Cereali perché sono indigesti

L’amido non digerito aumenta la fermentazione batterica. Ciò può causare flatulenza, distensione, dolore addominale, SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrow) o Sindrome da Contaminazione Batterica dell’Intestino

La guarigione è legata alla conoscenza

Uno dei primi popoli protagonisti della rivoluzione alimentare cerealicola sono gli antichi Egizi, grazie all’abbondanza di terreni coltivi irrigati dal Nilo.

Recenti indagini sulle mummie recuperate nelle ricerche archeologiche hanno riscontrato, in molti individui sotto i 50 anni (vita media), la presenza di obesità, carie, problemi cardiovascolari, arteriosclerosi: affezioni tipiche della nostra società[819],[820].

Le abitudini alimentari storicamente riflettono ciò che consentiva di sopravvivere. Ma sopravvivere e crescere non sono esattamente la stessa cosa. Nella cultura moderna possiamo ricercare i cibi che più ci fanno stare bene, senza gli effetti negativi che possono comportare i cereali.

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Dopo l’effetto, già discusso, dell’eccesso di glucosio e di insulina, esploriamo ora perché il grano, insieme a tutte le graminacee, comportino una serie di problemi: danni all’intestino, peggioramento della digestione, riduzione delle difese immunitarie, rendendo le persone più vulnerabili alle infezioni croniche.

Nel famoso China Study, iniziato nel 1976, sono state evidenziate le seguenti correlazioni[821]: il grano è correlato per il 67% allo sviluppo di malattie cardiovascolari; altri tipi di granaglie (riso escluso) sono correlate a mortalità cardiovascolare per il 39%.

I cerealigrano, riso, avena, orzo, mais, miglio, segale, sorgo – sono i semi da cui nascono le piante che nutrono gli animali al pascolo. Queste piante si sono evolute per potersi riprodurre, sintetizzando una serie di composti proteici in grado di sabotare la digestione nei mammiferi.

spaghetti carbonara

Tali composti sono presenti in tutte le parti del chicco, ma sono più abbondanti nella crusca. Ad esempio, in 100 grammi di farina bianca il contenuto proteico è circa dell’11%, mentre nella stessa quantità di crusca di frumento è del 14%[822].

La strategia della pianta è di far passare i suoi semi intatti nel tratto digestivo degli animali, in modo tale da riemergere nelle feci e attecchire di nuovo nel terreno. I mammiferi al pascolo possiedono organi digestivi che contrastano le tossine dei semi delle piante, ma gli esseri umani non sono dotati di simili difese.

I cereali contengono, tra le altre, sostanze con attività inibitoria della alfa-amilasi pancreatica, interferendo così nella degradazione dell’amido in oligosaccaridi[823]. L’amido non digerito aumenta la fermentazione batterica.

Permeabilità intestinale

Ciò può causare flatulenza, distensione, dolore addominale, fino a stimolare la cosiddetta SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrow) o Sindrome da Contaminazione Batterica dell’Intestino.

Prima di passare all’analisi di ciò che contengono cereali e legumi e per poter meglio comprenderne gli effetti sulla salute, osserviamo da vicino l’organo/barriera che regola il traffico di molecole tra lume intestinale e circolazione sanguigna: l’intestino.

La parete intestinale è costituita da enterociti, cellule deputate all’assorbimento, strettamente connesse fra loro in modo tale da bloccare (in modo selettivo) l’entrata nel circolo ematico e linfatico di microrganismi, tossine e tracce di cibo non digerito.

Abitano il nostro intestino circa 100 trilioni di microrganismi – 10 volte il numero delle cellule che costituiscono il corpo umano – appartenenti a centinaia di specie diverse e definiti simbionti, perché traggono beneficio dalla permanenza nell’intestino umano.

Quando la barriera si deteriora a causa di stress prolungati, cattiva alimentazione, inquinanti ambientali, utilizzo di farmaci, le sue funzioni risultano fortemente alterate, comportando iper-reattività del sistema immunitario e innesco di processi infiammatori.

Le funzioni della barriera intestinale sono in relazione con la popolazione microbica che abita l’intestino, ovvero batteri, funghi, protozoi e virus, collettivamente denominati microbiota[824], il quale mantiene lo stato di salute dell’ospite svolgendo notevoli funzioni:

Funge da barriera, stimola il sistema immunitario, produce sostanze, attività metabolico – nutritiva dei tessuti, partecipa al metabolismo dei farmaci e delle tossine, condiziona il comportamento.

Mentre la funzione di barriera è costante in tutte le aree dell’intestino, altre funzioni del microbiota sono specifiche per ciascun tratto intestinale. Ippocrate disse: “Tutte le malattie iniziano nell’intestino“.

Sono passati ben 2.500 anni e la moderna ricerca scientifica ha appena iniziato a comprendere quanto avesse ragione. Ebbene, oggi sappiamo che la permeabilità intestinale è in relazione con un’ampia gamma di disturbi molto diversi tra loro.

Disturbi collegati a permeabilità intestinale

• Artrite reumatoide
• Lupus
• Psoriasi
• Eczema
• Fibromialgia
• Vasculite
• Disturbi della memoria
• Allergie alimentari
• Sensazione generale di annebbiamento mentale
• Disturbi del pancreas

• Asma
• Emicranie
• Tiroiditi
• Fatica cronica
• Malattia infiammatoria intestinale
• Problemi digestivi
• Dolori allo stomaco
• Ansia
• Depressione
• Costipazione/Diarrea

I fattori che alterano la permeabilità intestinale sono numerosi: alimentazione, stress, ipotiroidismo, condizioni patologiche come celiachia, malattie infiammatorie intestinali, gastroenteriti, patologie internistiche (ad es. scompenso cardiaco, diabete mellito, malattie autoimmuni), disturbi della tiroide, epatopatie (steatosi, steatoepatite, cirrosi), ustioni, traumi e patologie psichiatriche.

l’α-LA, riducendo le citochine e i mediatori flogistici, aiuta a contrastare l’infiammazione che si accompagna alla disbiosi nei soggetti obesi e non, causa effettiva o predisponente all’insulino-resistenza.

Stati di alterazione del microbiota intestinale (Disbiosi intestinale), SIBOSindrome dell’Intestino. Permeabile (LKS). Gastroenteriti battericheviralimicotiche o da parassitiMalattie infiammatorie intestinali (IBD): Rettocolite UlcerosaMalattia di Chron. Forme ansioso-depressive, autismo, disturbi neurovegetativi conseguenti a disbiosi intestinale.

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