Una dieta per la tiroide

Una dieta sana e abbondante, normocalorica e normoproteica

La dieta per l’ipotiroideo

Una dieta sana e abbondante, normocalorica e normoproteica è fondamentale per il ripristino della funzione tiroidea. Si riporta qui un esempio di DietaGIFT – preso a prestito da un altro libro (21) ed elaborato da Lyda Bottino, farmacista e nutrizionista – che abbiamo personalizzato rivolgendola all’ipotiroideo.

I principi di base che devono orientare la dieta per l’ipotiroideo sono i seguenti:

abbondanza alimentare in generale, con raggiungimento della piena sazietà a ogni pasto;raggiungimento del fabbisogno proteico completo (da 1,2 g/die in su) con buona presenza di proteine tireostimolanti (pesce, carni rosse, uova); ◗ scelta privilegiata di alghe, pesci e di tutti i prodotti del mare (iodio naturale); ◗ eliminazione o forte riduzione della soia in tutte le sue forme (tofu, germogli, bevande ecc.);

forte riduzione nel consumo di Brassicacee (verze, broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles);controllo dell’eccesso di glutine e di latticini per gli individui sensibili.

Chi conosce DietaGIFT sa che è necessario rimuovere dall’alimentazione quotidiana anche tutti gli zuccheri aggiunti e tutte le farine raffinate, per il loro elevato potere proinfiammatorio e rallentante metabolico.

Ugualmente occorre eliminare tutti gli interferenti endocrini connessi con il cibo: edulcoranti artificiali (steviosidi inclusi), grassi idrogenati o alterati, conservanti, additivi, aromatizzanti, coloranti e tutto l’arsenale chimico che l’industria alimentare mette ogni giorno nei nostri piatti attraverso i cibi preconfezionati.

dieta ruolo

Integrazione di aiuto alla tiroide

In presenza di ipotiroidismo è possibile anche integrare l’alimentazione con alcuni minerali, amminoacidi, fitoterapici e antiossidanti. Esaminiamo quelli maggiormente utilizzati.

Parlare di tiroide e parlare di iodio è un meccanismo semiautomatico. Tuttavia pensare di correggere una tiroide pigra con dosi elevate di iodio è altrettanto errato dal punto di vista concettuale che intervenire con alte dosi di ormoni tiroidei esogeni.

Le dosi di iodio quotidiane raccomandate vanno da un minimo di 90 μg/die per l’adulto fino a un massimo di 600 (secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) o 1100 μg/die (opinione IMS USA). Quantità superiori possono indurre ipertiroidismo iatrogeno: occorre prudenza dunque.

Molto meglio integrare con alimenti naturalmente ricchi di iodio, per esempio sale iodato (2-3 g/die apportano la dose corretta giornaliera), pesce, carne, uova. Le alghe marine contengono iodio in forma organica, quindi molto raccomandabile (basso dosaggio, alta biodisponibilità).

Quando si è sani, la tiroide secerne prevalentemente tiroxina (T4) che viene convertita, negli altri organi, in triiodotironina (T3) grazie all’azione catalizzatrice dell’enzima iodotironinadeiodinasi  che è selenio – dipendente. Il selenio dunque, minerale raro, è indispensabile al lavoro della deiodinasi. Purtroppo si trova in pochi alimenti: noci brasiliane, lievito di birra e in tracce in alcuni semi.

Per questo motivo risulta utile, per chi soffra di ipotiroidismo, un apporto aggiuntivo quotidiano di selenio. 

La forma migliore è l’oxiprolinato per la sua maggiore assimilabilità. È altresì documentato come una supplementazione di selenio riduca il valore degli autoanticorpi (17).

Alle medesime conclusioni giunge un lavoro svolto da Pirola e colleghi dell’Università di Brescia (18): su 292 pazienti si è ottenuto un ritorno all’eutiroidismo nel 31% dei soggetti trattati contro il 3% del gruppo che aveva ricevuto un placebo. Il dosaggio testato in questo studio è stato di 83 μg/die di selenometionina.

L’interesse verso il selenio evidenzia un importante cambio di prospettiva nella cura delle tiroiditi autoimmuni: da una visione di mera soppressione farmacologica dei sintomi a una di integrazione sempre farmacologica (integrativa) ma rivolta a un ripristino delle normali funzioni, dunque molto meno violenta e aggressiva rispetto alla terapia sostitutiva ormonale.

Recenti lavori indicano poi nell’associazione tra selenio e myo – inositolo  un’utile integrazione per correggere ipotiroidismi subclinici. 

Poiché l’inositolo possiede una notevole capacità di indurre equilibrio metabolico (è uno stimolante generale della trasmissione di segnali cellulari) non sorprende il fatto che sia direttamente o indirettamente coinvolto nel riequilibrio tiroideo.

Si veda in proposito il recente lavoro di Maurizio Nordio e Sabrina Basciani, dell’Università La Sapienza di Roma (19), che documenta la capacità di ridurre significativamente in soli sei mesi, nel gruppo trattato con selenio e inositolo, i valori di TSH, antiTPO e antiTG. In prima battuta prescrivo solo selenio.

Nella maggior parte dei casi il paziente risponde già bene agli stimoli derivanti dalle modificazioni alimentari e di movimento. È bene che il paziente non creda che sia stato il selenio (o uno degli altri integratori) a guarirlo. 

Preferisco sia cosciente del fatto che il 90% del merito va attribuito ai cambiamenti nello stile di vita, perché questa è la realtà.

Se il selenio normalizza il 30% dei casi (percentuale altissima per un integratore) resta comunque un 70% di non responder che probabilmente assumono già quantità adeguate di selenio attraverso il cibo. In seconda battuta, o dove ritengo vi sia maggiore esigenza di una “spinta”, prescrivo anche mix di alghe, l’inositolo, la tirosina (amminoacido precursore) o antiossidanti in genere.

Bibliografia: Medicina di Segnale

17 Wichman J, Winther KH, Bonnema SJ, Hegedüs L. Selenium supplementation significantly reduces thyroid autoantibody levels in patients with chronic autoimmune thyroiditis: A systematic review and meta-analysis. Thyroid. 2016;26(12):1681-92.

18 Pirola I, Gandossi E, Agosti B, Delbarba A, Cappelli C. Selenium supplementation could restore euthyroidism in subclinical hypothyroid patients with autoimmune thyroiditis. Endokrynol Pol. 2016;67(6):567-71.19 Nordio M, Basciani S. Treatment with myo-inositol and selenium ensures euthyroidism in patients with autoimmune thyroiditis. Int J Endocrinol. 2017;2017:2549491.

21 Speciani L. Guida pratica alla DietaGIFT e all’alimentazione di segnale (non esistono scoiattoli obesi). Milano: Tecniche Nuove, 2016.

Stefania Fabbroni
Stefania Fabbroni
Fano PU
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Tanti punti forti, professionalità, delicatezza, empatia e grande AnimA. Potrei dire che ha migliorato la mia vita, aiutandomi a capire concetti a me sconosciuti .. mi si è aperto un mondo. Ringrazio l'universo che ci ha fatto incontrare. Consiglierei a tutti un suo consulto💕

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