Tiroide autoimmune

L’autoimmunità tiroidea si associa spesso a infertilità, dovuta a endometriosi e disfunzione ovarica

Si manifestano con processi infiammatori acuti

Ma più spesso cronici, dovuti alla presenza di autoanticorpi antitiroidei circolanti che determinano distruzione della tiroide mediante un processo di immunità anticorpale sierica e cellulomediata, causando un’insufficienza funzionale più o meno grave. Possono esprimersi con quadri di iperfunzione ghiandolare (malattia di Basedow) o, più spesso, di ipofunzione ghiandolare (malattia di Hashimoto).

L’autoimmunità tiroidea si associa spesso a infertilità, dovuta a endometriosi e disfunzione ovarica, ma non sono ancora chiari tutti i rapporti diretti esistenti tra questi quadri clinici. Le tiroiditi autoimmuni colpiscono il 9% delle donne di età inferiore a 30 anni: ciò implica che siano molto frequenti in gravidanza e possano influenzare il decorso della gestazione e la funzionalità tiroidea del feto e del neonato.

A loro volta, però, sono condizionate dal processo di immunosoppressione fisiologica della gravidanza, per cui tendono a migliorare durante la gestazione per subire un netto peggioramento subito dopo il parto a causa della riaccensione immunitaria.

I principali autoantigeni tiroidei sono la tireoglobulina, la perossidasi tiroidea e il recettore del TSH, che determinano la formazione degli specifici anticorpi.

Il primo approccio per identificare l’origine autoimmunitaria della patologia è la determinazione degli anticorpi antiperossidasi (anti-TPO) e degli anticorpi antitireoglobulina (anti-TG).

I primi sono molto più frequenti, pertanto la loro positività rappresenta l’indice diagnostico più

sensibile di tireopatia autoimmune. Accanto ai più conosciuti anticorpi anti-TPO e anti-TG vi sono gli anticorpi contro il recettore del TSH (TRAb), che si distinguono in due tipi a seconda della loro attività stimolante (TSAb) o inibente (TSHBAb). I primi sono responsabili del quadro clinico del Basedow e delle fasi tireotossiche transitorie del morbo di Hashimoto, i secondi esplicano un’azione inibente e contribuiscono alla patogenesi dell’ipotiroidismo da tiroidite autoimmune.

Questi anticorpi, a differenza degli anti-TPO e degli anti-TG, possono causare disturbi clinici del feto e del neonato.

Frequentemente, durante la gravidanza, si assiste a un miglioramento delle manifestazioni cliniche in tutte le forme di tiroiditi autoimmuni (soprattutto le ipertiroidee: fino al 50% delle basedowiane).

Altrettanto frequentemente, però, dopo il parto peggiorano: almeno il 70% delle pazienti ipertiroidee presenta una recidiva.

È stato descritto che la frequenza dell’aborto spontaneo aumenta nelle donne con presenza di autoanticorpi circolanti, anche se non si accompagnano a deficit della funzionalità tiroidea; tale aumento è stato quantificato nel 15% e raggiunge il 36% nelle donne che presentano aborto ricorrente

ragazze

Una prima ipotesi chiama in causa un’eventuale interazione tra gli anticorpi e gli ormoni secreti dalla placenta, che porterebbe a un’insufficienza progestinica.

Una seconda ipotesi fa riferimento a una disfunzione autoimmunitaria più generalizzata aspecifica che giustificherebbe l’aumento dell’abortività, peraltro dimostrata in tutte le patologie autoimmuni.

Infine, altri ipotizzano che la presenza degli anticorpi sia solo il segnale di un deficit tiroideo in atto, ma ciò sarebbe vero se gli ormoni tiroidei fossero realmente mossi o se si avesse aumento dell’abortività in tutti i casi di patologia tiroidea.

Va precisato che la titolazione di questi autoanticorpi circolanti è spesso condizionata dalla terapia, in quanto possono essere ridotti anche significativamente dai tireostatici nel Basedow e dalla levotiroxina nella malattia di Hashimoto e nella forma atrofica.

E qui si potrebbero sollevare le prime obiezioni.

  • Come mai semplici terapie (per esempio, sostitutiva nell’Hashimoto o soppressiva nel Basedow), non terapie immunomodulanti, possono far regredire una risposta definita “immunologica”?
  • Non abbiamo sempre sostenuto che le malattie autoimmuni siano il prodotto di una disregolazione immunitaria che si automantiene?
  • Perché somministrare ormoni per ottenere un controllo immunitario?
Michela Castellani
Michela Castellani
Senigallia (AN)
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Oggi ho fatto un viaggio bellissimo dentro me stessa accompagnata da Francesco. È stato emozionante ritrovarmi ... e per la prima volta in vita mia non ho avuto paura ... posso solo ringraziare quest'uomo che con la sua saggezza e semplicità mi ha fatto rinascere ❤️ Questo è solo l'inizio ... e so che con lui al mio fianco ce la farò!!! Grazie grazie grazie per il grande lavoro che fai con le Anime un po perse e stropicciate come la mia ❤️

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