La guarigione è guardarsi dentro
Gli interventi sul calo ponderale possono beneficiare dell’azione antinfiammatoria sistemica indotta dalle proresolvine.
Già dal 2014 Claria e Serhan mostravano come una inadeguatezza dei processi di risoluzione contribuisce alla progressione delle malattie metaboliche e che le proresolvine possano svolgere un ruolo fondamentale negli interventi di normalizzazione metabolica.
Nel modello animale (topo obeso) è stato osservato che i livelli di alcune proresolvine (il 17-HDHA, precursore delle resolvine D1, e le protettine D1) sono ridotte; i livelli di 17-HDHA nel tessuto adiposo correlano inversamente con le citochine pro infiammatorie e direttamente con i livelli di adiponectina.
La somministrazione di 17-HDHA induce un aumento della sintesi di adiponectina e parallelamente si osserva una riduzione dell’infiammazione e il miglioramento della sensibilità all’insulina.
Questi effetti si ottengono anche grazie all’azione delle proresolvine sulle componenti macrofagiche del tessuto adiposo infiammato.
Le proresolvine della serie D stimolano la fagocitosi non flogistica nei macrofagi del tessuto adiposo, aumentando sia il numero di macrofagi contenenti particelle ingerite che il numero di particelle fagocitate e riducono la produzione di specie reattive dell’ossigeno.
È stato dimostrato che le proresolvine migliorano sensibilità alla insulina e la tolleranza al glucosio nei modelli murini tramite stimolazione di vie di segnalazione infiammatoria e riduzione dei macrofagi pro-infiammatori.
Studi sul ruolo delle proresolvine nella modulazione delle risposte dell’ospite a varie malattie infettive hanno evidenziato nuove opportunità terapeutica per adiuvare la terapia antibiotica e modulare positivamente le naturali difese immunitarie.
Grazie ai meccanismi d’azione possiamo affermare che le proresolvine possono esercitare un’azione protettiva a livello cellulare nei confronti di diversi patogeni batterici e fungini.
In uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Chang et al. Hanno dimostrato che le proresolvine RvD1, RvD5 e PD1 possono stimolare e potenziare la fagocitosi nei macrofagi umani e il contenimento dell’infezione da E. Coli da parte dei PMN.
Le proresolvine RVd1 e RvD5 riducono inoltre la conta batterica totale, prevengono l’ipotermia e potenziano l’effetto dell’antibiotico (ciprofloxacina) in un modello murino di peritonite indotta da E. Coli .
Proresolvine, neuronutrizione e neuroprotezione Il cervello contiene alti livelli di acidi grassi polinsaturi PUFA (25-30%) che sono principalmente acido docosaesaenoico (DHA, n-3 PUFA) (12-14% degli acidi grassi totali) e acido arachidonico (AA, n-6 PUFA) (8–10% di acidi grassi totali).
I neuroni non possono sintetizzare i PUFA a catena lunga (LC-PUFA) ma possono incorporarli nelle loro membrane: il DHA rappresenta l’8,3% degli acidi grassi totali nei neuroni.
Il profilo degli acidi grassi nel sistema nervoso (SN) può essere influenzato da numerosi fattori tra cui la dieta. Una dieta ricca di fonti di omega-3 o l’integrazione è in grado di ribilanciare eventuali squilibri.
La maggior parte delle malattie del sistema nervoso centrale sono associate a danno infiammatorio iper-reattivo.
L’infiammazione del sistema nervoso centrale (SNC provoca perdita neuronale irreversibile e disturbi funzionali permanenti.
Gli alti tassi di mortalità e morbilità di queste patologie, che colpiranno un terzo della popolazione nel 2050, è necessaria la ricerca di strategie terapeutiche per migliorare il danno infiammatorio e prevenire o almeno ridurre i fenomeni neurodegenerativi, che colpiscono non solo i neuroni ma anche i tessuti di supporto come la microglia che ospita cellule in grado di modulare pesantemente infiammazione e processi immunitari.
È stato dimostrato che le proresolvine riducono l’intervallo di tempo dell’infiltrazione dei neutrofili e il rilascio di citochine pro-infiammatorie in molti modelli animali di infiammazione acuta, come ictus, trauma cranico (TBI) e lesione del midollo spinale (SCI) e di altre aree del SNC
Bibliografia: Metagenic Il Consiglio degli Specialisti modificato by Francesco Ciani

