Terapie naturali

La curcuma alimentare viene assorbita solo se veicolata da un grasso (per esempio olio extravergine di oliva, burro o olio di cocco)

La curcuma

La curcuma è altamente consigliabile sia come spezia sia come integrazione. È un rizoma color giallo arancione, ricco di curcuminoidi che esercitano un’azione antinfiammatoria e antiossidante preziosa in tutte le malattie neurodegenerative (43). In cucina è l’ingrediente principale del curry. L’azione spiccatamente positiva nella prevenzione e cura delle malattie neurodegenerative è dovuta anche al fatto che la curcumina è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica. 

La modalità di somministrazione che ne potenzia al massimo la biodisponibilità è la forma micellare, che consente l’assorbimento dei suoi composti lipofili. La curcuma alimentare viene assorbita solo se veicolata da un grasso (per esempio olio extravergine di oliva, burro o olio di cocco) e la sua biodisponibilità aumenta se associata a un pizzico di pepe o peperoncino o zenzero (aumenta di 2000 volte l’assorbimento). Non è necessario assumerne grandi quantità.

Basta la punta di un cucchiaino con una spolverata di pepe nero; è però fondamentale assumerla regolarmente.

Curcuma

Ginkgo biloba

Il ginkgo contiene diterpeni detti ginkgolidi A, B, C, J e M e il bilobalide, polifenoli e flavonoidi. Esercita un’azione nutritiva e protettiva sui neuroni corticocerebrali, aumenta del 33% il numero dei recettori ostacolando il declino della funzione colinergica cerebrale, favorisce l’aumento delle catecolamine cerebrali e della dopamina (44). 

Nel disturbi del sonno negli anziani, la carenza d’irrorazione sanguigna in determinati organi, arteriosclerosi in tutto il corpo, il senso di freddo nelle gambe e la debolezza di concentrazione come pure i disturbi del ritmo cardiaco possono essere leniti. Inoltre, le foglie favoriscono la formazione di una circolazione collaterale e tolgono il dolore ischemico (il dolore per mancanza di ossigeno).

Vitamina D3 e omega-3

La vitamina D è nota e utilizzata dalla maggior parte dei colleghi per la sua azione ossea, a dosaggi spesso non sufficienti e soprattutto somministrati a una cadenza non consona alla farmacodinamica del pro ormone (una volta alla settimana o al mese oppure ogni 6 mesi). La vitamina D3 svolge azione antinfiammatoria e può spegnere l’infiammazione in fase acuta, cronica e tessutale. 

In realtà la vitamina D svolge gran parte delle sue funzioni a livello extraosseo e molte patologie mediate dal sistema immunitario sono controllate da questo proormone che agisce su tantissimi distretti (oltre il 50% della sua attività è a carico di altri organi). La vitamina D3 (45) ha 4500 recettori a livello delle cellule del sistema immunitario. Per questo motivo è responsabile di un’importante influenza epigenetica. Per utilità oggi la si dovrebbe definire ormone D, ossia un messaggero chimico prodotto dall’organismo che trasmette segnali da una cellula (o un gruppo di cellule) a un’altra cellula (o a un altro gruppo di cellule).

sole, abbronzatura, vitamina A, provitamina A

La vitamina D, somministrata in sinergia con altre molecole necessarie per i suoi processi metabolici, va ad agire sui recettori nucleari determinando una regolazione genica perché, proprio grazie al fatto di essere liposolubile, può entrare nella cellula e nel nucleo.

La sua attività sul DNA è a lungo termine, quindi quando si ripristina il meccanismo biologico funzionale il suo effetto dura molto tempo. Utilizza recettori lipidici con struttura di eterodimeri (cioè costituiti da due subunità): una unità dell’eterodimero si lega alla vitamina D3 e l’altra necessita di un legame con un omega 3 (EPA, DHA) “46”. Inoltre, se è presente poco colesterolo nelle membrane si ha una riduzione della capacità di lettura del DNA rispetto al recettore della vitamina D.

Se invece c’è abbastanza colesterolo tutto funziona meglio. Affinché eserciti questa funzione sono necessarie dosi alte, da valutare caso per caso, a cadenza giornaliera.

pelle

Vitamina K2

Poiché alla vitamina D compete anche il ripristino del calcio nelle ossa, in caso di prolungata assunzione si possono verificare fenomeni di calcificazione dei tessuti molli. Per evitare questo effetto collaterale è necessaria l’assunzione complementare di vitamina K2 (47).

La funzione principale della vitamina K2 consiste nell’impedire al calcio assunto con l’alimentazione e circolante nel sangue di depositarsi nelle arterie e in genere nei “soft tissues” (come rene, articolazioni, cervello) e nel consentire, invece, che si depositi a livello osseo.

patate 2

Zinco

Si tratta di un oligoelemento indispensabile per il corretto funzionamento della vitamina D a livello nucleare. Serve alla vitamina per ancorarsi al DNA ed espletare il suo meccanismo epigenetico. È consigliabile garantire al proprio organismo adeguati apporti di zinco (48), contenuto in: anacardi, cacao crudo o raw, ceci, cereali integrali, fagioli, lenticchie, fiocchi d’avena, noci, mandorle, miglio, pesce, piselli, pinoli, quinoa, semi di girasole, semi di zucca, spinaci, tuorlo d’uovo.

Vi sono poi cibi in assoluto più ricchi di zinco ma sono anche di consumo meno frequente (per esempio ostriche, fegatini, carne rossa). Al fine di incrementare ulteriormente l’assorbimento dell’oligoelemento bisogna adottare un accorgimento che permetta di eliminare l’acido fitico dai cibi (l’acido fitico è un antinutriente presente sulla cuticola dei legumi, dei semi oleosi e dei cereali integrali).

L’accorgimento consiste nel lasciare a bagno per una notte l’alimento crudo in acqua e succo di mezzo limone oppure in acqua con un cucchiaio di aceto di mele. Nei casi di inadeguato apporto di zinco con la dieta è possibile l’integrazione sotto forma di minerale oxiprolinato. L’oxiprolina è un amminoacido naturale che ha capacità penetranti talmente efficaci da portare le sostanze benefiche fin nel cuore della cellula.

cavoli

Bibliografia

43 Shah BH, Nawaz Z, Pertani SA, Roomi A, Mahmood H, Saeed SA, et al. Inhibitory effect of curcumin, a food spice from turmeric, on platelet-activating factor and arachidonic acid-mediated platelet aggregation through inhibition of thromboxane formation and Ca2+ signaling. Biochem Pharmacol. 1999;58(7):1167-72.

44 Lamant V, Mauco G, Braquet P, Chap H, Douste-Blazy L. Inhibition of the metabolism of platelet activating factor (PAF-acether) by three specific antagonists from Ginkgo biloba. Biochem Pharmacol. 1987;36(17):2749-52.

45 Nissou MF, Guttin A, Zenga C, Berger F, Issartel JP, Wion D. Additional clues for a protective role of vitamin D in neurodegenerative diseases: 1,25-dihydroxyvitamin D3 triggers an anti- inflammatory response in brain pericytes. J Alzheimers Dis. 2014;42(3):789-99; Durk MR, Han K, Chow EC, Ahrens R, Henderson JT, Fraser PE. 1alpha,25-dihydroxyvitamin D3 reduces cerebral amyloid-beta accumulation and improves cognition in mouse models of Alzheimer’s disease. J Neurosci. 2014;34(21):7091-101.

46 Fiala M, Kooij G, Wagner K, Hammock B, Pellegrini M. Modulation of innate immunity of patients with Alzheimer’s disease by omega-3 fatty acids. FASEB J. 2017;31(8):3229-39.

47 Tsugawa N. Clinical pharmacokinetics of active vitamin D3 and its derivatives, and vitamin K2 (menatetrenone). Clin Calcium. 2016;26(11):1547-58.

48 Suzuki T, Kajita Y, Katsumata S, Matsuzaki H, Suzuki K. Zinc deficiency increases serum concentrations of parathyroid hormone through a decrease in serum calcium and induces bone fragility in rats. J Nutr Sci Vitaminol (Tokyo). 2015;61(5):382-90.

Basi Cliniche di Medicina di Segnale

Elisa Renzi
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Montegiorgio Fermo
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