Le vertigini

Le vertigini sono sensazioni che comportano perdite di equilibrio, sensazioni di «terra che manca sotto i piedi» o instabilità dei riferimenti visivi intorno a noi.

Le vertigini esprimono il nostro bisogno di dominio dello spazio circostante e la ricerca di punti di riferimento precisi, definiti e stabili. Per questa ragione riguardano principalmente le persone ansiose o falsamente «distaccate».

Uno degli strumenti essenziali dell’equilibrio corporeo è l’orecchio, in particolare con quella «sorta di sabbia» che si trova dentro l’orecchio interno, la cui posizione e i cui movimenti sono fortemente responsabili della nostra stabilità fisica. Ora, l’orecchio, che appartiene al Principio dell’Acqua, rappresenta effettivamente i nostri punti di riferimento fondamentali.

La paura di non riuscire a controllare quello che accade, di non controllare lo spazio circostante si traduce in vertigini più o meno accentuate, dirette (vertigini in luoghi elevati) o indirette (situazioni particolari che provocano le vertigini).

È il caso classico delle vertigini avvertite nei giochi dei luna-park o durante la pratica di alcuni sport, nei quali i nostri punti di riferimento spaziali vengono disturbati, le vertigini sono anche segnale di possibili disequilibri, problemi con l’infanzia, variazione della situazione conosciuta. L’uomo possiede due centri: cuore e cervello – sentimento e pensiero.

L’uomo del nostro tempo e della nostra civiltà ha sviluppato in misura particolare le forze cerebrali ed è quindi in costante pericolo di trascurare il suo secondo centro, il cuore. Non è però il caso di demonizzare il pensiero, la ragione e la testa: non è questa la soluzione. Nessuno dei due centri è migliore o peggiore. L’uomo non deve scegliere tra l’uno e l’altro – deve restare in equilibrio.

La testa non deve rendersi autonoma e cercare di andare avanti senza il corpo e senza il cuore. Se il pensiero taglia i legami col basso, perde le radici. Il pensiero funzionale della scienza è per esempio un pensiero privo di radici – gli manca il rapporto col motivo primo – la Consapevolezza del Sè.

L’uomo che segue soltanto la propria testa sale ad altezze vertiginose senza alcun ancoraggio verso il basso: nessuna meraviglia quindi che perda la testa. La testa suona il campanello d’allarme. Ecco le vertigini o altre sintomatologie collegate (reni – intestino – acufeni ecc).

(Fonti Michele Odoul, Thorwald Dethlefsen, Rudiger Dahlke modificate by Francesco Ciani)

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