivermi in Psicologia e aiutare le persone. A parte una grande preparazione mi ha aiutato a vedere le cose sotto altri punti di vista. Un' anima bella e rara. Sempre gentile e solare. Andateci vi aiuterà tantissimo a riscoprire voi stessi.💚💕

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