Ricercare le cause carenza calorica

Le cause principali che possono indurre l’ipotalamo a rallentare dall’interno la tiroide

Le cause principali

Se cerchiamo di capire quali possano essere le cause principali che possono indurre l’ipotalamo a rallentare dall’interno la tiroide, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. La velocità del nostro automezzo deve per forza essere commisurata alle quotidiane difficoltà del vivere. 

Ogni segnale di emergenza, di pericolo, di inquietudine, di incertezza verso il futuro può e deve influenzare il ritmo tiroideo.

Se siamo qui oggi è perché i nostri antenati preistorici, una volta feriti, in carestia, umiliati in coda alle gerarchie della tribù, avvelenati da cibi tossici, stremati da estenuanti battute di caccia, stressati da lutti e dolori, sono stati capaci di ridurre i loro consumi al lumicino producendo meno ormoni tiroidei e preservando le loro risorse per momenti migliori, una volta guariti, ben nutriti e fortificati.

Se lo sciamano avesse avuto a disposizione la terapia ormonale sostitutiva con levotiroxina sarebbero tutti morti al perdurare della carestia o del disagio, e noi non saremmo mai nati. Possiamo dunque affermare che esistono cause naturali di rallentamento tiroideo, di tipo sia fisico sia psichico, la cui caratteristica comune è quella di mettere a rischio il futuro dell’organismo.

Il problema fisico che più di tutti è in grado di generare rapidamente ipotiroidismo è senza dubbio la carenza di cibo. Carenza che può essere diretta (anoressia, diete ipocaloriche) o anche indiretta (anzianità, malassorbimento, dissenteria cronica, malattie infiammatorie intestinali, celiachia, chirurgia bariatrica, amfetamine, vomito autoindotto, lassativi).

Se non mangio a sufficienza il corpo si difende rallentando i consumi, e la tiroide è il primo organo a rispondere in quella direzione.

Infiammazione, eccesso sportivo

L’infiammazione in genere è la seconda causa più importante di ipotiroidismo. Se pensiamo a un uomo ferito, avvelenato, infettato da parassiti capiamo subito che una buona linea di difesa può essere quella di risparmiare energie producendo più ATP e meno calore.

Oggi simuliamo situazioni infiammatorie come quelle appena citate semplicemente ingozzandoci di latticini, di frumento, di sale, di cibi lievitati, di additivi/ conservanti, di zucchero e farine raffinate. Non sarà mai troppo tardi per imparare a controllare l’infiammazione da cibo.

L’eccesso di movimento fisico può anch’esso annoverarsi tra le cause di ipotiroidismo. In questo caso però va compreso che il problema non deriva dal movimento in sé quanto piuttosto all’eventuale alterazione del bilancio energetico dovuta alle calorie sportive consumate.

Compito del terapeuta qui è solo quello di bilanciare l’attività svolta con l’apporto energetico alimentare. Non consideriamo come cause primarie quelle scolasticamente descritte sui libri di testo: cisti, noduli, anticorpi antiTPO o antitireoglobulina: non sono cause ma effetti.

Sono la risposta di un organismo che usa tutte le risorse di cui dispone per rallentare la velocità di un’automobile che sta andando troppo forte in relazione alle sue dotazioni contingenti. 

Se le cause maggiori sono dunque quelle qui descritte (carenza calorica, shock psichici, infiammazione, eccesso di consumo), un medico di segnale ha un’occasione preziosa per poter lavorare alla rimozione di ciò che ha provocato il sintomo.

Senza farmaci (al limite con integratori naturali come vitamine, minerali, antiossidanti) e senza soppressioni.

Cercando invece di ripristinare le condizioni migliori nelle quali quest’automobile possa correre a velocità maggiori delle attuali, prendendo atto con maturità dell’individualità di ciascuno e posizionando l’asticella sul livello ideale per ogni persona.

Ci sono organismi in grado di reggere sempre i 100 all’ora e altri che già a 70 sono in difficoltà. Il lavoro sinergico del medico e dello psicoterapeuta può far accettare al paziente i propri limiti rendendolo consapevole delle sue effettive potenzialità. Aspettative troppo elevate rischiano di far saltare il banco.

È ora di incominciare a lavorare sulle patologie endocrine assecondando il prezioso lavoro di riequilibrio esercitato dal nostro organismo, invece di contrastarlo. 

La comprensione delle cause profonde fisiche e psichiche del malessere in atto è la via più efficace per ripristinare stabilmente la salute. sintomatiche.

Non dimentichiamo inoltre che le strutture spinomidollari (il midollo spinale, per intenderci) rappresentano, sul piano filogenetico, le architetture neurali più arcaiche in senso assoluto, compatibili in questo senso con una forma di “Memoria” meno sofisticata, ma più stabile, perché stratificata in milioni di anni di evoluzione biologica. (Neuroscienziato Scienziato Calligaris)

Bibliografia: Medicina di Segnale

Elena Renzi
Elena Renzi
Montegiorgio FM
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