Malattia diverticolare

Alla base della diverticolite c’è comunque l’infiammazione

Come fare?

La malattia diverticolare, frequente in Europa e negli Stati Uniti e rara in Africa e Asia, si associa a una dieta ricca di alimenti raffinati e povera di fibre, al fumo, al sovrappeso e all’obesità, alla scarsa attività fisica.

La prevalenza aumenta con l’età, senza differenze tra i sessi. I diverticoli sono estroflessioni sacciformi della parete addominale e si distinguono in veri, quando coinvolgono l’intera parete, e falsi, se interessano solo mucosa e sottomucosa.

La malattia diverticolare comprende una serie di condizioni cliniche che vanno dalla semplice presenza di diverticoli (diverticolosi) fino alle complicanze legate all’infiammazione (diverticolite) o al sanguinamento. Circa l’80% dei portatori di diverticoli è asintomatico e scoperto casualmente nel corso di un esame endoscopico o radiologico eseguito per altri motivi.

Purtroppo i diverticoli, una volta formati, non possono regredire ma non necessitano di periodici controlli endoscopici. Nella patogenesi della malattia svolgono un ruolo fondamentale molti fattori: dieta, microbiota, fattori genetici, struttura e motilità del colon.

Secondo l’ipotesi più accreditata, si ritiene che l’intrappolamento fecale con formazione di coproliti e crescita eccessiva di agenti patogeni possa essere implicato nel determinismo della rottura dell’epitelio con conseguente traslocazione batterica.

Alla base della diverticolite c’è comunque l’infiammazione. Studi recenti, seppur condotti su un ristretto numero di soggetti, hanno evidenziato la presenza di un’infiammazione di basso grado, caratterizzata principalmente da linfociti e neutrofili, in pazienti con malattia diverticolare sintomatica, nonostante la mucosa risultasse macroscopicamente normale, se si eccettua la presenza di diverticoli.

La malattia diverticolare asintomatica non prevede trattamento. Inutile quindi la prescrizione mensile di disinfettanti intestinali come “prevenzione”. Inutile anche, per non dire pericolosa, l’astensione quasi totale dai vegetali per paura del “semino” che potrebbe intrappolarsi nel diverticolo e creare infiammazione.

Lungo è l’elenco dei cibi incriminati: pomodori, kiwi, fragole, melagrane … Tuttavia sappiamo bene che non è un semplice evento meccanico a generare la diverticolite. Ben più pericoloso è il consumo indiscriminato di carboidrati raffinati.

Per migliorare il contenuto di fibre nella dieta è opportuno assumere prodotti integrali, verdure a volontà, sia crude sia cotte, legumi e frutta. L’aumento delle fibre vegetali deve essere però graduale, per evitare fenomeni di gonfiore e distensione addominale.

mangiare

Questi sintomi sono generalmente passeggeri, ma possono essere molto fastidiosi. E poi ricordiamo l’acqua, indispensabile, che può essere assunta anche sotto forma di minestre, tisane, succhi, estratti e spremute, o Plasma marino.

Attenzione invece quando vi sono i sintomi di una diverticolite acuta, ossia in presenza di dolore o fastidio addominale (in genere nel quadrante inferiore sinistro) accompagnato da febbre, nausea o vomito e diarrea.

In questi casi si devono evitare fibre e scorie e occorre prediligere un’alimentazione liquida o semiliquida.

Particolarmente a rischio di sviluppare diverticolite sono i pazienti in trattamento con aspirina, FANS e oppioidi, i soggetti obesi e gli appendicectomizzati.

febbre

Convenzionalmente per la prevenzione degli episodi di diverticolite si eseguono terapie cicliche a base di antibiotico non assorbibile (rifaximina) e probiotici, in modo da modulare la flora batterica intestinale, nonché antinfiammatori intestinali (mesalazina).

Nel Wash intestinale di almeno 2 mesi  associato alla DietaGift, si ottengo grandi miglioramenti. Mantenere poi uno stato di equilibrio e riscoprire oltremodo i piacere della tavola e il gusto di attività sportiva, significa che il desiderio di ritrovarsi e volersi bene è ritornato al centro della persona.

Assolutamente necessario, comprendere l’esperienza, capire le cause, smettere di alimentare ciò che persiste o resiste dentro di noi che altro non è che un’occasione di comprendere chi e cosa sei veramente in ogni contesto sociale.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Michela Crivellaro
Michela Crivellaro
life & business coach
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Gratitudine! Nella vita ho sempre ricercato l’eccellenza, soprattutto quando è la mia “salute” in campo desidero onorare il mio tempio.Ringrazio dal cuore Francesco Ciani perché ha saputo prendersi cura del mio problema con dedizione, ascolto, tatto e un infinita strabiliante conoscenza, unitamente ad un approccio spirituale che amplia ogni visione.Con lui ci si sente amati e rassicurati, oltre che in buone mani.I prodotti che poi mi ha prescritto sono ottimi, rinnovo la mia fiducia e lo consiglio vivamente a tutti!

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