Malattie infettive e Medicina di Segnale

Sono riportate le situazioni più caratteristiche di possibile distorsione nella prescrizione di una terapia antibiotica, con alcuni consigli utili per cercare di evitarle

Antibioticoterapia: errori e rimedi

Prescrivere un antibiotico quando non serve Che tanto male non fa…Consiglio. In assenza di segni di infezione (febbre, tachicardia, ipotensione, iperventilazione, leucocitosi – leucopenia, aumento della PCR) non andrebbe iniziata una terapia antibiotica.

Sarebbe più opportuno osservare il paziente per 24-48 ore e, eventualmente, eseguire esami colturali (emocolture, urinocoltura) in caso di iperpiressia.

Usare un basso dosaggio di antibiotico Che così non fa troppo male…” Questo tipo di errore, associato al prolungamento eccessivo dell’antibioticoterapia, è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di batteri multiresistenti.

Infatti una dose bassa di antibiotico è in grado di sterminare i batteri saprofiti intestinali e di selezionare, tra i patogeni, quelli che hanno una sensibilità ridotta all’antibiotico in questione, cioè con una Concentrazione Minima Inibente (MIC) più elevata, e che quindi prenderanno il sopravvento.

Terapia di supporto

Con la terapia di supporto ci si ripromette di agire sui sintomi clinici e sulle conseguenze metaboliche dell’infezione con l’impiego di:◗ farmaci antipiretici e antinfiammatori, come gli steroidi (per brevi periodi e a basse dosi, in modo da non deprimere, paradossalmente, le difese immunitarie) o gli antinfiammatori non steroidei (FANS); ◗ dieta e probiotici; ◗ reidratazione e correzione degli squilibri elettrolitici e dell’equilibrio acido-base. Nei casi più gravi si può arrivare all’utilizzo di: ◗ trasfusioni; ◗ plasmaferesi/emodialisi; ◗ ventilazione assistita.

Prevenzione. Fanno parte della prevenzione delle malattie infettive i provvedimenti di seguito descritti.

Misure igieniche, ovviamente diverse secondo la via di trasmissione dell’agente infettante (disinfezione, disinfestazione, lavaggio delle mani ecc.).

Isolamento dell’ammalato, previsto necessariamente in ambito ospedaliero soltanto per poche e rarissime patologie (peste, colera, febbre gialla, febbri emorragiche virali, tifo esantematico), mentre per le altre malattie infettive, a discrezione del medico, può essere ospedaliero o domiciliare (per esempio, per il paziente con epatite A è possibile ricorrere all’isolamento domiciliare solo se l’abitazione è provvista di due bagni con servizi igienici).

Per “isolamento” s’intende che il paziente può avere contatti soltanto con il personale di assistenza, costituito per l’isolamento domiciliare da un familiare opportunamente istruito.

Vaccinoprofilassi, cioè la somministrazione di microrganismi vivi attenuati (per esempio morbillo), uccisi (per esempio epatite A) o frazioni degli stessi (per esempio anatossina tetanica o HBsAg per l’epatite B) con una durata dell’immunizzazione variabile ma, mediamente, più limitata nel caso dei vaccini uccisi.

Alcune vaccinazioni sono obbligatorie per tutti, altre per alcune categorie, altre ancora soltanto consigliate. I vaccini possono presentare effetti indesiderati di natura allergica (quelli elencati per gli antibiotici) o dovuti a una virulentazione del microbo per i vaccini viventi che, pertanto, generalmente sono controindicati per gli immunodepressi e i loro familiari.

Sieroprofilassi, cioè la somministrazione a scopo profilattico di anticorpi specifici (per esempio siero antitetanico) o totali (per esempio soluzione di immunoglobulina umana normale per uso endovenoso nelle infezioni neonatali da Citomegalovirus).

Chemioprofilassi, cioè la somministrazione a scopo profilattico di farmaci (per esempio antimalarici in occasione di viaggi in zone a endemia malarica o postesposizione nei contatti con pazienti con meningite meningococcica).

Una prima attenzione che qualsiasi medico deve prestare è quella raccomandata da sempre e da tutti, ma ancora frequentemente disattesa, e cioè la prescrizione dei farmaci – antibiotico in primis ma antipiretico – antinfiammatorio  immediatamente a seguire – se e solo se indispensabili e con la posologia opportuna in relazione all’età del paziente e alle altre condizioni di salute!

Bibliografia: Medicina di Segnale

Michela Del Moro
Michela Del Moro
Marotta PU
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Non riuscivo ad accettare me stessa. Il controllo dell’aspetto fisico, è stato un modo per cercare di cambiare quello che in realtà non riuscivo a modificare della mia personalità. La verità è che non mi amavo. Non avevo il minimo rispetto per il mio corpo, ma di questo, in quel periodo, nemmeno me ne rendevo conto. La vita è un dono bellissimo, apprezziamo ogni singolo istante. Grazie mille Francesco per avermi fatto comprendere e ricordare chi siamo veramente!! ✨❤️✨🙏

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