Antistaminici e farmaci soppressivi

La signora istamina

A causa di una grave sottostima di questi fenomeni (che solo recentemente, grazie ad un manipolo di medici illuminati, stanno diventando più chiari e definiti).

Un gran numero di medici di base o ospedalieri (anche a causa delle distorsioni procurate dalla cosiddetta “medicina difensiva“) non pare disporre di altre soluzioni, per le patologie allergiche, diverse dall’uso di farmaci soppressivi.

I comuni rimedi per questo tipo di patologia, ove non si voglia seguire la via alimentare, sono gli antistaminici o i cortisonici, che hanno una discreta efficacia momentanea nello spegnimento dei sintomi. Purtroppo hanno entrambi forti controindicazioni.

Se infatti l’effetto di un antistaminico è, come dice il nome, volto a contrastare gli effetti dell’istamina (molecola messa in circolo dalla mastcellula quando entra in contatto con l’allergene incriminato.

Responsabile della maggior parte dei sintomi reattivi), contemporaneamente il farmaco “spegne” anche la nostra vitalità e reattività ordinarie, tanto da essere talvolta inconsciamente usato come ansiolitico.

I medici più attenti sanno bene, infatti, che se deprescrivono un antistaminico ad un paziente ansioso, devono preoccuparsi contestualmente di dargli una qualche “copertura” con altri principi attivi, magari naturali, se non vogliono rischiare possibili ricadute. 

In altre parole, per usare un termine a tutti chiaro, l’antistaminico ci “rincoglionisce” un po’: rallenta i nostri riflessi e la nostra reattività agli stimoli tanto da meritare la raccomandazione sul foglio illustrativo – che nessuno poi rispetta – di non guidare l’automobile sotto i suoi effetti.

A parte dunque il consiglio di guardare bene a destra e a sinistra quando attraversiamo la strada a primavera, possiamo facilmente immaginare cosa significhi svolgere i nostri compiti lavorativi quotidiani o giocare una partita da centravanti sotto antistaminico.

Si può star sicuri che se quel giorno faremo goal sarà solo su calcio di rigore. E se un difensore “dorme” proviamo a pensare a quali farmaci stia assumendo.

Il signor cortisone

Con i cortisonici non va molto meglio: si tratta di farmaci potenti, dal forte effetto antidolorifico, e quindi sanzionati come doping, ove rilevati. Tuttavia una dichiarazione medica di necessità del farmaco ne consentirebbe l’uso. Perché dunque evitarli?

Il motivo sta negli effetti collaterali: il cortisone abbassa l’attività del sistema immunitario (e questo è il mezzo con cui abbatte i sintomi allergici) ma contemporaneamente genera riduzione della massa muscolare, ritenzione idrica, deposito addominale di grasso, ipertensione, diabete. Un insieme di buoni motivi, insomma, per limitarne l’assunzione ai soli casi disperati.

Forse l’ingrassamento di fine carriera dei Ronaldo e dei Maradona deve qualcosa a questo farmaco, tanto prezioso in alcuni casi, quanto abusato in altri. 

Siamo dunque costretti a scegliere tra la padella dei fastidiosi sintomi allergici e la brace dei farmaci soppressivi?  Una corretta impostazione alimentare può ridurre o anche completamente cancellare i sintomi dell’allergia. Non sia mai.

Negli ultimi dieci anni la conoscenza delle interazioni tra allergie e infiammazione da cibo ha fatto passi da gigante, documentando come uno stato infiammatorio cronico (sostenuto da un’alimentazione scorretta, ma anche da altri fattori come l’insonnia, l’assunzione di sostanze dannose, il fumo, alcuni farmaci ecc.) possa peggiorare gravemente i sintomi di un’ipersensibilità di origine allergica.

Perché l’allergia, immediata o ritardata che sia, in fondo altro non è che un tentativo estremo di pulizia verso degli allergeni che ci danno fastidio e che il corpo vede come un pericolo.

Bibliografia: Medicina di Segnale

Marina Camilla
Marina Camilla
Estetists
Meraviglioso viaggio dentro se stessi ove il capitano vi farà scoprire luoghi inesplorati ... 💞🌈🙏❤️

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