Farmaci antipiretici

Gli antipiretici devono essere utilizzati con criterio, riservandone l’assunzione ai casi di reale necessità

Febbre come risoluzione

Per quanto attiene al trattamento di quello che abbiamo detto essere il sintomo più comune delle malattie infettive, e cioè la febbre, consideriamo intanto una sua possibile definizione:

La febbre è una condizione fisiopatologica caratterizzata da un abnorme incremento della temperatura corporea indipendente da eventuali mutamenti delle condizioni climatiche esterne”.

Nell’ambito delle malattie infettive la febbre è interpretabile come un sistema adattativo innescato dall’organismo per ridurre la moltiplicazione microbica e stimolare la risposta immunitaria.

Per questo motivo gli antipiretici devono essere utilizzati con criterio, riservandone l’assunzione ai casi di reale necessità.

L’abuso o il cattivo utilizzo di farmaci antipiretici può scatenare reazioni allergiche, causare problemi a livello gastrico o epatico, occultare una sintomatologia poco chiara e soffocare un meccanismo comunque utile per diminuire la virulenza di certi patogeni e favorire la risposta immunologica.

Una classificazione della temperatura corporea in base all’entità dell’innalzamento del suo valore è la seguente:

subfebbrile 37-37,4 °C ◗ febbricola 37,5-37,9 °C ◗ febbre moderata 38-38,9 °C ◗ febbre elevata 39-39,9 °C◗ iperpiressia > 40 °C.

In genere l’utilizzo di antipiretici è consigliato quando la temperatura corporea supera i 39-40 °C, affiancandolo, eventualmente, a mezzi fisici: le spugnature con acqua fredda, per esempio, hanno dimostrato una discreta attività antipiretica.

Paracetamolo

Il farmaco antipiretico per eccellenza è il paracetamolo (o acetaminofene). Pur appartenendo alla categoria degli antinfiammatori non steroidei (FANS) il paracetamolo ha un minimo effetto antinfiammatorio; presenta un buon effetto antipiretico e analgesico;

può essere usato anche nei bambini (al di sotto dei 14 anni la somministrazione dell’acido acetilsalicilico o aspirina è invece controindicata per il rischio di sindrome di Reye); presenta un basso rischio di interazioni farmacologiche; è ottimamente tollerato a livello gastrico.

L’effetto antipiretico del paracetamolo è dovuto all’inibizione dell’enzima ciclossigenasi, con conseguente diminuzione della sintesi di PGE2 (una prostaglandina che aumenta la temperatura corporea). 

Soprattutto nel bambino il paracetamolo è il farmaco antipiretico di prima scelta, immediatamente seguito dall’ibuprofene.

Il paracetamolo va utilizzato con estrema prudenza in presenza di problemi epatici e comunque non per periodi prolungati per la sua dimostrata epatotossicità, associata verosimilmente a un indebolimento dei legami intercellulari1.

Alla categoria degli antipiretici appartengono molti altri farmaci antinfiammatori non steroidei tra i quali ibuprofene, acido acetilsalicilico, nimesulide, ketoprofene, flurbiprofene e acido niflumico.

FANS

Tuttavia, mentre il paracetamolo inibisce l’enzima ciclossigenasi soltanto a livello centrale, questi medicinali risultano attivi anche a livello sistemico, pertanto affiancano all’attività antipiretica un’importante azione antinfiammatoria. In genere il rischio maggiore del loro utilizzo è quello di provocare disturbi gastrointestinali (sanguinamenti e ulcere).

Come anticipato, l’utilizzo di acido acetilsalicilico a scopo antipiretico – oltre alla grave interferenza con i meccanismi della coagulazione (attenzione in caso di assunzione concomitante di anticoagulanti o in presenza di disordini della coagulazione)

– è sconsigliato al di sotto dei 14 anni per il rischio di sindrome di Reye (malattia potenzialmente fatale, responsabile del progressivo deperimento di alcuni importantissimi organi fino a causare ipoglicemia, encefalopatia, infiammazione epatica, coma e morte).

Precauzioni ed effetti collaterali

La somministrazione è sconsigliata anche in presenza di gastrite, ulcera peptica e malattia da reflusso gastroesofageo, nonché in presenza di ipertermia da tireotossicosi o associata a ipertiroidismo. Si segnala un maggior rischio di fenomeni allergici e di sensibilizzazioni rispetto all’utilizzo del paracetamolo.

I medesimi effetti collaterali indicati per l’acido acetilsalicilico, a eccezione del rischio di sindrome di Reye, sono ascrivibili anche agli altri FANS; i meglio tollerati, spesso usati a scopo antipiretico, sono i derivati dell’acido propionico (soprattutto l’ibuprofene, ma anche il naproxene e il ketoprofene).

Si ricorda che, in caso di varicella e di herpes zoster, deve essere evitata l’assunzione di tutti i FANS, a eccezione del paracetamolo, per “rischi severi di complicazioni a carico della pelle e dei tessuti molli”.

Alla categoria degli antipiretici appartengono anche i cosiddetti pirazolonici, tra cui aminofenazone, metamizolo (o dipirone) e propifenazone, oggi meno usati perché possono causare gravi effetti indesiderati come anafilassi e agranulocitosi.

Altri antipiretici e combinazioni

Anche il chinino, principio attivo della china, affianca alla nota azione antimalarica importanti proprietà antipiretiche.

In commercio, poi, esistono varie specialità medicinali che riuniscono due o più principi con attività antipiretica che, tuttavia, non hanno dimostrato una particolare utilità terapeutica. In ultimo si riporta il dosaggio consigliato per alcuni farmaci rappresentativi dei diversi gruppi.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Antonella Gaudenzi
Antonella Gaudenzi
Monterado AN
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Mi sono affidata a Francesco da un paio di mesi circa e da subito mi sono resa conto di avere trovato un professionista preparatissimo che ha immediatamente inquadrato l'origine scatenante delle mie problematiche. Mi ha spiegato esaurientemente, con grande conoscenza in materia, i meccanismi che avvengono quando un organismo necessita di essere detossinato. Francesco inoltre è una persona positiva, solare che ti trasmette tanta voglia di vita. Riesce anche a capire quelle che possono essere le motivazioni psicologiche che possono aver determinato un problema. È tempestivo nel rispondere ai messaggi su eventuali dubbi che possono insorgere, e penso di poter contare su di lui per consigli nel caso dovessi avere, spero mai, problemi legati al "vairus". Grazie di esistere❣️

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