Il principio dell’unità

Renditi conto che viaggio e meta sono la stessa cosa. Non sarai mai definitivamente formato. Non raggiungerai mai una meta ultima. La vita è transizione e crescita

Oggi, per un'ora, sospendi i pensieri di separatezza

Durante questo lasso di tempo considera chiunque incontri collegato a te in modo invisibile. Vedrai che una volta che comincerai a pensare in termini di unità ti sarà molto più difficile arrabbiarti o essere sprezzante nei confronti degli altri, perché sarebbe come farlo con te stesso. Vediti collegato, con qualcosa in comune, con chiunque incontri o persino con le persone che senti solo nominare. Quel che hai in comune con ogni altro individuo è appunto l’umanità; meno tendi a sentirti separato dagli altri, meno sarai portato a vivere il disagio che deriva da quella separatezza.

Esamina le etichette che applichi a te stesso. Ognuna è un confine, un limite. Se sei di origine inglese o africana e applichi a te stesso questa etichetta, poni tu stesso un limite che ti impedirà di sperimentare cose non inglesi o non africane.

Considerati solo umano, non c’è bisogno di altre definizioni. I pensieri non possono essere compartimentati in tante piccole categorie. Nel pensiero non sei vecchio o giovane, queste etichette sono solo definizioni che si applicano alla forma. Lo stesso vale per le ideologie politiche e gli attributi fisici.

Nel pensiero puoi essere tutto e qualsiasi cosa. Continua a ricordare a te stesso che solo una parte minima di te è forma, che la forma è soltanto il contenitore in cui si trova il vero te stesso. Tenta di pensare globalmente e agire localmente. Considerati una cellula tra miliardi di altre in quell’enorme cellula che è l’umanità. Quando ti vedi collegato e non separato, cominci automaticamente a collaborare con gli altri. Il processo di guarigione consiste proprio in questo.

Quando ero adolescente e una ragazza mi disse che mi amava le chiesi che cosa intendesse veramente. Le dissi: «Supponiamo che improvvisamente diventassi un novantanovenne tremolante e tutto pieno di rughe, continueresti ad amarmi?» Rimase perplessa e rispose:

«No, perché non saresti più tu». Mi ricordo di averle detto allora: «Non sono questo corpo, e se è questo che ami, allora non mi ami veramente. Sono anche quel novantanovenne». Di solito quando amiamo qualcosa o qualcuno ci riferiamo solo alla forma, ignorando quello che vi è dentro. Riconosci le etichette parte della vita esteriore della forma. Decidi di perseguire anche una vita interiore.

Renditi conto che viaggio e meta sono la stessa cosa. Non sarai mai definitivamente formato. Non raggiungerai mai una meta ultima. La vita è transizione e crescita. Paradossalmente in questa prospettiva di unità puoi realizzare tutti i tuoi obiettivi. Ogni passo sulla strada, ogni giorno in cui sei vivo, è un’esperienza unica e insieme una parte della totalità chiamata vita. Non ci sono momenti ordinari.

Questo preciso momento in cui sei vivo è una totalità, non qualcosa di separato dal resto della tua vita. Tieni a mente il detto: «La vita ti succede mentre stai facendo degli altri piani»: ti aiuterà a riconoscere l’unità del tutto e a esserne sempre consapevole, invece di rimanere prigioniero delle categorie artificiali con cui abbiamo sezionato l’esperienza.

I membri della tua famiglia sono un’occasione quotidiana per ricordarti dell’umanità che ci accomuna tutti. Siete parte del grande corpo che chiamiamo umanità. Quando ti sorprendi ad attaccare verbalmente le persone che ami, usa quel momento per visualizzarle come partecipi della stessa energia vitale che ti muove.

La rabbia verso gli altri è alimentata da rimozione o dalla paura di avere anche noi gli stessi tratti che vediamo gli altri. Possiamo dare solo quello che abbiamo dentro. Se hai rispetto per te stesso, sarà questo che darai a chi ami. Se ti disprezzi, questo tuo sentire si rifletterà nel modo in cui tratti le persone che ti sono vicine.

Quando mi sento messo a dura prova da qualcosa che i miei bambini fanno o dicono, cerco di immaginare la forza invisibile che mi collega a loro all’interno dell’umanità. Vedo che il loro comportamento è il mio e viceversa, e posso essere più comprensivo e amorevole nei loro confronti.

Considera le persone che giudichi tue nemiche: la stessa logica e lo stesso ragionamento si applica anche a loro. E questa la lezione della spiritualità. Il fatto che degli esseri umani abbiano un aspetto differente o vivano in un’altra parte del mondo o pensino in modo diverso non vuole dire che non siano parte dell’unità, dell’umanità, al pari di te.

Non lasciare che alcun’altra persona, o il fattore insignificante della collocazione geografica, decida al tuo posto che hai dei nemici. Non farti convincere da ragionamenti che ti impongono di pensare in termini di amico/nemico. Ciò non ti rende antipatriottico. Puoi amare il tuo paese abbastanza da volere che sopravviva in modo che la generazione dei tuoi figli vi possa vivere in pace.

Questo significa fare qualsiasi cosa in tuo potere perché tutti possano rendersi conto dell’unità dell’umanità. Sappi che in un pianeta rotondo non si possono scegliere lati sui quali schierarsi. E una questione di prospettiva e tu disponi degli strumenti per afferrare quel panorama infinito, la visione dell’unità del tutto.

Se sei in una posizione di autorità all’interno di un’organizzazione, crea la possibilità per chi lavora con te di provare un senso di appartenenza a una totalità. Apprezza il contributo e la partecipazione di ciascun individuo alla vita dell’organizzazione, con incentivi come la partecipazione ai profitti, il riconoscimento delle capacità di direzione e altre remunerazioni economiche.

Non compartimentare e specializzare così tanto le attività da impedire ai singoli individui di vedere e contribuire all’insieme. Sii attento al modo in cui ogni persona può contribuire all’organizzazione nel suo complesso, e imposta i programmi di formazione sulla comprensione dell’impatto generale dei comportamenti individuali.

Allo stesso tempo, appoggia l’individualismo e la capacità di assumere responsabilità e operare scelte. Una cellula malata contribuisce alla rovina di un’altra; una cellula che gode di armonia al proprio interno contribuisce alla salute dell’intera unità. Individualismo e senso di comunità sono solo in apparenza tratti contradditori. Convivere con questo paradosso e comprendere che all’interno di un tutto armonioso sono sempre presenti due apparenti opposti è necessario all’illuminazione.

Fai ogni sforzo per rispondere con l’amore all’odio. Questo era il messaggio di Cristo. Se dentro di te c’è amore, lo darai agli altri. Ogni manifestazione di odio, persino quello apparentemente giustificato in reazione a un’aggressione, è parte del cancro che distrugge l’umanità. Più diamo agli altri armonia e amore, indipendentemente da come si comportano, più viviamo in unità. Certamente, le prigioni e gli altri mezzi per proteggerci da chi trasgredisce e fa del male ai suoi simili, sono necessari. Ciò di cui però non abbiamo bisogno è l’odio in risposta ai comportamenti antisociali.

Cerca di vedere in ogni persona che entra nella tua vita un maestro. Vedi in ognuno la parte di te che è pronta a crescere. Non è casuale che i rapporti di coppia durevoli siano generalmente una combinazione di opposti. Spesso amiamo chi rappresenta un aspetto non sviluppato di noi stessi. Invece di giudicare gli altri, pensando che dovrebbero o non dovrebbero comportarsi in un certo modo, vedi in loro il riflesso di una parte di te e chiediti che cosa sei pronto a imparare.

Nel tuo mondo ama le persone che sono apparentemente l’opposto di te, apprezza il loro modo di essere come un dono. E tieni presente che, chi ti provoca più sofferenza è chi ti ricorda ciò che ti manca o che vorresti in te. Se non avessi alcuna reazione, significherebbe che sei totalmente indifferente. Il fatto che reagisca, pur preferendo rimanere indifferente, indica che qualcosa dentro di te viene toccato quando incontri quel comportamento provocatorio.

È un’opportunità di apprendimento per te, per conoscere te stesso, non è la colpa o il problema della persona che scatena la tua reazione. L’intero pianeta è un repertorio di differenze; tu sei un’unità costituita da differenze, che vive contemporaneamente nella forma e al di fuori di essa. Cessa di desiderare che gli altri siano come te e comincia ad apprezzare la loro unicità, che contribuisce alla varietà di questa splendida canzone.

Nessuno può dirti «come» collegarti meglio agli altri e distaccarti di più dalle dipendenze. Sei tu a controllare i tuoi pensieri. lo posso solo aiutarti, presentandoti la possibilità di pensare in termini di unità. Forse posso aiutarti ad aprire alcune porte che sono state chiuse da condizionamenti subiti in passato, ma soltanto tu puoi prendere la decisione.

Una volta che avrai preso in mano tu stesso il tuo ruolo in questa canzone, nessuno potrà fermarti. Prenderai la tua strada, e potrai tracciarne tu stesso il percorso, come preferirai.

Ciò che puoi aspettarti dall’adozione del principio dell’unità è un nuovo senso di armonia interiore che eliminerà dalla tua vita la maggior parte dei conflitti.

Ciò che puoi aspettarti dall’adozione del principio dell’unità è un nuovo senso di armonia interiore che eliminerà dalla tua vita la maggior parte dei conflitti. Un premio davvero splendido! Puoi cessare di mettere in discussione il tuo ruolo in ogni circostanza e invece irradiare luce all’esterno, verso l’unità di ogni forma di vita.

Diventerai parte dell’energia dell’amore, dapprima nella tua vita interiore, poi in quella esteriore, della famiglia e dei rapporti interpersonali, e via via, nel lavoro, nella comunità in cui vivi, e infine nell’umanità tutta. Svilupperai un senso di apprezzamento per ogni cosa che vive. Non ti identificherai più con le differenze, consapevole che esistono solo nella forma.

Tre parole inglesi possono diventare il simbolo dell’invisibile legame che ci lega gli uni agli altri. Le parole sono «alone», che significa «solo» e «all one », cioè «tutti uniti». L’unica cosa che le differenzia è una lettera in più, una « l », che penso stia per «love», cioè «amore».

«Tutti uniti» e «solo» sono concetti identici. All’interno di ogni cellula nell’universo coesistono un senso di solitudine e un senso di unità con tutti gli altri. Quando Paramahansa Yogananda studiava la via degli maestri spirituali gli fu detto:

È lo Spirito di Dio che sostiene attivamente ogni forma e forza nell’universo; e tuttavia è trascendente e lontano nel vuoto increato pieno di beatitudine al di là dei mondi dei fenomeni vibratori…

Chi raggiunge l’Autorealizzazione sulla terra vive una simile duplice esistenza. Esegue coscienziosamente il proprio compito nel mondo, e tuttavia vive immerso in una beatitudine tutta interiore.

Ti auguro di provare questa duplice esperienza, scoprendo il tuo legame e la tua partecipazione al tutto: azione nella forma e insieme grazia interiore. Sei nel contempo solo e unito a tutti.

(Dott. Wayne W.)

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