Fattori dietetici antinfiammatori

Gli antiossidanti contrastano l’azione patogena di agenti microbici e acidi grassi saturi

Antiossidanti

Specifici composti assunti con la dieta esercitano un’azione di inibizione nei confronti della sintesi di molecole infiammatorie e inoltre di protezione da fattori microbici patogenetici.

Fra questi i più importanti sono i polifenoli e i carotenoidi dei vegetali, gli acidi grassi polinsaturi omega-3 del pesce, la vitamina D, l’acido alfa-lipoico e alcuni oligoelementi come magnesio e selenio. Tranne gli acidi grassi omega-3, sono tutti antiossidanti.

Il razionale dell’utilizzo degli antiossidanti nella SM si basa sull’osservazione che lo stress ossidativo è una delle componenti più importanti del processo infiammatorio che conduce al danno assonale e alla degradazione mielinica.

Polifenoli

Gli antiossidanti contrastano l’azione patogena di agenti microbici e acidi grassi saturi, controbilanciano la sintesi di citochine infiammatorie e cancerogenetiche, modulano lo stress ossidativo e controllano i processi angiogenetici.

I polifenoli sono presenti negli ortaggi, nei cereali, nelle spezie e nelle erbe, nella frutta, nel tè e nel caffè. Tutti i polifenoli esercitano un’azione antinfiammatoria, immunomodulatrice, antiangiogenetica e antivirale.

Si suddividono in flavonoidi e non flavonoidi.

◗ I flavonoidi più importanti sono la quercetina (cipolle, mele, agrumi), le catechine del tè verde, la genisteina della soia.

Vitamina D

◗ I non flavonoidi più importanti sono il resveratrolo (cacao, arachidi, frutti rossi, uva nera), la curcumina (spezie da condimento della famiglia dello zenzero e del curry) e l’idrossitirosolo dell’olio d’oliva.

Il loro effetto in vivo dipende dalla concentrazione ed è stato dimostrato che la supplementazione di entrambe le famiglie di polifenoli è più efficace della supplementazione di una sola. Sperimentalmente la quercetina ha dimostrato un effetto simile a quello dell’interferone-B.

La vitamina D esercita una spiccata azione immunomodulante e rappresenta la molecola più promettente nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche.

Il deficit di tale vitamina può derivare dalla scarsa assunzione, dalla scarsa esposizione alla luce solare o, più raramente, da un’alterazione di forme enzimatiche che ne possono promuovere l’inattivazione.

Un altro aspetto importante è la capacità della vitamina D di legarsi a specifici recettori (VDR-D) che controllano l’espressione di molteplici geni coinvolti in processi potenzialmente rilevanti nello sviluppo di malattie croniche.

Con questo meccanismo essa può interferire con la trascrizione del fattore NF-kB e con la sintesi di citochine dell’infiammazione coinvolte in patologie infiammatorie croniche e neoplastiche.

Per comprendere l’importanza della vitamina D, del suo corretto metabolismo e funzionamento “di segnale” vale la pena ricordare che recentissime ricerche hanno riscontrato polimorfismi a carico dei recettori per la vitamina D, coinvolti nello sviluppo di obesità, infiammazione e alterazione della permeabilità di membrana intestinale! Infine, la distribuzione geografica della SM supporta l’ipotesi che la vitamina D giochi un ruolo centrale nell’eziologia della malattia.

Non c’è dubbio che un’inadeguata esposizione alla luce del sole, soprattutto d’inverno, aumenti il rischio in persone suscettibili di sviluppare la SM, così come altre patologie.

La vitamina D riduce non solo il rischio, ma anche la progressione della malattia una volta manifestatasi; ulteriori studi in proposito sono tuttavia necessari.

Nelle popolazioni molto esposte al sole durante l’anno, che registrano un’incidenza di malattie autoimmuni inferiore ad altre popolazioni, i livelli di vitamina D nel sangue sono pari ad almeno 100-140 nmol/L e spesso attorno a 130-250 nmol/L.

Un dosaggio ottimale nei soggetti affetti da SM dovrebbe essere di almeno 200 nmol/L e sembra comunque che la via migliore per innalzare i livelli di vitamina D sia proprio l’esposizione al sole, che dovrebbe essere minimo di 15 minuti al giorno su tronco e braccia.

Acidi grassi mono e polinsaturi

Nelle diete occidentali il rapporto omega-6/omega-3 è decisamente a favore degli omega-6 (acido linoleico) contenuti soprattutto in oli vegetali.

Acido linoleico e acido linolenico (omega-3) esercitano effetti opposti: il linoleico conduce alla formazione di acido arachidonico, precursore di citochine infiammatorie (prostaglandine, leucotrieni e trombossani).

La sintesi di queste molecole è favorita dall’insulina e contrastata dall’acido acetilsalicilico e da derivati dall’acido linolenico (eicosapentaenoico, EPA, e docosaesaenoico, DHA) attraverso la formazione di molecole bioattive (tra cui resolvine, protectine e maresine) in grado di controllare infiammazione e dolore.

Elevate quantità di EPA e DHA sono presenti nel pesce; entrambi possiedono una spiccata azione antinfiammatoria, antitrombotica e immunomodulatrice simile a quella delle statine (ma senza alcun effetto collaterale!).

intestino cervello

Si noti che le statine interferiscono con il metabolismo degli acidi grassi polinsaturi spostando il loro rapporto a favore degli omega-6; la loro somministrazione, quando non evitabile, dovrebbe essere sempre associata all’integrazione di omega-3.

Abbondanti porzioni di pesce dovrebbero figurare quotidianamente nella dieta dei pazienti con SM. George Jelinek ritiene indispensabile il consumo quotidiano di sardine, acciughe o sgombri, anche sott’olio di prima qualità, per garantire una congrua assunzione di omega-3.

Gli omega-3 esercitano un’azione interferone-B simile, con controllo della neuroinfiammazione, e migliorano le performance di trasmissione neuromotoria.

Fra gli oli da condimento il più consigliabile, in termini di controllo dell’infiammazione, è senza dubbio l’extravergine di oliva, da preferire per il suo equilibrato rapporto saturi/insaturi e per le sue innate proprietà antiossidanti dovute all’idrossitirosolo.

Recentemente, tenendo conto dei risultati ottenuti da Roy Swank, Jelinek ha messo a punto una dieta essenzialmente a base di vegetali/cereali integrali con consumo di pesce, integratori di omega-3 sotto forma di acidi grassi polinsaturi di origine vegetale (20-40 mL/die di olio di semi di lino), integrazione con vitamine del gruppo B (5000 UI/die), esposizione alla luce solare per 15 minuti al giorno 3-5 giorni la settimana.

Si raccomanda di mantenere alti livelli di vitamina D (150-225 nmol/L) con l’integrazione, se necessaria, di vitamina D3 fino a 10.000 UI/die (in media 5000 UI/die).

Bibliografia: Medicina di Segnale

Eleonora Marangoni
Eleonora Marangoni
Fano PU
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Buon pomeriggio!! Ti fischiano le orecchie??Abbiamo parlato bene di Te Francesco!Dopo anni stamattina mamma è venuta al mare in costume!!Ha camminato in acqua stava bene e in forze sia fisiche che psicologiche.Questo è grazie a Te e al percorso che ha fatto e continua a fare con tutti i tuoi consigli l'aiuto che dai alle persone, grazie ❣️❣️❣️

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