Possibili complicanze
Le terapie antitumorali, non sono scevre da effetti collaterali. Il medico deve cercare di ridurre al minimo la prescrizione di farmaci, educando il paziente a una condotta salutare.
L’alimentazione, l’attività fisica, lo stile di vita e un approccio medico integrato e complementare al trattamento antitumorale delineano la strategia migliore da adottare per il trattamento dei sintomi che possono presentarsi.
L’utilizzo dei farmaci ovviamente non viene messo in discussione in determinate situazioni, come nel caso delle terapie salvavita. Tutti i trattamenti antitumorali possono causare effetti avversi.
Di seguito alcune delle possibili complicanze: neutropenia, xerostomia, anemia, vomito, diarrea, stipsi, alterazioni del gusto e dell’olfatto, emesi, fatigue, anoressia, sazietà precoce, mucosite, esofagite, tossicità cardiovascolare, ipertensione.
In alcuni casi possono essere talmente gravi da determinare la sospensione del trattamento antitumorale. Tali effetti collaterali devono essere valutati con il medico per definire il trattamento più opportuno. Le situazioni meno gravi possono essere gestite direttamente dal paziente ben istruito, mentre i casi più complicati necessitano di controllo medico.
Un esempio: la mucosite, spesso associata all’utilizzo di antimetaboliti come il 5-fluorouracile; in questo caso possono essere utili gli sciacqui con acqua fredda, in modo da generare vasocostrizione a livello locale e ridurre la distribuzione del farmaco nell’area.
Per prevenire le infezioni e dare sollievo, gli sciacqui con il bicarbonato di sodio o con una soluzione salina rappresentano un’alternativa, così come l’assunzione di probiotici specifici. Possiamo anche preparare in casa ghiaccioli alla frutta senza zucchero aggiunto, per un gustoso sollievo.
È opportuno un controllo frequente presso il dentista di fiducia. In caso di diarrea occorre evitare alcol, caffeina, cibi speziati.
Gli intolleranti al lattosio devono astenersi dall’assunzione di latte e derivati. Studi sulla riduzione della diarrea dopo radioterapia hanno evidenziato gli effetti benefici dell’utilizzo di probiotici specifico (77).
77 Marteau PR, de Vrese M, Cellier CJ, Schrezenmeir J. Protection from gastrointestinal diseases with the use of probiotics. Am J Clin Nutr. 2001;73(2 Suppl):430S-436S.
Il tumore mammario e le terapie complementari
I pazienti con tumore mammario, o sopravvissuti a esso, ricercano spesso terapie complementari e alternative da associare alle cure tradizionali, con l’obiettivo di migliorare il benessere e la qualità di vita, nonché di ottenere sollievo dai sintomi della patologia e dagli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali.
Le evidenze a supporto di questi trattamenti sono però limitate. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura con la collaborazione della Society for Integrative Oncology (SIO) raccogliendo dati di studi selezionati, pubblicati negli anni 2014-15.
È stato attribuito un grado di efficacia alle varie terapie utilizzate nel trattamento di diversi quadri patologici associati principalmente alla neoplasia.
Di seguito sono riportati i risultati più importanti. Trattamenti alternativi definiti di grado A, cioè con alta certezza di sostanziale beneficio, sono:
◗ la meditazione, raccomandata per contrastare l’ansia e per il trattamento dei disturbi dell’umore e dei sintomi depressivi. È raccomandata, inoltre, per migliorare la qualità di vita complessiva;
◗ le tecniche di rilassamento, che migliorano i disturbi dell’umore e i sintomi depressivi.
Per quanto riguarda i trattamenti di grado B, per i quali cioè esiste con elevata o moderata certezza un beneficio limitato o sostanziale:
◗ la musicoterapia, lo stress management e lo yoga hanno effetti positivi sull’ansia; ◗ l’agopuntura e l’elettroagopuntura possono essere utilizzate per il controllo del vomito durante la chemioterapia;◗ lo yoga, la musicoterapia e il massaggio possono migliorare i disturbi dell’umore;◗ lo yoga può migliorare la qualità di vita nel suo complesso (78).
Il ruolo dell’agopuntura riguardo a qualità di vita, trattamento del dolore, fatigue post-trattamento, ansia e vampate di calore è valutato, nello studio, di grado B: esiste, cioè, almeno moderata certezza che procuri un minimo beneficio. Per questa ragione il trattamento può essere suggerito a pazienti selezionati sulla base di circostanze individuali.
78 Greenlee H, DuPont-Reyes MJ, Balneaves LG, Carlson LE, Cohen MR, Deng G, et al. Clinical practice guidelines on the evidence-based use of integrative therapies during and after breast cancer treatment. CA Cancer J Clin. 2017;67(3):194-232.
Bibliografia: Medicina di Segnale

