La guarigione è comprensione
Le proresolvine: uniche sostanze naturali implicate nei processi di risoluzione.
Le proresolvine sono le uniche sostanze naturali che hanno il compito di risolvere l’infiammazione e ripristinare l’omeostasi tissutale. In natura non esistono altre citochine o sostanze di segnale deputate a questo compito.
Le molecole che possono promuovere la risoluzione dell’infiammazione sono di natura molto diversa e includono le proresolvine di origine lipidica, proteine e peptidi, nonché neuromodulatori (acetilcolina e altri neuropeptidi) rilasciati sotto il controllo del nervo vago.
La produzione endogena di proresolvine è stata riscontrata in ogni distretto corporeo e tessuto a concentrazioni diverse, spesso estremamente basse.
Tuttavia, le proresolvine hanno un effetto più potente delle altre molecole segnale, quali gli ormoni, e riescono ad esplicare le loro funzioni anche a concentrazioni molto basse.
lo si ritrova come aiuto e sostegno funzionale si ritrova nel cervello, nel liquido cerebrospinale, linfonodi, tessuto adiposo, placenta, liquido sinoviale.
Condensa respiro espirato, nell’espettorato (fibrosi cistica), nel Plasma, nel Siero, Latte materno, Milza, Urina.
Numerosi studi evidenziano una correlazione tra una ridotta produzione endogena di proresolvine e severità – progressione delle patologie.
Per esempio, la valutazione metabolo – lipidomica delle proresolvine nel liquido cefalorachidiano o cerebrospinale (CSF) in individui affetti dalla grave meningite tubercolare ha mostrato una correlazione molto forte con la mortalità ad 80 giorni e potrebbe essere in futuro utilizzata a fini diagnostici.
Così come la misurazione delle proresolvine nel sangue di pazienti affetti da sclerosi multipla ha mostrato una forte correlazione con la gravità della malattia ed ha permesso di stratificare i pazienti in base alla fase di malattia.
La fase di risoluzione dell’infiammazione ha come obiettivi:
- La rimozione dei patogeni e dei loro frammenti cellulari
- Il ripristino della normale permeabilità vasale e della circolazione sanguigna locale
- La rigenerazione delle porzioni di tessuto danneggiato
- Il ripristino della normale temperatura corporea
- La normalizzazione delle vie del dolore
La risoluzione dell’infiammazione si accompagna con uno “switch” attivo dei mediatori presenti negli essudati.
Le ricerche di Serhan hanno mostrato come durante la prima fase dell’infiammazione gli eicosanoidi proinfiammatori “riprogrammano” l’essudato dei granulociti polimorfonucleati neutrofili (PMN) per produrre mediatori lipidici pro-risolutivi e quindi la risoluzione dell’infiammazione.
I meccanismi d’azione con cui gli SPMs portano alla risoluzione dell’infiammazione sono i seguenti:
- Inibizione del reclutamento dei neutrofili nel sito infiammatorio
- Stimolo dell’attività fagocitaria dei PMN
- Stimolo della rigenerazione tissutale
- Modulazione diretta delle vie del dolore
- Stimolo della produzione di sostanze antiossidanti e peptidi battericidi
- Polarizzazione dei macrofagi verso il fenotipo antinfiammatorio M2
- Clearance dei neutrofili apoptotici, di frammenti tissutali danneggiati, e residui di patogeni
- Modulazione delle risposte dei linfociti T e B
Le evidenze nella pratica cardiovascolare
I trials clinici realizzati e quelli ancora in corso, riguardano l’ambito cardiovascolare, reumatologico, ginecologico, neurologico, oncologico, pneumologico, allergologico e gastrointestinale.
In ambito cardiovascolare segnaliamo l’articolo di Elajami et al. (2016) che ha valutato l’effetto delle proresolvine indotte dalla somministrazione di omega-3 in individui con patologia aorto-coronarica (CAD).
La quantificazione delle proresolvine è stata effettuata con tecniche di lipido-metabolomica.
Lo studio ha evidenziato che le proresolvine promuovono la fagocitosi macrofagica dei coaguli di sangue e che basse concentrazioni vascolari di proresolvine,
possono favorire la progressione di un’infiammazione vascolare cronica che predispone all’aterosclerosi coronarica e alla trombosi.
Negli individui affetti da arteriopatie periferiche (PAD) l’aumento delle proresolvine indotta dall’assunzione di omega-3 ha migliorato, sebbene non significativamente la proteina C reattiva, la vasodilatazione mediata dal flusso e i parametri di qualità della deambulazione.
Bibliografia: Metagenic Il Consiglio degli Specialisti modificato by Francesco Ciani

