Osteoporosi

Serrplus e osteoporosi. prof. Mainardi Paolo

Le ossa contengono Ca, elemento che è molto ricco in natura, difficile immaginare una dieta povera di Ca.

L’osteoporosi colpisce prevalentemente le donne dopo la menopausa, sicuramente è un momento di forte sbilancio ormonale, ma perchè si dovrebbe ridurre l’assorbimento del calcio?

Casualmente cercando in letteratura tutto quello che riguarda l’alfa-lattolabumina (si l’ammetto: ho digitato alpha-lactalbumin in pubmed e mi sono visionato tutti gli articoli salvandomi quelli che mi interessavano, 3 settimane di lavoro) ho trovato un articolo di giapponesi che proponevano l’ALAC nell’osteoporosi, in quanto ricca di Ca che chela la struttura proteica.

Riportavano i risultati di uno studio clinico che evidenti miglioramenti del tessuto osseo. Ero già prevenuto sul termine ricca usata per questa proteina sia riferita al trp che al Ca.

In realtà sono 2 molecole di triptofano e 2 atomi di Ca, su una catena di 130 ammino acidi.

Si può dire ricca?

Dalla mia “piccola” ricerca su questa proteina ho trovato che stimola la sintesi della leptina, ormone noto in quanto responsabile della distribuzione tissutale dei grassi. Un’azione meno nota, ma ampiamente documentata, è sull’accrescimento osseo. Si sa che anche il tessuto osseo, come tutti i tessuti, muore e si rigenera.

E’ anche noto che le donne hanno valori doppi di leptina rispetto ai maschi, come è anche noto che dopo la menopausa questo livello si dimezza. Il calo delle leptina può essere responsabile dell’elevata incidenza dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa.

Come soddisfazione personale l’ho proposto a persone anziane con problemi articolari, essendo conoscenze occasionali mi sono capitati solo uomini. L’ultimo è un 86 enne che abita sulle alture della riviera ligure dove porto a correre i miei cani.

I cani facilitano i rapporti con le persone, lui aveva un pastore tedesco femmina molto anziana e molto dolce. Il suo problema articolare era evodente in quanto camminava con le ginocchiere steccate, pensava di dover cambiare casa per le troppe scale, salite e discese.

Gli ho offerto l’ALAC, ci ha messo 6 mesi a fare effetto, io stesso ormai non ci speravo più, ma questo signore mi ripeteva, male non fa, se non le dispiace continuo. Fino al giorno che sentendomi arrivare mi è venuto a salutare, senza ginocchiere, continuando a fare flessioni sulle ginocchia, incredulo di non sentire più male.

Riferendomi che l’ortopedico aveva rinviato l’intervento. Sono il primo ad ammettere che pochi casi, fuori da uno studio controllato, non sono significativi che potrebbe essere un caso, ma il razionale non mi dispiace.

Sono concorde con lei che il tessuto osseo non ha solo funzioni di sostentamento, che entra nell’equilibrio omeostatico del nostro corpo, ma l’aumento di Ca nelle urine può essere correlato con la maggiore assunzione che non viene assorbita. Analizzando il pH si ha nella bocca condizioni di basicità, nello stomaco acidità, nell’intestino di nuovo basicità.

Un abbassamento del pH intestinale porta alla disbiosi, cioè alla proliferazione di flora intestinale non simbiotica, che porta ad una maggiore permeabilità intestinale, a processi di infiammazione e di alterazione dei processi assorbitivi. Se assumiamo un composto basico questo viene neutralizzato nello stomaco.

Se assumiamo bicarbonato avremo una cospicua formazione di anidride carbonica, difficilmente riusciremo a basificare l’intestino con il bicarbonato. Se assumiamo composti acidi invece questi possono rimanere alterati ed abbassare il pH intestinale.

Non tutte le proteine del latte sono acide, l’alfa-lattoalbumina è in grado di basificare l’intestino, inoltre sono stati isolati 3 peptidi provenienti dalla sua demolizione enzimatica con un effetto antibatterico intestinale superiore a quello dell’ALAC intera. La sua azione è quindi quella che andiamo a ricercare nei fermenti lattici. Il fatto curioso è che i fermanti lattici acidofili sono gli unici in grado a sopravvivere al transito nello stomaco, ma non possono attecchire in un intestino sano, cioè basico.

Quelli basofili vengono distrutti dall’acido dello stomaco, quindi possono sopravvivere solo quelli acidofili se trovano un intestino acido, rinforzando però, in questo modo, la flora batterica non simbiotica.

Via Piave, 22, 61032 Fano PU, Italia

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