La salute è conoscenza di Sé
Il micobatterio da paratubercolosi, della specie Mycobacterium avium paratuberculosis (MAP), è stato descritto per la prima volta nel 1895 da Johne e Frothingham e in origine è stato denominato bacillo di Johne.
È l’agente causale della malattia di Johne dei ruminanti, ma può colpire anche gli uccelli, le volpi, i cani e l’uomo. Provoca un’infezione intestinale che si traduce in un lento e progressivo deperimento, fino alla morte.
Negli animali, l’infezione di solito avviene alcuni anni prima che si manifestino i sintomi della malattia, mentre nel frattempo si diffonde il contagio, contaminando persino i prodotti finali.
I batteri MAP si possono quindi ritrovare nel latte e nei formaggi. In passato si pensava che i micobatteri da paratubercolosi fossero innocui.
Mentre invece si è scoperto che possono causare malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla [1044], le tiroiditi, la sindrome del colon irritabile, il diabete tipo 1 e il morbo di Crohn [1045], in special modo in quei soggetti con difese immunitarie basse e geneticamente predisposti [1046].
Sembra che questo tipo di micobatteri siano indistruttibili: né la vaccinazione del bestiame né la pastorizzazione li distrugge [1047]. Uno studio del 2019, condotto in Toscana, ha scoperto che oltre la metà dei formaggi in commercio sono risultati contaminati [1048].
Il Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis (MAP) si può sviluppare attraverso la contaminazione degli insilati e dei mangimi e il contatto del latte con le feci degli animali.
Uno studio condotto in Sardegna ha rilevato che i micobatteri, presenti nel latte di pecora e nel bestiame in generale, potrebbero essere responsabili di oltre la metà dei casi di diabete tipo 1[1049].
I micobatteri sono un problema di salute pubblica che non è ancora stato regolato in maniera adeguata. La loro presenza è stata ampiamente rilevata nell’acqua, nel suolo, nelle piante, nel cibo e nell’aria e possono causare non solo tubercolosi, ma anche micobatteri della pelle, dei tessuti molli e dei polmoni.
La capacità immunomodulatoria dei micobatteri è riconosciuta da più di 50 anni e centinaia di articoli scientifici hanno dimostrato che i derivati delle cellule micobatteri che partecipano all’infiammazione coinvolta nella patogenesi delle malattie autoimmuni.
Il lapacho favorisce le naturali difese dell’organismo, promuove la funzionalità delle prime vie respiratorie, coadiuva le funzioni depurative dell’organismo, aiuta a mantenere la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare e la normale pressione arteriosa e contribuisce a regolare il processo di sudorazione.
foruncoli, clorosi, colite, diarrea, dissenteria, enuresi, febbre, faringite, sifilide, ferite, ulcere, problemi respiratori, artrosi, cistite, stipsi, prostatite, cattiva circolazione, morso di serpente, cancro dell’esofago, della testa, dell’intestino, dei polmoni, della prostata e della lingua.
È noto come antidoto, antiveleno, analgesico, anodino, antimicrobico, diuretico e fungicida (Candida albicans).
Bibliografia: Stress, Alimentazione, Infiammazioni nascoste
Modificato by Francesco Ciani

