Sensitivity esempio pratico

L'eccessivo consumo odierno di frumento è responsabile delle sempre più frequenti ipersensibilità al glutine (gluten sensitivity)

Sensitivity verso latte e latticini

Cibi no: latte di derivazione animale (vaccino, di capra e di pecora), panna, yogurt, burro, formaggio, salame, mortadella, würstel, alcuni prosciutti cotti, pasta fresca ripiena (ravioli, tortellini), prodotti di pasticceria e dolci.

Cibi si: latte vegetale (soia, riso, avena) per sostituire il latte vaccino. Carne, pesce, uova, semi oleosi, affettati senza latte come crudo e bresaola per sostituire i formaggi.

Sensitivity verso cibi lievitati o fermentati

Cibi no: prodotti da forno (pane, fette biscottate, cracker, dolci, grissini), miele, funghi, alcolici e superalcolici, tè nero, formaggi e yogurt, aceto, maionese industriale (perché contiene aceto), salse macrobiotiche, dadi, seitan.

Cibi si: gallette integrali (di riso, di farro, di kamut, di mais) o cereali integrali, a colazione per sostituire pane, biscotti o fette biscottate.

Pasta, riso, patate o legumi per sostituire il pane a pranzo o a cena. Carne, pesce, uova o semi oleosi per sostituire i formaggi. La pasta non è un cibo fermentato. Se ad una pasta integrale vera (possibilmente da farine macinate a pietra) si aggiungono ragù o condimenti proteici, non si assumono lieviti.

Sensitivity verso il glutine

Vediamo i cibi senza frumento e glutine, ricordando che la rotazione dovrà riguardare frumento (inclusi kamut e farro), orzo, segale e in qualche caso avena. L’eccessivo consumo odierno di frumento è responsabile delle sempre più frequenti ipersensibilità al glutine (gluten sensitivity) oggi molto più diffuse rispetto alla celiachia stessa. Facile dunque intuire come in una situazione come quella attuale, in cui si consuma brioche a colazione, cracker come spuntino, pasta a pranzo, panino a merenda e pastina a cena, l’apporto di glutine quotidiano risulti veramente eccessivo.

Cibi no: tutti i prodotti a base di frumento, kamut e farro, orzo e segale, dai cereali per la prima colazione alla pasta, alle panature, ad alcuni tipi di formaggio ricoperti di farina come il brie, creme e salse di preparazione industriale, birra, whisky, alcuni tipi di malto, maltodestrine

Cibi si: riso, quinoa, grano saraceno, miglio, mais, amaranto, sesamo, canapa, teff, sorgo (sotto forma di fiocchi o gallette per la prima colazione o di chicchi per pranzo o cena), patate e legumi da usare come carboidrati del pasto.

Sensitivity verso il nichel

Cibi no: pomodori, spinaci, asparagi, kiwi, pere, prugne, cacao/cioccolato, mais, avena, lenticchie, semi oleosi tostati, oli industriali.

Cibi si: tutta la frutta e la verdura non in elenco, tutti i semi non in elenco, oli crudi, semi oleosi crudi.

Sensitivity mista verso latticini, glutine, cibi lievitati, nichel e sale

Vediamo che alimenti possa scegliere un paziente che si trovi ad essere per diversi motivi intollerante contemporaneamente verso tutti i più comuni gruppi alimentari, o che, nonostante un’attenta autoanalisi, sia confuso tra le diverse sensitivities.

Situazione non così rara come potrebbe sembrare, visto che le sensitivities nascono da un uso continuo e costante sempre degli stessi alimenti, e la nostra alimentazione occidentale odierna difficilmente fa a meno per un giorno intero di prodotti lievitati, glutine, sale e latticini, se non per consapevole scelta.

Colazione: Banana o mela, latte di riso con fiocchi integrali di miglio e quinoa, gallette di riso con marmellata di albicocche non zuccherata e un uovo alla coque, caffè.

Spuntino: Una pesca o una mela. Pranzo: Finocchio crudo, riso Venere con straccetti di pollo e zucchine, insalata mista condita con olio e limone, frutta fresca (mele, albicocche)

Spuntino: Spremuta di frutta fresca (arance/limoni). Cena: Salmone al forno con contorno di patate e broccoli al vapore, insalata verde mista da condire con maionese fatta in casa, mele cotte con la cannella

Questa giornata di esempio mostra con chiarezza come anche nella situazione peggiore possibile restino comunque tante gustose alternative percorribili. Per dimostrare a quelli che ci dicono disperati, magari con una sola sensitivity “ma allora non posso mangiare più niente!” Che il motivo della disperazione è solo che non possono mangiare più ciò a cui erano diventati dipendenti, e che aveva causato sovraccarico.

Dieta antiallergica

Una dieta antiallergica più generale, che suggeriamo di solito a pazienti un po’ problematici, come primo approccio disintossicante, è la seguente:

Esempi di colazioni: -frutta + tè verde + gallette senza glutine integrali (fibra > 7%) + marmellata senza zuccheri aggiunti + uova -frutta + latte vegetale (senza zucchero aggiunto) + fiocchi di cereali integrali (riso, avena, miglio, grano saraceno, quinoa, sorgo) 

+ semi oleosi non tostati -frutta + caffè + gallette integrali senza glutine + roast-beef -frutta + tè verde o caffè + crepes fatte con farina integrale senza glutine, uovo e latte vegetale + marmellata senza zuccheri aggiunti.

Esempi di pranzi:

-insalata + cereali integrali senza glutine (riso, quinoa, miglio, sorgo, grano saraceno) o patate o legumi + proteina a scelta (carne, pesce, uova, semi oleosi non tostati) + verdura cruda o cotta + frutta

Esempi di cene:

-insalata + passato di verdura + proteina a scelta (carne, pesce, uova, semi oleosi non tostati) + Frutta.

Fuori pasto solo frutta e/o verdura cruda e scondita in quantità libera. Dove è indicato frutta o verdura, dovranno essere evitati i frutti e le verdure presenti nell’elenco del Nichel e dei salicilati.

Variare per restare sani

Mangiare sano, gustoso ed anche “pulito”, benché richieda impegno, non sembra essere poi così impossibile. L’alimentazione umana non è e non è mai stata monoingrediente. Chi mangiasse ogni giorno sempre le stesse 3-4 cose, presto avrebbe a pentirsene, con danni che possono inficiare la salute ma anche la semplice prestazione sportiva.

Si dice che nello stomaco dell’uomo primitivo entrassero ogni giorno, tra semi, erbe, frutti, insetti, carni circa 200 specie diverse, frutto della casuale alimentazione di un individuo nomade. 

E allora perché noi, che con quell’uomo condividiamo l’intestino e la genetica, in certi giorni mangiamo solo pane e pasta (frumento), latte e biscotti (mucca e frumento), fettina ai ferri (mucca), dolci (mucca e frumento)?

La varietà genera ricchezza di gusto, ma anche di oligoelementi, vitamine e minerali. E non è un caso che il nostro palato apprezzi di più alimenti misti rispetto ai sapori puri.

Non siamo fatti per mangiare solo mucca e grano. La varietà alimentare è un valore, teniamocela stretta.

Recenti studi sul microbiota intestinale hanno mostrato anche da quel punto di vista l’importanza di un’alimentazione variata in grado di nutrire la complessa vita intestinale che ci protegge da infezioni e allergie.

Se non torneremo a nutrirci almeno in parte come l’uomo primitivo il nostro corpo risponderà sempre più in modo difensivo nei confronti dei nostri errori alimentari.

Nel tentativo di liberarsi di ciò che non gradisce potrà generare sintomi di espulsione (eczemi, riniti, diarree) a cui diamo il nome di risposte allergiche o di sensitivity.

Abituarci a variare i nostri alimenti quotidiani, comprendendone l’alto potenziale preventivo e curativo, e contrastando l’imperante tendenza all’omogeneizzazione, può essere uno dei passi importanti verso il ripristino di un pieno stato di salute.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Francesca Bacchiocchi
Francesca Bacchiocchi
Fano
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Preparatissimo e dotato di grande sensibilità, vai per curare il corpo e ti ritrovi a curare anche l'AnimA. Prima ancora che gli spieghi i tuoi disturbi lui li ha già compresi ... Grande professionista nonché persona veramente speciale 🌟🎯🙏

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