Alimentazione disbiosi intestinale e parassitosi

La prima barriera è quella intestinale, ovvero quel sistema di filtraggio che, in condizioni ottimali, fa passare il nutrimento dall’intestino nel sangue, evitando che passino al contempo anche tossine o molecole mal digerite.

A questo punto occorre precisare che sono nel corpo umano tre cosiddette “barriere” (denominate con termine tecnico “barriere tissutali”) il cui funzionamento è critico ai fini della corretto svolgimento di alcune delle più importanti funzioni vitali.

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In realtà al posto di “barriera” forse dovremmo utilizzare la parola “filtro”, o ancor meglio la locuzione “filtro intelligente”, dal momento che si tratta di superfici di separazione altamente sofisticate (che consistono di cellule specializzate) e che servono soprattutto a far passare le sostanze nutritive ed a lasciar fuori le tossine.

La prima barriera è quella intestinale, ovvero quel sistema di filtraggio che, in condizioni ottimali, fa passare il nutrimento dall’intestino nel sangue, evitando che passino al contempo anche tossine o molecole mal digerite.

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La seconda è la barriera emato-encefalica, un sistema di filtraggio che, in condizioni ottimali, fa passare le sostanze nutritive dal sangue al cervello inibendo il però il passaggio ad eventuali tossine o altre molecole che potrebbero danneggiare la funzionalità cerebrale. La terza è la barriera emato-liquorale (che si trova tra il liquido cerebro-spianale ed il sangue).

La cosa notevole (e per certi versi disturbante, sia per il paziente che per molti medici che ancora non si sono abituati all’idea) è che l’eccessiva porosità intestinale non è necessariamente connessa a dei sintomi di malessere gastrointestinale ; tali sintomi potrebbero non esserci o essere poco evidenti, quanto meno rispetto ai problemi che si manifestano invece alla pelle, al cuore, alla tiroide, alle articolazioni (per non parlare di depressione, disturbi mentali ed autismo).

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Da tempo sono note possibili cause e meccanismi che portano all’alterazione del funzionamento di tali barriere, con tutti i danni che ne possono conseguire. L’eccessiva porosità della barriera intestinale porta nel sangue elementi estranei, con conseguente iper-reazione del sistema immunitario che finisce per aggredire persino molecole del proprio corpo scatenando reazioni allergiche e autoimmuni.

L’eccessiva porosità delle altre due può portare varie tossine a contaminare alcuni degli apparati più importanti per la regolazione ed il controllo dei movimenti e del pensiero (tossine generate all’interno del corpo umano da funghi, lieviti, batteri patogeni, parassiti, per non parlare del cibo di scarsa qualità, dei pesticidi, degli additivi alimentari, e delle sostanze inquinanti che assumiamo attraverso l’aria, l’acqua e il cibo inquinato).

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Di recente sono stati eseguiti degli studi sugli effetti delle citochine, molecole proteiche che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dei processi infiammatori, il cui eccesso è legato ad una disfunzione delle tre barriere citate.

Di tali citochine pro-infiammatorie si è visto che sono coinvolte nella genesi di alcune malattie croniche e autoimmuni, che vengono prodotte dall’osso infetto e infiammato delle cavitazioni (e quindi possibilmente anche in corrispondenza di denti devitalizzati ).

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Gli studi in questo campo sono ad uno stadio abbastanza iniziale, ma già si prospetta finalmente una spiegazione comprensibile del fatto che problemi essenzialmente gastrointestinali da una parte e focus dentali dall’altra, possano portare a sintomi molto simili.

Se assumiamo che la disbiosi, ed in particolare la carenza di bifidobatteri è una delle cause dell’infiammazione, e che porta alla produzione di citochine pro-infiammatorie, e che i focus dentali sono un’altra causa di infiammazione e produzione di citochine pro-infiammatorie, il cerchio si chiude.

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Per giustificare quanto appena detto cito l’abstract dell’articolo Intestinal Epithelial Barrier Dysfunction in Disease and Possible Therapeutical Interventions (“La disfunzione della barriera epiteliale intestinale nella malattia e possibili interventi terapeutici”) che afferma il legame tra la permeabilità intestinale e diverse patologie intestinali (celiachia, morbo di Crohn colite ulcerosa) e non intestinali. In particolare in esso leggiamo che:

Essa regola l’assorbimento dei nutrienti, il flusso di acqua e dioni, e rappresenta la prima barriera difensiva contro le tossine ed i patogeni enterici. (…)

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In vitro leggeri irritanti, citochine proinfiammatorie, tossine e patogeni, e condizioni ambientali avverse aprono le giunzioni occludenti ed aumentano la permeabilità paracellulare, un effetto spesso accompagnato dall’attivazione degli enterociti del sistema immunitario.

Al contrario, l’inibizione del citochine pro-infiammatorie, l’esposizione a fattori di crescita e probiotici, tra le altre cose, esercitano un effetto protettivo. La disfunzione della barriera è conseguenza dall’attivazione di percorsi di segnalazione che portano all’alterazione dell’espressione delle proteine delle giunzioni e/o della loro distribuzione.

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Di recente si è scoperto che anche la vitamina D è importante per il mantenimento dell’integrità delle barriere corporee, la qual cosa aiuta a comprendere l’enorme importanza di vitamina D per il nostro corpo.

Un articolo del 2013, Vitamin D, vitamin D receptor and tissue barriers , fa il punto della situazione e ci informa che le barriere tissutali sono critiche nella patogenesi delle malattie umane, quali le dermatiti atopiche, i disturbi infiammatori dell’intestinoe varie forme di cancro. (…).

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Una crescente messe di prove indica che la vitamina D ed i recettori della vitamina D giocano un ruolo chiave nella patogenesi delle malattie umane. In particulare, notiamo un legame interessante tra le segnalazioni che intercorrono tra vitamina D ed i suoi recettori da una parte e le barriere tissutali dall’altra. (…).

Discutiamo inoltre le potenziali funzioni terapeutiche della vitamina D nella cura delle barriere tissutali mal funzionanti che coinvolgono la pelle, l’intestino, i polmoni, il fegato, i reni ed altri organi.

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Anche l’inquinamento ambientale può concorrere alla disfunzione delle barriere tissutali, come mostra l’articolo Disruption of the mucus barrier by topically applied exogenous particles (“Danneggiamento della barriera mucosa a causa dell’applicazione di particelle esogene”) , al cui interno leggiamo che:

inquinanti assunti respirando, aereosol ambientali, e sistemi di rilascio dei farmaci possono compromettere la barrier mucosa per mezzo della forte associazione dei biopolimeri con la superficie delle particelle che porta all’apertura di nuovi canali di diffusione attraverso la barriera.

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Tenendo presente questo, I potenziali effetti della barrier compromessa possono essere importanti nelle malattie infettive, nella nano tossicologia e nel rilascio di farmaci.

Bibliografia e Testo Completo http://scienzamarcia.altervista.org/pilastri.doc

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