La Candida è un conflitto?

Tutti gli interventi operati dalla Medicina per ridurre questa fase sono solo palliativi e inutili: si può alleviare il fastidio, ma ancora una volta "il medico cura e la Natura guarisce".

La Salute è Conoscenza di Sé

La Candida è un tipo di fungo. Disponiamo nel corpo di diversi funghi della specie Candida, specie nella normale flora microbica della bocca, del tratto gastro-intestinale e urogenitale.

La presenza di questo fungo viene riconosciuta a volte come endogena e utile al metabolismo del corpo, a volte patogena per la formazione di micosi su alcune mucose. In Medicina accademica le micosi più frequenti vengono attribuite al tipo “Candida albicans” nella cavità orale o vaginale.

La sua presenza è caratterizzata dalla copertura delle mucose con croste bianche coagulate o con membrane lanuginose distacca bili, con una sottostante superficie arrossata e irritata.

Sempre secondo la Medicina, dovrebbe essere compito della flora batterica presente sulle mucose produrre un effetto inibitore sulla crescita del fungo.

L’insuccesso di quest’azione di difesa sarebbe dovuto al sistema immunitario deficitario. Secondo la Nuova Medicina, e da quanto abbiamo esposto sulla quarta Legge, il processo della Candida va interamente riletto.

Come tutti gli altri microbi, interviene per ottimizzare una fase vagotonica di riparazione, quella del programma dei tessuti dell’endoderma e del mesoderma antico, quindi diretti dal tronco cerebrale o dal cervelletto.

Per questo programma, la proliferazione dei microbi in questione avviene già durante la fase attiva e conflittuale, ma è solo una fase preparatoria, mentre la loro attivazione per demolire la crescita cellulare avviene solo successivamente, nella fase di riparazione, dopo la soluzione del conflitto.

La loro azione, come quella della Candida, considerata patogena dalla Medicina, è da rileggere ora come “di pulizia“, per ritornare poi a essere non patogena, ma pronta a riattivarsi all’occorrenza.

Le mucose interessate sono quelle di derivazione endodermica: la submucosa orale, la submucosa urogenitale, la submucosa del tratto gastrointestinale e dell’intero intestino. Una delle manifestazioni più comuni è la Candida vaginale, quella che interessa cioè la submucosa vaginale.

Si può presentare sotto forma asintomatica, acuta, cronica e recidivante. Innanzitutto il conflitto attivo: “ripugnanza semisessuale“.

Si verifica ogni volta che la donna ha un rapporto sessuale o comunque vive una situazione intima con un partner che le procura un forte disgusto o rifiuto del rapporto.

Durante la fase attiva non ha alcun sintomo. La Candida si manifesta in fase di soluzione, generalmente il giorno dopo. Nella forma sintomatica si presentano perdite giallognole e maleodoranti, ma queste sono solo il risultato del processo di caseificazione operata dal fungo che riduce l’ispessimento della mucosa endodermica avvenuto in fase attiva.

Tutti gli interventi operati dalla Medicina per ridurre questa fase sono solo palliativi e inutili: si può alleviare il fastidio, ma ancora una volta “il medico cura e la Natura guarisce“.

Un chiaro esempio di una recidiva di candidosi vaginale a seguito di una continua riattivazione del conflitto di ripugnanza sessuale.

Affrontare i sintomi legati alla candidosi permette di approfondire e chiarire una diversa sintomatica della vagina, purtroppo confusa con la precedente: le perdite biancastre, non maleodoranti e spesso accompagnate da prurito.

Questi sintomi apparentemente simili a quelli della Candida riguardano un tessuto completamente diverso dal precedente.

Non è più un tessuto endodermico, ma ectodermico, cioè l’epitelio   pavimentoso che riveste la submucosa (la pelle della vagina) e derivato dalla corteccia cerebrale.

Il conflitto relativo riguarderà, come per tutti i tessuti ectodermici, “una separazione, una rottura di contatto“.

I sintomi, che appaiono solo nella fase di vagotonia e quindi a conflitto risolto, ci dicono che la paziente in questione ha evidentemente rifatto con piacere l’amore con la persona amata o ha terminato comunque la sua sofferenza di separazione sessuale.

Il processo fisiologico è inverso: nella fase attiva si ha un’ulcera dell’epitelio e in fase di risoluzione la ricostruzione, con i sintomi di prurito, perdite biancastre, ma non maleodoranti, caratteristica quest’ultima tipica solo dell’azione di caseificazione dei micobatteri dell’endoderma.

Dall’esposizione delle due sintomatologie si deduce la possibilità di un’esatta e precisa diagnosi medica che non lascia spazio a interpretazioni o supposizioni, sia per la ricerca della causa, sia per la comprensione dei processi sintomatici.

Alla base, il governo dell’elemento imprescindibile di sempre: il “sentito” biologico vissuto dall’individuo, unico in quanto unico l’individuo.

Bibliografia: Grazie dottor Hamer

Simona Marziali
Simona Marziali
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Simona: Ora sono dalla ginecologa, ma sono positiva perché mi sento molto meglio! (IO): Vedrai che non troverà chissà cosa. Le ricerche sono sempre ok quando contestualmente ricordo e comprendo che siamo sempre noi stessi che mettiamo in moto il nostro universo interiore. Simona: la cisti è sparita!!!🤩🤩🤩🤩 IO: Avevi dubbi?😂 Simona: NO! Me lo sentivo!!❤️IO: è stupendo Grazieee ogni volta che ricordiamo di essere già completi ogni resistenza o manifestazione precipita🙏 💗💗

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