Erica cinerea e calluna vulgaris

(Erica cinerea e calluna vulgaris)

Parti usate: sommità fiorite

I componenti principali sono; flavonoidi come iperoside e quercitina, tannini, glucosidi fenolici come arbutina e metilarbutina

Modalità d’uso: decotto una manciata per un litro d’acqua, bollire per 3 minuti e tenere in infusione per 10 minuti. Bere durante la giornata

Si usa: anche per bagni ( 500 g di pianta in alcuni litri d’acqua, bollire e aggiungere al bagno per reumatismi e gotta)

Mamon Erika

Altrettanto si usa per cataplasmi caldi, poltiglia dei fiori applicata sulle articolazioni dolenti (per reumatismi e geloni)

Per uso orale: si consiglia per cistiti con prurito (prostatici), colibacillosi, albuminuria, pielonefrite, oliguria, litiasi urinaria, leucorrea, reumatismi, uretriti, cistiti recidivanti, cistopielite

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Sotto forma di TM 30-40 gocce 2-3 volte al giorno con poca acqua, prima dei pasti.

L’erica è fortemente diuretica ed antisettica e disinfetta quindi tutto il tratto urinario.

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Efficace contro calcoli renali e renella, pielite, (Infiammazione, acuta o cronica, localizzata al bacinetto (o pelvi) renale, vale a dire alla porzione delle vie urinarie che è a immediato contatto con il rene e che lo mette in relazione con l’uretere), colibatteri nell’urina nonché antinfiammatoria per la prostata.

É dall’idrolisi di questi glucosidi che si liberano sostanze ad azione antisettica sulle vie urinarie.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante

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l’erica ha assunto nel corso dei secoli significati diversi a seconda il colore dei suoi fiori, infatti: l’erica dai fiori di colore bianco, che riesce a crescere nei luoghi più impervi ed aridi, ha simboleggiato per tutto l’ottocento e, continua ancora oggi a simboleggiare il sentimento della solitudine

infatti il fiore ideale da regalare quando si vuole esprimere la una richiesta di affetto e compagnia; l’erica di colore rosa

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invece, nella tradizione romantica è associata alle persone malinconiche, tale associazione la si deve al fatto che numerosi poeti e artisti si recavano nelle brughiera, dove l’erica fiorisce prosperosa, per riacquistare la speranza, da questa associazione si trae l’antico significato simbolico dell’erica di colore rosa, ovvero quello della speranza che i sogni e i desideri si avverino

L’erica può rappresentare ammirazione, bellezza e buona sorte, ma può anche essere associata alla solitudine e alla protezione.

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L’erica è un fiore invernale dalle proprietà magiche: la sera di Halloween fate entrare le fate in casa vostra!

In autunno e per tutto l’inverno i fiori lillà dell’erica sbocciano dai balconi e nei boschi: dietro questo fiore si nascondo però storie e leggende dal sapore magico.

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Nota sin dall’antichità, i suoi rami venivano utilizzati per creare delle scope utilizzate per uno scopo più che nobile: i templi i luoghi sacri venivano infatti spazzati solo con i ramoscelli di erica.

All’erica viene infatti attribuito il potere di scacciare la negatività e gli spiritelli dispettosi come i folletti: portatene un sacchetto con voi per avere la fortuna dalla vostra parte.

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L’erica è infine considerata la pianta delle fate: tra i suoi rami si dice che vivano proprio le fate.

Attenzione però a non addormentarvi tra delle piante di erica o le fate vi rapiranno e vi terranno con loro!

L’erica bianca (Calluna Vulgaris) è uno dei simboli porta fortuna più famosi della Scozia. Questa pianta, molto diffusa in tutto il Paese, nelle sue varie tonalità, viene donata alle persone care, sopratutto come augurio di felice matrimonio, se raccolta ancora fresca e stretta in un nastro in tartan.

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La leggenda racconta che la figlia del bardo Ossian, Malvina, era una ragazza molto dolce e di indubbio fascino.

La giovane donna era promessa sposa ad un valoroso e nobile guerriero di nome Oscar che fu costretto però a partire, in cerca di fortuna. In un giorno d’autunno, Malvina era intenta ad ascoltare il padre cantare, pensando all’amato partito per una battaglia, quando all’orizzonte vide una figura avvicinarsi tra l’erica.

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Era il messaggero di Oscar, ferito e sanguinante, venuto a portare notizie dell’amato a Malvina.

Oscar, durante un combattimento, era stato ferito a morte e non sarebbe mai più tornato a casa. Prima di morire, però, aveva raccolto un mazzetto di fiori da donare alla sua amata come segno di amore eterno.

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All’udire quelle parole, Malvina fuggì verso la collina scoppiando in un doloroso pianto.

Una lacrima della giovane, scivolando sui petali dei fiori viola, li fece diventare improvvisamente bianchi. Malvina guardando i fiori allora esclamò “Che l’erica bianca, simbolo del mio dolore, porti fortuna a chiunque la trovi”.

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