Russare

Malattia espressione dell’AnimA
Il fenomeno del russare, che si manifesta con maggiore frequenza in età adulta, rientra attraverso la respirazione nel tema della comunicazione. A questo si aggiunge la problematica del ritmo, che si esprime in fasi respiratorie irregolari.
La comunicazione notturna, non aperta e difficile, esprime una notevole resistenza. Coloro che russano hanno sempre paura di disturbare gli altri, tuttavia lo fanno ogni notte. Il loro rapporto con l’ambiente esterno è disturbato e il loro organismo dichiara che, almeno di notte, vogliono restare da soli.
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Col rumore tengono gli altri a distanza. Con il «pretesto» di non voler essere di disturbo, si creano, o per meglio dire, si guadagnano uno spazio proprio. Anche quando insistono nell’affermare che preferirebbero tanto volentieri trascorrere la notte nel talamo coniugale, il loro sintomo dice ben altro.
Chiunque osi stare accanto a loro durante la notte, ha bisogno di notevole umiltà e di incredibile forza di volontà per adattarsi al loro ritmo assordante; oppure; più semplicemente, deve procurarsi dei tappi :per le orecchie. È l’unico modo per rendersi sordi di fronte a chi russa.
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E fuor di dubbio chi sia qui a governare la situazione, ma proprio questo fatto induce a sospettare che chi russa non sia in grado di procurarsi uno spazio proprio durante il giorno, non sappia tenere gli altri a distanza, non riesca ad avere l’altrui rispetto e determinare le situazioni.
Costoro manifestano fragorosamente di notte il loro bisogno di attenzione, e così facendo rivelano anche quello che tormenta il loro lato notturno e d’ombra, cioè la parte femminile e oscura della loro anima.
Il rumore simile a quello di una sega, o addirittura di una raspa in uno o in entrambe le fasi della respirazione, indica quanto la comunicazione sia dura e problematica. Dietro si cela una difficile argomentazione e uno sforzo di comunicare di cui il soggetto non ha consapevolezza.
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Gli altri però ben conoscono questo modo di esprimersi forte, dimostrativo, insopportabile e spesso aggressivo. Il fatto che coloro che russano siano gli unici a non percepire il loro russare, indica che sono anche gli unici a non rendersi conto del loro stile di comunicazione.
Di notte hanno bisogno di una valvola di sfogo per esprimere in modo rozzo tutto quello che non hanno potuto dire. L’alto consumo di energia diviene udibile in questo loro sforzo. Negli adulti il sonno risulta meno riposante.
Il problema del ritmo emerge nelle lunghe pause della respirazione, che costringono a un’inspirazione particolarmente profonda. Chi russa dimostra fino a che punto sia legato a un solo polo dal punto di vista della comunicazione. Il loro modo di comunicare li stanca al punto da provocare una mancanza di fiato e da costringerli a una pausa.
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I lunghi intervalli senza respiro evidenziano che spesso non ha luogo alcuno scambio. La comunicazione è anche partecipazione. Coloro che russano però inizialmente comunicano e si bloccano alla fine, finché non riescono a captare fragorosamente una quantità di aria sufficiente per non soffocare. Non respirare significa non partecipare alla vita.
Se si osserva la maggior parte di coloro che russano durante un lungo sonno, si scopre che alla base del loro logorante stile di comunicazione si manifesta da un lato il bisogno di fasi di rigenerazione e dall’altro il poco riposo che questo modo di dormire concede.
La scarsa qualità viene da loro compensata attraverso la quantità. Qui trova una spiegazione anche l’affermazione di chi, statistiche alla mano, afferma che coloro che russano non sono sani. Russare non è di per sé insalubre, è però l’indicazione di una situazione fondamentalmente non sana.
Domande
1. Dove esaspero un polo della realtà?
2. In che misura mi manca il collegamento tra gli estremi?
3. Quale ruolo svolge la comunicazione del lato psicologico femminile?
4. Dove mi escludo dalla corrente della vita?
5. Che cosa separa nella mia comunicazione, che cosa unisce?
6. Come posso trovare un ritmo armonico di vita?
(Dott. Rudiger Dahlke)

Via Piave, 22, 61032 Fano PU, Italia

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