La permeabilità intestinale

Una parete intestinale infiammata e «bucata» è molto più esposta a invasioni di parassiti e batteri, e facilita il proliferare di lieviti pericolosi come la Candida albicans, patologie croniche infiammatorie

La guarigione è sempre legata alla comprensione

La disbiosi può essere tanto una causa quanto un effetto di problemi e di danni alla membrana che protegge l’apparato intestinale e fra le cui funzioni, molte e importanti.

Bisogna ricordare l’assimilazione dei nutrienti e la produzione di enzimi digestivi e di alcune vitamine e anticorpi che in molti casi fungono da prima linea di difesa contro le infezioni.

Questa membrana, o epitelio intestinale – che ha una superficie di contatto con l’esterno di circa 300 m2 ed è sede di uno dei sistemi più efficienti e complessi delle nostre autodifese contro le aggressioni molecolari – si rinnova costantemente.

Con gli anni, tuttavia, o di fronte all’insorgere di problemi come la disbiosi, si deteriora e manifesta una permeabilità via via più alterata.

L’aumento della permeabilità intestinale, o sindrome dell’intestino bucato, è una patologia che è oggetto di un interesse cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, ed è direttamente collegata alle intolleranze alimentari, un problema che nelle società occidentali sta toccando proporzioni epidemiche.

La membrana, parete o epitelio intestinale, è caratterizzata da una permeabilità che è fondamentale per l’assorbimento dei nutrienti alimentari, e al contempo programmata per respingere sostanze che potrebbero seriamente danneggiare l’organismo.

Disgraziatamente, il vertiginoso ritmo di vita occidentale e il conseguente stress, insieme al consumo di alimenti contenenti insetticidi, metalli pesanti e altri prodotti chimici, infiammano la parete intestinale e la rendono permeabile.

Il che permette a queste sostanze indesiderabili di filtrare nel flusso sanguigno e provocare sia gravi danni ai sistemi ormonale, immunitario, nervoso e agli apparati respiratorio e riproduttore, sia sintomi come emicranie, artriti, allergie, palpitazioni, mestruazioni irregolari e dolorose, vertigini, irritabilità, e altri ancora.

Non solo. Una parete intestinale infiammata e «bucata» è molto più esposta a invasioni di parassiti e batteri, e facilita il proliferare di lieviti pericolosi come la Candida albicans, che si manifesta immediatamente in diarree, tosse cronica e una vasta gamma di altri sintomi.

L’elenco di malattie e disturbi provocati da un intestino troppo permeabile è lungo e comprende da sintomi più o meno sgradevoli come alito cattivo, nervosismo, dolori muscolari o articolari.

Affaticamento, nausea, palpitazioni, dolori addominali o vertigini, a problemi ben più seri o persino gravi, come parassiti o candidosi cronica, morbo di Crohn, eczema atopico o celiachia.

Bisognerebbe iniziare proprio da qui, parliamo delle cause della permeabilità intestinale. Sono molte, e alcune relativamente facili da evitare, come la poca masticazione del cibo, che produce fermentazione o putrefazione negli intestini.

Un’altra causa rilevante può essere la carenza di vitamina B6 e zinco nella dieta, che rende impossibile o molto difficile la produzione di prostaglandina (che ha un effetto antiinfiammatorio).

La carenza di vitamina B6 può essere evitata consumando regolarmente alimenti come ali di pollo, sardine in salsa di pomodoro, spinaci congelati, fagioli, banane e peperoncino, mentre a quella di zinco si può sopperire mangiando cioccolato fondente, carne di agnello, fegato di vitello, ostriche, semi di zucca o arachidi.

Ulteriori cause di permeabilità intestinale sono un consumo eccessivo di caffè, o alcolici distillati (che hanno un effetto infiammatorio), o di farmaci come steroidi, aspirina e paracetamolo.

L’ingestione di alimenti a cui alcuni soggetti sono intolleranti ma non lo sanno, in quanto i sintomi compaiono 48 ore o addirittura tre giorni dopo (per questa ragione, in casi di permeabilità intestinale, è buona norma sottoporsi a test per le intolleranze alimentari).

amidi, glutine

La cura della permeabilità intestinale è relativamente semplice. In primo luogo, ovviamente, bisogna eliminare i fattori scatenanti, dopo di che assumere abitudini salutari come bere almeno acqua succhi verdi e freschi ogni giorno, includere nella dieta probiotici come yogurt di capra o kefir.

Infine sottoporsi a una terapia a base di L-glutammina, istidina, Betaina nell’ipocloridria, aiuto epatici e liberarsi di corpo ogni giorno con regolarità, riposando bene la notte, tutto ciò sostenuto da un’alimentazione a fini plastici e attività fisica a digiuno.

Amminoacidi essenziali e non essenziali la cui funzione principale è trasferire i gruppi amminici, e che rappresenta una potente fonte di energia e un’inestimabile strumento di rigenerazione per le cellule intestinali.

Bibliografia: Intestino secondo cervello Le rivoluzionarie scoperte scientifiche sulla microflora intestinale

Modificato by Francesco Ciani

Rosita Belmonte
Rosita Belmonte
Torino
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