Approccio terapeutico psoriasi

È opportuno impostare da subito e per almeno 3 settimane una dieta di rotazione

Rieducare il problema

Il medico di segnale prima di tutto deve spiegare bene al paziente che finché la patologia è sulla pelle la persona è sana. Accorgimenti molto utili a livello terapeutico sono i seguenti.

Rotazione alimentare. È opportuno impostare da subito e per almeno 3 settimane una dieta di rotazione (27) che contempli le categorie alimentari più a rischio: glutine, latticini, lieviti, nichel, solanacee. Particolare attenzione richiedono i latticini. Se il 75% della popolazione mondiale non assimila il lattosio, vuol dire che non siamo fatti per poter assorbire latte.

27 Frossard CP, Tropia L, Hauser C, Eigenmann PA. Lymphocytes in Peyer patches regulate clinical tolerance in a murine model of food allergy. J Allergy Clin Immunol. 2004;113(5):958-64.

Molte persone ci rassicurano dicendo di consumare quello senza lattosio, il tipo ad alta digeribilità, lo yogurt e i formaggi stagionati perché deprivati del lattosio. 

L’informazione è corretta da un punto di vista nutrizionale, ma probabilmente queste persone hanno problemi anche con caseina, lattoalbumina e quant’altro, perché il latte non è un alimento dell’uomo.

Va eliminato tutto lasciando 15 giorni di completa pulizia, poi si imposterà un’accurata rotazione con un giorno libero. 

È molto importante approfondire bene l’anamnesi alimentare perché magari il paziente non mangia latticini, ma tutte le mattine fa colazione con il toast e il prosciutto cotto (una bomba di lattosio).

Se invece una persona fa parte di quel 25% della popolazione che tollera il latte e lo metabolizza bene, può assumerlo nell’ambito di una rotazione più libera. In realtà abbiamo osservato che a tollerarlo bene sono quei soggetti che ne fanno un consumo moderato

Il consumo smisurato spesso è proprio frutto del meccanismo di clivaggio selettivo microbiotico che porta il segnale al cervello richiedendone sempre di più.

Incremento della quantità di acidi grassi omega-3 nella dieta (28). Gli omega-3 sono talmente importanti che ciclicamente si consiglia anche un’integrazione, per esempio con omega-3 di derivazione algale, o cmq lavorati in ambienti azotati in modo che non siano andati in ossidazione.

28 Hur SJ, Kang SH, Jung HS, Kim SC, Jeon HS, Kim IH, et al. Review of natural products actions on cytokines in inflammatory bowel disease. Cit.

Decremento degli omega-6 in riferimento al loro rapporto con gli omega-3 (29). Fonti di omega-6 sono: semi oleosi in generale; olio di semi di girasole, di arachidi, di palma, di mais; margarina.

Movimento quotidiano. È utile raccomandare al paziente, come prescrizione terapeutica vera e propria, l’attività fisica quotidiana (30).

Eliminazione degli interferenti endocrini nello stile di vita (plastiche, conservanti, additivi, soia, profumi sintetici, tensioattivi ecc.).

29 Ribotto M, Rocca B. Il cibo è insospettabile. Prevenzione e cura con gusto. Cit; Powell ML, Pegues MA, Szalai AJ, Ghanta VK, D’Abramo LR, Watts SA. Effects of the dietary omega3:omega6 fatty acid ratio on body fat and inflammation in zebrafish (Danio rerio). Comp Med. 2015;65(4):289-94. 30 Naldi L, Conti A, Cazzaniga S, Patrizi A, Pazzaglia M, Lanzoni A, et al; Psoriasis Emilia Romagna Study Group. Diet and physical exercise in psoriasis: A randomized controlled trial. Br J Dermatol. 2014;170(3):634-42.

Mantenimento di un atteggiamento mentale sano. I pensieri reiterati di tipo negativo e/o distruttivo producono tossine e scorie. Chi soffre di psoriasi e/o di dermatite è perfettamente consapevole del fatto che tutte le volte che la vita lo/la pone in una situazione conflittuale o emozionalmente difficile (31) la pelle inizia a “fiorire”. Così come situazioni reiterate di stress spesso associate a iperprolattinemia (32)  correlano con esacerbazioni della psoriasi stessa.

Integrazione di vitamina D3, vitamina K2, zinco. La relazione tra vitamina D (33) e psoriasi è stata studiata già dal 1930 e nel 1985 si ebbe la scoperta che la somministrazione di vitamina D3 portava a miglioramento della psoriasi in casi isolati. La principale fonte di vitamina D è la sintesi cutanea mediata dai raggi UV. In caso di deficit risulta importante incrementare l’apporto di vitamina D preferibilmente attraverso il consumo di cibi o mediante l’uso di integratori alimentari.

31 Kouris A, Platsidaki E, Kouskoukis C, Christodoulou C. Psychological parameters of psoriasis. Psychiatriki. 2017;28(1):54-9.

32 Botezatu D, Tovaru M, Georgescu SR, Leahu OD, Giurcaneanu C, Curici A. Interplay between prolactin and pathogenesis of psoriasis vulgaris. Maedica (Buchar). 2016;11(3):232-40.

33 Hambly R, Kirby B. The relevance of serum vitamin D in psoriasis: A review. Arch Dermatol Res. 2017;309(7):499-517; Barrea L, Savanelli MC, Di Somma C, Napolitano M, Megna M, Colao A, et al. Vitamin D and its role in psoriasis: An overview of the dermatologist and nutritionist. Rev Endocr Metab Disord. 2017;18(2):195-205.

Per avere adeguati livelli di 25(OH)D nel sangue bisognerebbe associare una modesta esposizione solare a una dieta variata e salutare. Sono pochi, però, i cibi che la contengono; le principali fonti alimentari sono tuorlo d’uova, pesci grassi, olio di fegato di merluzzo e latte intero oppure latticini fortificati.

Regolarizzazione dell’alvo. Le feci devono essere possibilmente formate, non eccessivamente dure, e affiorare in superficie grazie al fatto di avere un corretto pH

Se precipitano significa che il soggetto è in acidosi (il bicarbonato, responsabile del pH alcalino, le fa affiorare). In caso di segni indiretti di acidosi è utile assumere sali minerali alcalinizzanti (in bustine o in compresse) alla sera prima di coricarsi.

Aloe arborescens, Muller, Vera. Ciclicamente può essere molto utile associare una cura di aloe per os e topica (34). Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Liliacee. Gli Egizi, nel 4000 a.C., la chiamavano “pianta dell’immortalità” perché funge da ricostituente naturale, disintossicante e rigenerante le cellule del corpo. Anche applicata localmente ha proprietà emollienti, idratanti, protettive e lenitive cutanee e mucose.

Il gel ha riconosciute qualità antinfiammatorie, immunostimolanti e cicatrizzanti. ◗ Curcuma. Nelle fasi caratterizzate da maggiore flogosi si consiglia di associare la Curcuma longa in veicolo oleoso al dosaggio di 30 gocce 3 volte al giorno in virtù delle proprietà detossificanti e antinfiammatorie naturali della curcumina (35).

34 Farahnik B, Sharma D, Alban J, Sivamani RK. Topical botanical agents for the treatment of psoriasis: A systematic review. Am J Clin Dermatol. 2017;18(4):451-68. 35 Chainani-Wu N. Safety and anti-inflammatory activity of curcumin: A component of tumeric (Curcuma longa). J Altern Complement Med. 2003;9(1):161-8.

Creme sì, creme no

In generale è preferibile non applicare nulla dall’esterno, ma curare l’organismo dall’interno. Tuttavia, alcune forme di dermatiti e di psoriasi rendono la pelle talmente secca e sofferente che un prodotto almeno emolliente può essere utile. A quel punto è fondamentale evitare creme che contengano antibiotici o cortisone e prestare molta attenzione alle etichette.

Gli ingredienti da evitare sono:

derivati del petrolio (denominazione INCI: paraffinum liquidum, petrolatum, mineral oil) che a lungo andare rendono la pelle asfittica, con pori dilatati e desquamazioni;

nichel, metallo responsabile del 25% di tutte le allergie da contatto;

siliconi (ciclometicone, dimeticone, silossani) che creano una pellicola sulla pelle, la seccano e la disidratano;

emulsionanti contenenti ossido di etilene, triclosan (antibatterico che in dosi eccessive può risultare tossico) e ammine potenzialmente cancerogene;

conservanti che rilasciano formaldeide (diazolidinyl urea, imidazolidinyl urea, bronoprol);

tensioattivi (nonoxynol, poloxamer, nonifenoli) sospetti di essere interferenti endocrini;

parabeni (methyl-paraben, propyl-paraben, butyl-paraben, ethyl-paraben), i conservanti più utilizzati dall’industria cosmetica, che possono generare intolleranze, dermatiti da contatto e sono potenzialmente e interferenti endocrini;

profumi sintetici (solitamente indicati come parfum o profumo) che possono scatenare sensibilizzazioni o allergie. Occorre usare e consigliare prodotti ipoallergenici (cioè con basso potere allergizzante), ecodermocompatibili e biologici, che oltre a far bene all’ambiente giovano anche a salute e bellezza. I prodotti ecologici contengono ingredienti derivati da fonti rinnovabili, estratti con metodi non inquinanti e con impatto ambientale minimo.

Sono biodegradabili anche nella confezione e non comprendono derivati del petrolio, siliconi e sostanze poco affini alla pelle. Il prodotto “dermo” rispetta l’ecosistema cutaneo e mira a mantenere o ripristinare l’equilibrio della pelle. Nel cosmetico “bio” gli estratti vegetali devono costituire almeno il 95% della composizione e provenire da agricoltura biologica.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Patrizia Tomassini
Patrizia Tomassini
Mestre
Leggi Tutto
In tutta la mia vita ho sempre sentito un dolore, una mancanza. A volte si affievoliva, poi tornava prepotente, bastava una canzone o una cosa che succedeva. Ero malinconica per cose inutili e ormai passate, che non mi facevano vivere bene il presente, che poi inevitabilmente diventava passato. E la storia ricominciava! Ora so cos'era questo doloroso richiamo! Era la mia anima! Io credevo mi mancassero cose materiali, affetti perduti, rimpianti etc etc,, No! era lei che chiedeva di essere riconosciuta. Ora siamo insieme e nessuno ci potrà mai separare! GRAZIE FRANCESCO!🔥💕

Cerchi Soluzioni?

Puoi utilizzare questa barra di ricerca o usare WhatsApp

Leave a Reply