La guarigione è comprensione di Sè
Le Gambe – Come stiamo e come andiamo nella vita
1. L’unità funzionale del nostro avanzare
Le nostre gambe insieme ai piedi, alle ginocchia e alle articolazioni tibio-dorsali costituiscono quell’unità funzionale che risponde alle domande: come si sta? Come va?
Anche quando non prestiamo a questo dato di fatto molta attenzione, tutta la nostra vita continua a reggersi sulle gambe. Responsabili del movimento nello spazio, mostrano in che misura siamo in grado di procedere sulla strada della nostra vita.
Il rapporto tra le estremità inferiori e la realtà concreta è simboleggiato dal contatto con la terra. Mentre le braccia si muovono nell’aria, le gambe attraverso i due piedi sono in contatto col suolo. Rivelano come ci muoviamo nella vita e quale posizione assumiamo in essa, indicano il modo in cui prendiamo posto e come ci comportiamo, se ci spostiamo e cosa rappresentiamo, dove sfiguriamo e cosa portiamo.
2. La posizione che assumiamo
La posizione che assumiamo è essenziale e il modo in cui ci poniamo di fronte alla vita è decisivo per capire come ci sentiamo in essa.
Come le braccia, anche le gambe tendono a conservare l’energia del movimento non utilizzata: il desiderio di fuga bloccato si trasforma in tensioni; gli impulsi di guerra repressi in irrigidimenti; un atteggiamento molle in muscolatura corrispondente.
Ci sono tanti tipi di gambe quante sono le persone e i punti di vista. È possibile tuttavia individuare certi modelli ricorrenti. Non a caso noi parliamo di estremità: sono proprio le gambe infatti a metterci in contatto con ciò che è molto vicino e con ciò che è molto lontano. Il loro compito è quello di sondare gli estremi.
3. Le gambe massicce – L’elefante nel negozio di porcellana
Le gambe massicce, con grandi muscoli, che a causa delle loro possenti masse muscolari tendono a un’andatura e a un atteggiamento arroganti, indicano un’analoga personalità. Pur essendo forti, mancano di mobilità spontanea e di capacità di cambiamento improvviso.
L’andatura rigida, simile a quella di un robot, sembra impacciata. La mobilità agile e scorrevole viene sostituita da un’energia vigorosa. Se a ciò si aggiungono piedi massicci, ecco che ci troviamo di fronte al tipico elefante nel negozio di porcellana.
4. Le gambe debolucce – Il bisogno di sostegno
Le gambe debolucce con una muscolatura poco sviluppata, costituiscono il polo opposto: è per loro problematico mantenere il soggetto in posizione eretta e minacciano continuamente di cedere. Con questa difficoltà a reggersi sulle proprie gambe e la mancanza di stabilità, i soggetti risultano bisognosi di sostegno.
Devono camminare con gambe che necessitano di sostegno e a buon diritto hanno paura di avanzare e di mantenere la propria posizione. Cercano allora negli altri quel sostegno e quella fiducia che nella loro vita sono così poco sviluppati. Per compensare tale carenza, tentano di rafforzare la parte superiore del corpo.
5. Le gambe forti e slanciate – L’instabilità elegante
Le gambe forti e slanciate sono anch’esse sottili, ma non sono affatto deboli. Sono caratterizzate da una mobilità intensa e spontanea che può arrivare all’agitazione nervosa. Sempre in attività, hanno problemi ad arrivare e a restare.
Queste gambe sono considerate attraenti, perché sono tese e slanciate, e quindi mobili e nervose. Ma dietro all’eleganza rapida e mobile, si nasconde una certa instabilità.
6. Le gambe che si trascinano – La zavorra
A questo tipo di gamba si contrappongono le gambe massicce ma poco sviluppate, con cui i soggetti si trascinano nella vita. È probabile che queste persone fin dall’infanzia si siano sentite dire: «Alza le gambe!», «Inciampi continuamente nei tuoi piedi!».
Spesso prestano ascolto a queste profezie e diventano di ostacolo a loro stessi: si reggono con difficoltà sui piedi e procedono con altrettanta difficoltà. La debolezza della loro posizione e del loro atteggiamento li abbatte, come la zavorra che si tirano dietro. La loro andatura strascicata, che li fa sembrare addormentati, è inadatta per affrontare la vita.
(Dott. Rüdiger Dahlke)
Nota Legale
I contenuti di questa rubrica sono rielaborati in forma divulgativa e interpretativa a scopo di consapevolezza e ricerca interiore, ispirati al pensiero di Rüdiger Dahlke e Thorwald Dethlefsen. Non costituiscono diagnosi, non sostituiscono parere medico e non intendono sostituire le opere originali. Tutti i diritti dei testi originali restano ai rispettivi autori ed editori.
Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching
Professionalità, competenza e profonda attenzione alla persona: questi i requisiti che fanno di Francesco Ciani un insostituibile punto di riferimento nel percorso di comprensione, risveglio consapevole e guarigione naturale. È il mio naturopata da anni, consigliatissimo! 🌟🎯🙏

