Supplementi di calcio e vitamina D

“Ma come signora, non prende il calcio? Ma lo sa che rischia di andare incontro a fratture da osteoporosi?”.

Supplementazione di calcio e vitamina D

Le tante pazienti in menopausa che arrivano alla nostra osservazione nella stragrande maggioranza dei casi hanno avuto con il proprio medico, con il ginecologo o con qualsiasi altro specialista incontrato un dialogo simile a questo: “Ma come signora, non prende il calcio? Ma lo sa che rischia di andare incontro a fratture da osteoporosi?”.

Così molte donne, spaventate, si ritrovano ad assumere calcio (9) in eccesso, con maggior rischio di coliche renali. Ma c’è di più: il calcio crea danni da accumulo e da eccito tossicità e in tal modo contrasta l’azione fondamentale di rame e zinco (antiallergici, antinfiammatori e antitumorali) e apre la strada a una serie di malattie anche croniche (10)

9 Das UN. Is obesity an inflammatory condition? Cit. 10 Jackson RD, LaCroix AZ, Gass M, Wallace RB, Robbins J, Lewis CE, et al; Women’s Health Initiative Investigators. Calcium plus vitamin D supplementation and the risk of fractures. N Engl J Med. 2006;354(7):669-83; Bolland MJ, Barber PA, Doughty RN, Mason B, Horne A, Ames R, et. al. Vascular events in healthy older women receiving calcium supplementation: Randomised controlled trial. BMJ. 2008;336(7638):262-6.

coppia

Se è l’ipotalamo a governare tiroide, surrene, ovaie e testicoli, che senso può avere, di fronte per esempio a un’osteoporosi, trattarla con un bifosfonato? È molto più ragionevole intervenire a livello ipotalamico con modifiche nello stile di vita in grado di stimolare una risposta di segnale “dall’interno”. Così facendo avremo riequilibrato la capacità dell’organismo di rispondere correttamente agli stimoli, innescando un processo di guarigione anziché di dipendenza farmacologica (11).

Se l’osso diventa friabile, non succede certamente perché manca il calcio. L’osso non è un oggetto passivo. Le ossa sono vive! Gli osteoblasti lo strutturano, lo modificano e gli osteoclasti lo decompongono a loro volta. Questo a seconda del tipo di carico e della situazione metabolica. Osteoblasti e osteoclasti non vivono isolati in modo asociale, ma condividono con le altre cellule dell’organismo i segnali generali che l’organismo stesso produce, costituendo con esse un tutt’uno. 11 Speciani L. Guida pratica alla DietaGIFT e all’alimentazione di segnale (non esistono scoiattoli obesi). Milano: Tecniche Nuove, 2016.

Gli osteociti sono parte del sistema di regolazione di base secondo Pischinger e dipendono, di conseguenza, dal normale funzionamento della matrice extracellulare. Lo stress psichico permanente ha un effetto svantaggioso sull’osteoporosi allo stesso modo di un’assunzione eccessiva di carboidrati o della somministrazione di minerali a effetto catabolico come il calcio stesso 12. Inoltre un organismo denutrito (per una dieta ipocalorica o per un malassorbimento 13), infiammato e sedentario non può costruire osso, neppure se lo imbottiamo di calcio. Ma perché l’infiammazione dovrebbe produrre danno ai tessuti ossei?

12 Wippert PM, Rector M, Kuhn G, Wuertz-Kozak K. Stress and alterations in bones: An interdisciplinary perspective. Front Endocrinol (Lausanne). 2017;8:96. 13 Peters SL, Biesiekierski JR, Yelland GW, Muir JG, Gibson PR. Randomised clinical trial: Gluten may cause depression in subjects with non-coeliac gluten sensitivity. An exploratory clinical study. Aliment Pharmacol Ther. 2014;39(10):1104-12.

Tutti coloro che si trovano nella condizione di vedersi diagnosticata una scarsa densità ossea (vera o presunta che sia) ricevono – con rarissime eccezioni – l’indicazione generalizzata di consumare tanto latte e latticini. Ma attenzione, se siamo intolleranti al lattosio o abbiamo una milk sensitivity legata alla caseina, il consumo di latte può ulteriormente creare infiammazione e per tutto quanto sopra descritto può provocare un ulteriore impoverimento del tessuto osseo.

Ricordiamo che il latte è stato introdotto nell’alimentazione umana solo 5000 anni fa circa e che un’ampia quota della popolazione (concentrata specialmente in Asia e Africa) non è in grado di assumere latte e latticini per carenza dell’enzima lattasi (quello che scinde il lattosio, lo zucchero del latte, nei suoi due componenti digeribili, glucosio e galattosio).

Bibliografia: Medicina di Segnale

Silvia Cesali
Silvia Cesali
San Costanzo
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Silvia Cesali Con la semplicità di un essere straordinario e la professionalità di un uomo hai la capacità di far sentire le persone capaci e oggi non è cosa semplice posso solo ringraziarti.

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