Medicina di Segnale e disturbi psichici

L’obiettivo è restituire alle emozioni il loro valore

Capacità autoregolatrice dell’organismo

La Medicina di Segnale si fonda sulla capacità autoregolatrice dell’organismo, dotato biologicamente di potenzialità che integrano complesse funzioni interne massimizzando la risposta adattativa.

La conseguenza diagnostica è una valutazione multidimensionale dei sintomi, la ricaduta terapeutica consiste nel mettere al centro gli interventi che supportano il ripristino delle funzioni fisiologiche, limitando al minimo necessario il ricorso a interventi “sostitutivi”.

Come quelli farmacologici, e privilegiando gli stili di vita, arricchiti dalle conoscenze crescenti sul ruolo che svolgono nella modulazione dei segnali regolatori.

Nell’ambito dei disturbi psichici il ruolo centrale è svolto dalle emozioni e dalla relazione con esse, troppo spesso fraintese nel loro valore e interpretate come “sintomi” da annullare. 

Emozioni protettive ed emozioni arricchenti

Ogni persona ha un suo modo di percepire le emozioni, e di reagire a esse, che varia da momento a momento. Spesso inconsapevolmente, siamo in grado di rispondere in modo efficace in alcuni stati emotivi e non altrettanto in altri. 

Questo è uno dei motivi alla base delle differenze individuali nella reazione agli eventi dolorosi della vita. Quando un’esperienza dolorosa travalica i confini delle nostre emozioni può sovrastarci, portando a reazioni difensive controproducenti. 

Altre volte invece ci scopriamo capaci di affrontare tali esperienze, anche al di sopra delle nostre aspettative personali. In tutti i disturbi psichici queste differenze tra un momento e l’altro appaiono disorientanti e pongono dubbi su quanto ci si possa fidare di se stessi.

L’evitamento

Semplificando, le reazioni più comuni sono fondamentalmente di due tipi: quella evitante e quella dipendente

L’evitamento può manifestarsi in molti modi, per esempio può portare a negare il problema o ad accusarne gli altri con l’idea che siano loro a dover cambiare, oppure ad allontanarsi da qualunque stimolo possa riattivare l’emozione.

Il problema non viene visto né affrontato. Inizialmente l’allontanare lo stimolo emotivo porta sollievo, ma poiché le emozioni sono messaggi che la vita ci manda per aiutarci a superare le difficoltà e a vivere pienamente, ci si trova progressivamente ad “arretrare” sempre più dal cuore della vita fino a trovarsi imprigionati in uno spazio ristretto creato da se stessi.

La dipendenza

Anche la dipendenza può manifestarsi in molti modi, per esempio si può cercare sostegno in persone, gruppi, stereotipi culturali, farmaci, sostanze, comportamenti disfunzionali e in tante altre forme.

La differenza rispetto alle relazioni o alle idee sane è che il rapporto non è reciproco, soprattutto non è libero: inizialmente porta sollievo, come per l’evitamento, ma poi diventa sempre più costrittivo e col trascorrere del tempo è sempre più difficile recuperare la propria autonomia.

Le apparenze sono assai diverse, ma in fondo tutte comunicano lo stesso messaggio: “Finché ci sono io sei al sicuro, senza di me non ce la fai”. 

Più questo messaggio perdura nel tempo, più diminuisce la fiducia in se stessi e la capacità di superare la dipendenza.

Un esempio evidente è offerto dal trattamento del disturbo da attacco di panico: se la persona giunge in terapia senza aver intrapreso trattamenti farmacologici o avendoli appena iniziati. 

Nella gran maggioranza dei casi la risposta ai moderni approcci psicoterapici avviene in pochi mesi e senza bisogno di prescrivere antidepressivi oppure, quando necessari all’inizio, prescrivendoli per tempi limitati.

Se invece la persona segue da anni una terapia farmacologica, a parità di disturbo iniziale la cura sarà più lunga e difficile perché si è instillata sempre più profondamente la credenza “L’aiuto mi può venire solo dall’esterno”, che è già una delle condizioni predisponenti agli attacchi di panico.  

Gli antidepressivi

Il problema è l’efficacia iniziale degli antidepressivi nei sintomi di ansia, che non corrisponde affatto all’efficacia nella cura del disturbo, anzi, se utilizzati come unico trattamento predispongono fortemente alla cronicizzazione.

Per capire come ci si possa rivolgere in modo diverso al problema dobbiamo prima comprendere in modo semplice il ruolo delle emozioni nella vita, come si presentano a noi e il ruolo centrale del corpo nella nostra vita affettiva.

Le emozioni sono gli strumenti che la natura ci ha dato per vivere la vita e aiutarci a vivere: se impariamo a conoscerle, accoglierle e ascoltarle sono lo strumento che ci permette di passare dalla sofferenza al ritorno al benessere, portandoci le risorse di cui abbiamo bisogno per affrontare le difficoltà.

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Le emozioni protettive

Erroneamente vengono comunemente definite “negative” e “positive”, mentre sono più appropriati gli attributi “protettive” e “arricchenti”.

Si può cogliere la differenza nella risonanza: si cerca di allontanare ciò che è “negativo” e di accogliere ciò che è “protettivo” affinché venga realmente per noi.

Le emozioni protettive sono come i colori: vi sono pochi tipi fondamentali che si combinano in infinite coloriture emotive ma, come gli accordi musicali, con una “dominante”. Secondo Ekman, uno dei maggiori studiosi, sono la rabbia, la paura, la tristezza e il disgusto

All’inizio sono spesso spiacevoli perché non ci può essere una risposta efficace se non si prende coscienza dell’impatto dell’evento su di noi;

Se impariamo ad ascoltarle,  come faremmo con una persona che viene ad aiutarci, scopriremo che il loro percorso è simile a una “collina”:

la sofferenza inizialmente sale, ma raggiunta la cima scende e si trasforma lasciandoci delle risorse. Può essere per esempio un senso di sollievo, spazio, fiducia, vicinanza, chiarezza, ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento.

Ogni emozione tende a portare risorse specifiche: la rabbia a far valere i propri bisogni; la paura a proteggersi dal pericolo; la tristezza, forse la più potente di tutte, è il sentimento del cambiamento e ci permette di lasciar andare quello che non ci appartiene più del passato e, dopo un periodo variabile di sospensione, a reinnestarne le qualità nel presente in forma nuova.

Le emozioni arricchenti

Le emozioni arricchenti hanno molteplici nomi: gioia, affetto, tenerezza, interesse e tanti altri. Sono tutte varianti di una forza che porta a vivere la vita in modo pieno, ma di fronte alle difficoltà sono possibili solo se prima abbiamo vissuto le emozioni protettive, piccole o grandi che siano.

Vi sono molte altre considerazioni importanti sulla natura delle emozioni e sul loro ruolo, ma il messaggio fondamentale è che un approccio sano consiste nell’accoglierle con fiducia per viverle e per aiutare gli altri a viverle. 

L’ansia non è una patologia ma il segnale delle emozioni evitate per troppo tempo che premono per essere ascoltate e poter offrire le risorse di cui sono portatrici.

Nella Medicina di Segnale l’approccio verso le persone sofferenti di disturbi psichici deve avere come obiettivo non quello di sopprimere l’ansia bensì, in modo empatico, di accogliere le emozioni e aiutare a regolarne l’espressione.

Una tecnica non invasiva e risolutiva in ogni suo aspetto più intimo che persiste o resite come malessere è la risoluzione o comprensione grazie alle tecniche del neuro scienziato Calligaris, o J. Konrad Stettbacher, al punti denominati HuaTuojiaji, molto conosciuti in Medicina Tradizionale Cinese.

Non dimentichiamo inoltre che le strutture spinomidollari (il midollo spinale, per intenderci) rappresentano, sul piano filogenetico, le architetture neurali più arcaiche in senso assoluto, compatibili in questo senso con una forma di “Memoria” meno sofisticata, ma più stabile, perché stratificata in milioni di anni di evoluzione biologica. (Francesco Ciani

Bibliografia: Medicina di Segnale

Francesca Boraso
Francesca Boraso
Varese
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Franci grande AnimA così mi piace chiamarti .. grande esperto, grande professionista sempre attento anche ai più piccoli particolari. Sei una persona inesauribile di informazioni .. e poi insegni con amore attenzione a vivere meglio e bene .. aiuti ad aggiungere Vita alla già meravigliosa Vita. Ringrazio per averti conosciuto a per essermi stato sempre di grande aiuto a me e alla mia famiglia. 😊💕

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