Correggere le carenze di ferro e vitamina D

Si tratta dell’anemia e dell’ipovitaminosi D.

Una correlazione metabolica

Alcune carenze minerali e vitaminiche possono avere una correlazione metabolica con la funzione tiroidea. Si tratta dell’anemia e dell’ipovitaminosi D. L’anemia può avere diverse cause (dall’alimentazione vegana alla presenza di emorragie interne) ma la più frequente, nella pratica clinica, è quella derivante nella donna in età fertile dalle mestruazioni abbondanti.

A parte il fatto che le mestruazioni irregolari tendono a normalizzarsi quando l’alimentazione si riequilibra (per l’effetto esercitato dalla leptina sull’asse ipotalamo – ipofisi – gonadi), in fase di terapia di “risveglio” tiroideo è importante ripristinare adeguati valori ematici di ferro e ferritina

Il ferro ematico raramente è fuori range (lo diventa in casi gravi o per continue perdite di sangue non controllate).

Molto più indicativa di carenza è la ferritina, che rappresenta le scorte di ferro dell’organismo. Se la ferritina è bassa significa che l’organismo ha dovuto più volte far fronte a momenti di emergenza, saccheggiando il “magazzino scorte”. I fogli analitici suggeriscono valori superiori a 10-12 ng/mL, ma valori corretti dovrebbero essere di 30-40 ng/mL per garantire un buon supporto in caso di necessità.

In alcuni casi il valore è bassissimo, fino a 2 o 3 ng/mL. In quei casi le scorte sono davvero azzerate e serve intervenire quanto prima. Io tendo a integrare con oxiprolinati o bisglicinati di ferro a basso dosaggio, abbinati ai cofattori di assorbimento (vitamina B12, acido folico, vitamina C, rame) in modo da favorire anche un migliore assorbimento del minerale dai cibi.

Nell’arco di poche settimane i valori della ferritina devono tornare normali. Se ciò non avviene, la carenza nel trasporto di ossigeno ai tessuti che ne deriva può seriamente rallentare il ritmo metabolico inducendo un altrettanto forte rallentamento della funzione tiroidea.

La vitamina D invece negli ultimi anni sta emergendo, oltre che come vitamina deputata a favorire l’assorbimento del calcio nelle ossa, anche come mediatore ormonale in molteplici funzioni metaboliche

Una carenza di vitamina D (sotto il valore di 30 ng/mL) può essere segno di fatica metabolica, generando rallentamento tiroideo.

Tuttavia, in questo caso, prima di effettuare un’integrazione occorre ricordare alcuni aspetti. Il primo è che il tanto bistrattato colesterolo è precursore della vitamina D (oltre che di numerosi altri composti): 

un abbassamento artificioso del colesterolo con farmaci (statine, inibitori del PCSK9, ezetimibe) o anche solo con la dieta può dunque ridurre la quantità di vitamina D circolante.

Il modo più semplice ed efficace di ripristinare valori corretti di vitamina D è naturalmente quello di esporre la pelle nuda al sole

bastano 15 minuti circa di esposizione al sole di mezzogiorno di collo e guance per produrre la quantità quotidiana di vitamina necessaria (in condizioni di carenza l’esposizione dovrà però essere più prolungata, per coprire anche la quota mancante).

Incredibile che si sia diventati tanto amanti del buio e dell’ombra da trovarci così frequentemente in carenza! D’altra parte va sempre ricordato che per produrre vitamina D dal colesterolo servono due diverse esterificazioni: una avviene nel rene, l’altra nel fegato.

Se rene o fegato sono malati è possibile che anche la sintesi di vitamina D sia insufficiente. 

Ecco ancora una volta ribadita la necessità di considerare l’uomo un tutto integrato e non una somma di organi affiancati l’uno all’altro. E ancora, è ribadita l’importanza di incominciare ogni tipo di cura con un’adeguata detossicazione.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Alberto Boraso
Alberto Boraso
Varese
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Francesco è un professionista esemplare, scrupoloso e dotato di una vasta conoscenza. Riesce a padroneggiare diverse tecniche e strumenti in modo da fornire soluzioni al contempo pratiche ma molto dettagliate. Consigliatissimo a tutti coloro che vogliono capire anche qualcosa al di fuori dell’ordinario.😊⭐💕

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