Le Articolazioni

Le articolazioni sono responsabili della mobilità della persona. Molti sintomi che possono manifestarsi nelle articolazioni portano all’infiammazione e al dolore e di conseguenza alla limitazione del movimento fino all’irrigidimento.

Se un’articolazione si irrigidisce, significa che il paziente si è irrigidito su qualcosa. Un’articolazione rigida perde la sua funzione – se ci si irrigidisce su un argomento o un sistema, questo perde la sua funzione.

Una schiena dura, rigida tradisce la testardaggine del suo possessore. In genere è sufficiente fare attenzione al linguaggio per apprendere il significato di un sintomo: teniamo conto che, oltre a infiammarsi e irrigidirsi, un’articolazione può anche bloccarsi, deformarsi, torcersi.

Ecco dunque che si dice: Distendere una cosa – deformare una situazione – bloccare qualcuno o qualcosa – essere girati male. Si può rimettere a posto non soltanto un’articolazione, ma anche situazioni e rapporti.

Nella riduzione chiropratica l’articolazione viene rimessa al suo posto con un colpo deciso; e questa tecnica ha un parallelo in psicoterapia. Se una persona ha perso il baricentro, la si può lasciare continuare in questo atteggiamento finché arriva al limite estremo da cui è possibile recuperare il centro.

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E’ più facile emergere da una situazione se si è arrivati all’estremo limite. Tuttavia i più non arrivano a questo punto, e restano a metà strada. I più fanno quello che fanno a livello medio, per questo restano bloccati nei loro punti di vista e vivono così pochi cambiamenti.

Tuttavia ogni polo ha i suoi limiti, raggiunti i quali si rimbalza al polo opposto. Così da una tensione estrema si può facilmente arrivare alla distensione (training di Jakobsen). Per questo è stata la fisica, “a prima delle scienze esatte, a scoprire la metafisica, per questo i movimenti per la pace diventano militanti. Il centro deve essere conquistato dall’uomo con fatica – il tentativo di arrivarci subito porta alla mediocrità.

Può capitare che anche il movimento sia tanto esasperato da trasformarsi in immobilità. Le alterazioni meccaniche delle articolazioni mostrano sovente questo limite, mostrano che abbiamo tanto esasperato un polo o un indirizzo da metterlo in discussione. Si è andati troppo avanti, si è esasperata una situazione e per questo è bene rivolgersi al polo opposto.

La medicina moderna rende possibile sostituire varie articolazioni con protesi artificiali, e questo avviene con particolare frequenza nell’articolazione dell’anca (endoprotesi). Come abbiamo già fatto notare, una protesi è sempre una menzogna, perché qualcosa che non esiste viene simulato artificialmente.

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Se una persona è interiormente rigida e immobile, però finge a livello esteriore di essere agile, il sintomo dell’anca la induce a una maggiore sincerità. Questa correzione viene resa inutile da un’articolazione artificiale, cioè da una nuova menzogna, e a livello corporeo continua ad essere mostrata un’agilità che in realtà non esiste.

Per farsi un’idea della mancanza di sincerità che viene resa possibile dalla medicina, si provi a immaginare questa situazione: ammettiamo che con un colpo di bacchetta magica sia possibile far sparire in tutte le persone le protesi artificiali e gli strumenti di correzione: occhiali e lenti a contatto, apparecchi acustici, articolazioni artificiali, denti finti.

I visi ” tirati ” col lifting riprendono il loro aspetto originale, i pacemaker spariscono e così tutto quello che era artificialmente impiantato nell’uomo: si tratta in genere di materiale in plastica e acciaio. Lo spettacolo che si verrebbe ora ad offrire sarebbe spaventoso!

Adesso, con un altro colpo di bacchetta magica, facciamo sparire tutti i successi della medicina, quelli che evitano all’uomo la morte: ci troveremo così in mezzo a cadaveri, storpi, zoppi, mezzi ciechi, sordi. Sarebbe uno spettacolo tremendo – ma sarebbe sincero!

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Sarebbe l’espressione visibile dell’anima umana. Molta arte medica ha reso possibile evitare questa vista spaventosa ricostruendo diligentemente il corpo dell’uomo e integrandolo con protesi di tutti i generi, così che alla fine egli appare vero, autentico e vivo.

Ma che ne è stato delle anime? In loro nulla è cambiato – loro continuano ad essere morte o cieche, sorde, rigide, rattrappite, curve: noi però non ce ne rendiamo conto perché non le vediamo. Per questo la paura della sincerità è così grande.

È la storia del ritratto di Dorian Gray. Con abili trucchi si può ottenere per un certo tempo bellezza e gioventù – però quando finalmente si viene confrontati con la propria vera immagine interiore la paura è grande. Il lavoro costante alla nostra anima sarebbe molto più importante delle cure attente che dedichiamo al nostro corpo, perché il corpo è passeggero, la coscienza no.

(Dott. Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke)

Via Piave, 22, 61032 Fano PU, Italia

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