Artrite e fattore reumatoide

La progressione patologica nell'artrite è il cosiddetto "fattore reumatoide"

Un autoanticorpo che attacca le articolazioni

Uno degli elementi analitici che si vanno a controllare per valutare la presenza o la progressione patologica nell’artrite è il cosiddetto “fattore reumatoide”: un autoanticorpo che attacca le articolazioni procurando i dolori e i sintomi della malattia.

Tuttavia l’autoanticorpo si trova per un certo tempo solo nel sangue e non nelle articolazioni, il cui liquido sinoviale resta perfettamente indenne.

Solo in un secondo momento anche l’articolazione verrà attaccata dal fattore reumatoide. Ciò significa che la malattia nasce a livello centrale e solo in un secondo momento raggiunge le articolazioni. Dunque l’artrite reumatoide è una malattia centrale dell’organismo e non – come molti pensano – una patologia d’organo. 

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Questo discorso, in linea di massima, può essere esteso alla quasi totalità delle malattie autoimmuni, ed è quindi là, a livello centrale, che occorre concentrare gli sforzi di cura. 

Fino a che si lavorerà solo a livello periferico con antidolorifici o soppressori immunitari, nessun rimedio potrà mai essere risolutivo o aiutare anche solo una parziale regressione. Se vogliamo guarire stabilmente dobbiamo da un lato lasciare che il corpo segnali il suo disagio (pronti naturalmente a prevenire crisi acute), e dall’altro alleggerire il carico infiammatorio che sostiene quella risposta immunitaria esagerata.

Nel momento in cui somministriamo un farmaco soppressivo aggraviamo il problema impedendo al corpo di liberarsi delle tossine e dei rifiuti che stava cercando di eliminare. 

PIEDI

E che regolarmente si ripresenteranno su un livello più profondo con qualche settimana o mese di latenza, portando talvolta ad una pericolosa escalation di principi attivi e di dosaggi, senza alcun ascolto e rispetto di ciò che il corpo stava cercando di comunicarci.

È esperienza clinica comune, per quei medici dotati di spirito di osservazione, che l’aggravamento nel tempo di diverse patologie allergiche passi sempre, prima, da una manifestazione precedente più blanda: un precedente tentativo di pulizia che è stato soppresso con farmaci.

Il bambino con una dermatite (ricordiamoci che la pelle è uno degli organi emuntori più innocui) che “guarisce” assumendo delle creme al cortisone, sviluppa poi quasi sempre una rinite allergica (il muco è un’altra via di eliminazione delle stesse tossine o allergeni che il bambino cercava di eliminare attraverso la pelle) magari complicata da catarro e sinusiti (sempre muco).

L’assunzione di antistaminici e cortisonici per combattere la rinite ributta ulteriormente in profondità ciò che si stava cercando di eliminare, e questo comporterà magari nei mesi o anni successivi una possibile evoluzione asmatica o, ancora più all’interno, qualche possibile esito autoimmune (dalla polmonite eosinofila alla rettocolite ulcerosa).

Ogni volta che si manifesta una forma asmatica, ci si deve domandare quale sia la sua origine, e quali le cause che l’hanno favorita o provocata. Altro che “eziologia sconosciuta”. 

Talvolta la causa dell’asma è una reazione allergica (da pollini, da cibi, da farmaci) che sta avvenendo nell’organismo e che ha come bersaglio la muscolatura dei bronchioli polmonari; in quel caso si possono avere diverse reazioni che vanno dal lieve spasmo bronchiale, fino all’asma allergico grave con tutte le sue complicanze. 

Talvolta la causa è invece correlata ad un intenso impegno respiratorio:

capita che il primo attacco di asma arrivi magari dopo uno sforzo fisico (ad esempio una corsa per inseguire il tram), che ha aumentato il livello di surriscaldamento e infiammazione dell’organismo.

In quel caso non si è “allergici” all’esercizio fisico, ma si è semplicemente superato il livello di soglia.

In alcuni casi poi la reazione asmatica può dipendere dalla risposta difensiva dei bronchioli alle polveri sottili che arrivano ai polmoni senza essere filtrate e scatenano reazioni potenti di tipo infiammatorio. Per chi vive in luoghi inquinati questo può essere un grave problema.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Simona Mancini
Simona Mancini
Cattolica
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