Cibi che infiammano

Punto fondamentale nell'infiammazione indotta da cibo รจ quello relativo ad alcuni alimenti: zucchero, farine raffinate, edulcoranti, grassi idrogenati in grado di generare infiammazione

La dose fa il veleno

Sola dose facit venenum, diceva Paracelso con grande intelligenza.. ancor di piรน vale il discorso per alimenti normalmente privi di controindicazioni, come i latticini, il glutine, i lievitati, la soja. In piccole quantitร , alternati a tutti gli altri, non generano alcun problema. Non appena, perรฒ, si assumono con eccessiva frequenza, incomincia a generarsi il sovraccarico.ย 

Noi riteniamo che sia bene distinguere, all’interno di questo discorso, tra alimenti piรน facilmente generanti sovraccarico, alimenti che lo generano anche a dosaggi minimi ed altri infine che invece non lo generano quasi mai.

Una ricerca americana (Clark S. et al. “Frequency of US emergency department visits for food related acute allergic reactions” J allergy clin immunol 127, n.3 (Mar 2011): 682-3) ha documentato un raddoppio delle visite d’urgenza per reazioni allergiche acute ad alimenti, dal 2006 al 2010. Un dato che non puรฒ lasciarci indifferenti.

Per capire cosa mangiasse l’uomo primitivo dobbiamo immaginarci uomini liberi nella savana. Lo studio delle poche residue popolazioni odierne (gli Hazda della Tanzania, gli indios Yanomani, i pigmei Kung africani, gli aborigeni australiani) ci aiuta.

Infine รจ sempre presente una componente amilacea (noci, ghiande, semi di ogni genere) che, quando stagionalmente reperibile, รจ molto gradita e ricercata. Si tratta quindi di una piramide alimentare molto appiattita, che presenta alla base ogni genere di frutta e di verdura, al centro proteine animali e vegetali di varia provenienza e in alto i semi.

Dalla piramide dell’uomo sono del tutto assenti i “non alimenti” che oggi siamo abituati a consumare con grande autoconcessivitร : zucchero, farine raffinate, alcolici e superalcolici e tutti i loro derivati.

pomodorini

La base alimentare di questi popoli รจ legata ai prodotti di raccolta della terra: frutta, verdura, radici commestibili. Una forte quota nutrizionale รจ perรฒ costituita da proteine animali frutto di semplice raccolta (uova, insetti, molluschi) o di caccia (pesci, uccelli, animali terricoli).

รˆ assente, come รจ evidente, anche il latte (ad esclusione di quello materno). Il consumo di latte e latticini, possibile grazie ad una modifica evolutiva recente (di circa 5000 anni fa) che ha riguardato un piccolo gruppo di popolazioni europee abitanti in climi freddi, richiede un discorso piรน approfondito, che svilupperemo piรน avanti parlando di ipersensibilitร  alimentari.

Per ora prendiamo atto del fatto che le popolazioni originarie di nomadi cacciatori raccoglitori non lo consumavano, se non da lattanti.

pesce

La nostra deduzione logica, ottenuta ragionando sulle nostre basi evolutive, abbiamo poi scoperto essere del tutto dimostrata per il consumo di zuccheri, farine raffinate e grassi idrogenati.

I dati scientifici infatti ci dicono con sempre maggiore chiarezza che questi alimenti raffinati o modificati hanno un alto potere infiammatorio. La scoperta recente di alcune adipochine (molecole segnale prodotte dal tessuto adiposo) come resistina e visfatina ha chiarito alcuni punti ancora oscuri del rapporto tra zuccheri, farine raffinate e infiammazione.

La prima descrizione della resistina si deve a Mitchell Lazar e ai ricercatori del Diabetes Center dell’universitร  della Pennsylvana (Nature, 2000). L’azione rilevata da Lazar (da cui il nome della molecola) รจ quella di rendere piรน difficile il lavoro dell’insulina, che รจ poi quello di distribuire a fegato e muscoli gli zuccheri, gli aminoacidi e i grassi presenti nel sangue. In presenza di resistina, insomma (come suggerisce il nome), cresce la cosiddetta “resistenza insulinica“.

pane

Lazar somministra anticorpi anti-resistina a topi obesi e migliora la loro sensibilitร  all’insulina. Somministra resistina a topi sani e vede peggiorare la loro resistenza insulinica. In pratica questi topi dovevano secernere una maggiore quantitร  di insulina per ottenere lo stesso risultato che avrebbero ottenuto prima del trattamento con una minore dose.

Questo lavoro, insieme a molti altri, contribuisce a rendere sempre piรน stretto il legame tra obesitร  e diabete di tipo 2, tanto da spingere qualcuno a considerarli un’unica entitร  patologica (diabesitร ).

Ma Lazar prosegue nel suo lavoro e via via che le sue ricerche producono dati, si convince anche dello stretto collegamento tra resistina e fenomeni infiammatori (Science 2004).

tagliatelle ok

Nel tessuto adiposo infiammato di topi (e uomini) obesi rileva infatti non solo cellule adipose secernenti resistina ma anche macrofagi (globuli bianchi presenti nei tessuti infiammati) in grado di secernerne quantitร  ancora maggiori.

E nel 2009 Johansson et al. dimostrano la capacitร  di ipersecrezione di resistina anche da parte dei neutrofili (globuli bianchi tipicamente antibatterici) in corso di infezione.

L’intuizione di Lazar, che sostiene dunque che la resistina sia prodotta dalle cellule di tutti i tessuti infiammati e non solo dai tessuti adiposi, trova rapidamente conferma in diversi altri studi, che correlano la presenza di resistina rispettivamente alla formazione della placca aterosclerotica, all’insufficienza cardiaca, alla sindrome lipodistrofica nell’HIV, alle leucemie mieloidi acute.

carboidrati

Bibliografia: Medicina di Segnale

Cinzia Costantini Pezzoli
Cinzia Costantini Pezzoli
Misano Adriatico (RN)
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