Endometriosi

L’endometriosi (da endo = dentro e metra = utero) è un disordine estrogenodipendente

Definito come la presenza fuori della cavità uterina di tessuto istologicamente simile all’endometrio

È costituito da ghiandole più stroma.

La localizzazione ectopica induce  un’infiammazione cronica reattiva e questo aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione eziopatogenetica del quadro clinico, poiché sottolinea il coesistente coinvolgimento immunologico – infiammatorio.

Infatti il tessuto ectopico, ossia “fuori posto”, risponde agli ormoni sessuali come l’endometrio ma, a differenza di quanto accade nell’utero, le cellule e il sangue di questo tessuto non hanno la possibilità di essere eliminati e ciò può generare infiammazioni e produrre cisti, cicatrici e aderenze.

Epidemiologia: l’endometriosi ha una prevalenza del 10% della popolazione generale. È la seconda causa di infertilità dopo la sindrome dell’ovaio policistico (24-40% delle donne infertili). La diagnosi viene posta prima del menarca e fino alla menopausa (range di rilevazione da 12 a 80 anni d’età) ma mediamente a 28 anni.

Fattori di rischio per l’endometriosi sono menarca precoce, polimenorrea, menorragie, bassa parità137. Con le gravidanze tardive aumenta il rischio di endometriosi, cioè esiste una relazione inversa fra endometriosi e storia ostetrica.

Oggi si fanno figli a 31 anni, ovvero quasi 16 anni dopo rispetto a quanto avveniva cent’anni fa. L’Italia, insieme all’Irlanda, è il Paese europeo con le nascite più tardive e quello con la più alta percentuale di ultraquarantenni al primo figlio.

L’endometriosi si distingue in:

  • endometriosi interna (detta anche adenomiosi) quando rimane confinata all’interno dell’utero, cioè nello spessore del miometrio o sottosierosa;
  • endometriosi esterna in cui le isole di tessuto endometriale possono ritrovarsi in varie sedi, in cavità addominale o nella parete di altri organi.

Se l’endometrio ectopico si trova sul peritoneo pelvico o negli altri organi pelvici (ovaie, legamenti uterini, setto retto-vaginale, tube, vescica ecc.) si parla di endometriosi esterna pelvica. Le più infrequenti localizzazioni extrapelviche sono intestino e suoi legamenti, omento e peritoneo; sono state addirittura descritte localizzazioni extraddominali (arti, pleure, cicatrici chirurgiche e pericardio).

I fattori genetici sembrano legati a una fragilità del sistema immunitario, che non funzionerebbe in modo adeguato. Donne con familiari di primo grado (madre e/o sorelle) affette da endometriosi avrebbero più probabilità di contrarre la malattia; lo stesso vale per le gemelle omozigoti.

In molte pazienti è rilevabile un processo infiammatorio cronico locale accompagnato dalla presenza di  autoanticorpi circolanti e di immunocomplessinelle ghiandole endometriali, Inoltre l’endometriosi condivide somiglianze con diverse malattie autoimmuni, che includono: elevati livelli di citochine, diminuzione dell’apoptosi cellulare, anomalie dell’immunità cellulomediata.

Sicuramente è rilevante che si associ frequentemente ad altre patologie autoimmuni fra cui l’artrite reumatoide e psoriasica, il lupus eritematoso, la sclerosi multipla, la celiachia, la tiroidite di Hashimoto, ma anche le allergie. Ciò spiegherebbe altresì l’aumentata coincidenza di fibromialgia e sindrome da stanchezza cronica, in cui la causa è ancora sconosciuta ma infiammazione di basso grado e coinvolgimento del sistema immunitario sono stati più volte dimostrati.

Individuando nell’alterazione della flora intestinale la principale causa di anomalie immunologiche, oggi si ritiene che tutto ciò che può alterare il microbiota possa favorire anche l’insorgenza dell’endometriosi. Le più importanti cause di disbiosi sono: alimentazione, infezioni intestinali, stress, fumo, farmaci (antibiotici, inibitori di pompa protonica, antinfiammatori ecc.), abuso di alcol, sedentarietà ed esposizione ai contaminanti ambientali (pesticidi ecc.).

Una ricerca condotta da Farrell e Kelly ha evidenziato che ben 55 malattie sono causate dal glutine: tra queste figurano quasi tutte le malattie autoimmuni. 

Un lavoro pubblicato nell’ottobre 2013 ha evidenziato omologie dell’ 83% tra i mannati del lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) e i più comuni autoantigeni. Tuttavia, oltre alle diete innaturali, al glutine, ai lieviti, alle allergie alimentari e alle food sensitivities altri fattori alimentari sono chiamati in causa nella genesi delle patologie autoimmuni.

Un’iperstimolazione insulinica, condizionata da un’alimentazione troppo ricca in zuccheri semplici e raffinanti, e aggravata dalla scarsità di proteine e fibre, stimolerebbe il tessuto adiposo a rilasciare segnali infiammatori con risvolti importanti per tutto l’organismo (infiammazione di basso grado)

Fattori

Tra i fattori ambientali indicati come possibili corresponsabili nel causare la patologia endometriosica vi sono gli inquinanti derivati dalle lavorazioni industriali e i derivati di erbicidi e pesticidi usati in agricoltura. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità oltre il 30% delle malattie a livello mondiale è dovuto a fattori ambientali.

Inoltre si va affermando la teoria dei possibili effetti estrogenici di contaminanti ambientali quali  policlorobifenili (PCB), diossina e insetticidi, che sta destando preoccupazione.

Il BPA è stato isolato nel fluido follicolare così come nel liquido amniotico, confermandone il passaggio attraverso la placenta. La diossina, così come i composti diossino-simili, svolgono un ruolo accertato nella progressione della malattia endometrio sica.

L’endometriosi è asintomatica, nel rimanente 75 – 80% si manifesta con qualcuno dei seguenti sintomi: dispareunia (64% dei casi), stipsi o dissenteria (spesso alternate), dolore ovarico intermestruale, dischezia, rettorragia o ematuria, infertilità (30-35% dei casi), affaticamento cronico, menorragia, metrorragia e dismenorrea.

Il sintomo principale e più caratteristico dell’endometriosi è il dolore addominale o pelvico, spesso associato al ciclo mestruale (dismenorrea) ma talora cronico; l’intensità del dolore non è in rapporto né con l’estensione né con le dimensioni delle lesioni né con la gravità della malattia.

Un altro sintomo abbastanza caratteristico è la dispareunia profonda (dolore nei rapporti sessuali), vale dire non orifiziale, che si riscontra nel 40% circa dei casi. Il dolore ai rapporti sessuali è presente soprattutto quando a una localizzazione pelvica si associa, come sovente accade, una retroversione uterina fissa da aderenze.

Le complicanze dell’endometriosi sono:

  • sterilità, gravidanze extrauterine;
  • tumori ovarici;
  • occlusione intestinale.

È stato dimostrato che il trattamento di soppressione ormonale nel postoperatorio o la terapia dietetica sono più efficaci rispetto alla combinazione chirurgia più placebo per ottenere sollievo dal dolore associato all’endometriosi in stadio III-IV e migliorare la qualità di vita delle pazienti.

Non è affatto provata, invece, l’efficacia preventiva dei contraccettivi orali nell’endometriosi.

A questo riguardo uno studio italiano ha dimostrato che la dieta rappresenta una vera e propria strategia per la gestione del dolore pelvico cronico. Oggi nuove prospettive terapeutiche vengono delineate dalle numerose ricerche che mettono in luce la coesistenza di disbiosi, alterata permeabilità intestinale e infiammazione di basso grado.

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