Il medico e ricercatore James Young scrisse nel suo articolo
An address on a new outlook on cancer: irritation and infection[1] (scritto nel 1924 e pubblicato all’inizio del 1925), un’acuta osservazione riguardo alla reale causa della tubercolosi, volendo mostrare che nel caso del cancro ci si trovasse nella medesima situazione.
Le sue parole, potrebbero in realtà applicarsi a molte altre malattie di cui si discute nel presente documento.
“Sessant’anni fa, era in linea con la conoscenza del tempo affermare che la specifica malattia della tubercolosi dei polmoni avesse una molteplicità di cause differenti. Si riteneva quindi che l’infiammazione dovuta a una bronchite, l’irritazione dovuta all’inalazione di frammenti di pietra da parte di uno scalpellino, etc. fossero ognuna una causa “diretta” della tubercolosi polmonare, e che ci fossero molte altre cause – per esempio l’eredità, l’ambiente malsano, etc.
[1] An address on a new outlook on cancer: irritation and infection. British Medical Journal 1925;(Jan 10); autore Young J; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2196506/.
Il tempo ha dimostrato che i molto differenti tipi di irritanti diretti e le altre cause indirette lavorano in una maniera comune – aumentando la suscettibilità cellulare e tissutale a un fattore comune, il bacillo della tubercolosi.
In molti altri casi la storia del progresso medico ha mostrato che, laddove differenti cause erano state proposte per la genesi di una malattia, esse si sono dimostrate nient’altro che fattori che precedono e predispongono al singolo agente comune”.
Tenendo presente quanto appena detto apparirà chiaro che infiammazione (dovuta a vari fattori), abuso di farmaci, disbiosi intestinale, intossicazione da mercurio e alluminio, esposizione a pesticidi etc., sono spesso fattori che precedono e predispongono a infezioni da parte di: Candida, Micobatteri, Micoplasmi, parassiti unicellulari, vermi parassiti.
È in questo contesto vanno inserite le seguenti informazioni
L’articolo Gut: An underestimated target organ for Aluminum[1] , dopo averci ricordato che l’alluminio al giorno d’oggi è presente nel cibo, nelle bevande, in alcuni farmaci e persino nella polvere dispersa nell’aria (airbone dust) e che i bambini sono particolarmente vuolnerabili alle sostanze tossiche degli adulti, passa a discutere dell’effetto deleterio dell’alluminio sull’intestino anche perchè il 38% dell’alluminio ingerito si accumula nella mucosa intestinale, influisce negativamente sulla permeabilità intestinale, sulla microflora e sulla funzione immunitaria dell’intestino.
Gli autori conlcudono che l’alluminio potrebbe essere un fattore di rischio ambientale per le patologie infiammatorie dell’intestino.
[1] Pubblicato su Morphologie. 2016 Jun;100(329):75-84, autori Vignal C, Desreumaux P, Body-Malapel M https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26970682.
Ma se ben conosciamo cosa sia la mucosa intestinale, quanto essa sia estesa (immaginate quanto sia lungo l’intestino) se sappiamo che alla mucosa intestinale è associato il GALT (tessuto linfoide associato all’intestino), se siamo coscienti di quanto la mucosa intestinale sia profondamente legata all’immunità e alla difesa dai patogeni, ci rendiamo conto quanto danno possa fare l’alluminio nei nostri corpi. Del resto possiamo chiarici le idee leggendo articoli come
Aluminum enhances inflammation and decreases mucosal healing in experimental colitis in mice (L’alluminio aumenta l’infiammazione e diminuisce la guarigione della mucosa nella colite sperimentale dei topi)[1], pubblicato su una rivista tutta dedicata all’immunologia delle mucose, e leggendo come l’alluminio lo si trovi nei macrofagi (cellule del sistema immunitario deputate a “mangiare”, ovvero a fagocitare e distruggere, i patogeni) presenti nelle placche di Peyer, una delle strutture del GALT[2].
[1] Pubblicato su Mucosal Immunology 2014 May;7(3):589-601, autori Pineton de Chambrun G, Body-Malapel M, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24129165 , https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3998638/.
[2] Exogenous pigment in Peyer’s patches Pubblicato su Human Pathology. 1987 Jan;18(1):50-4, autori Shepherd NA, Crocker PR, Smith AP, Levison DA; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3817799.
Stessa interpretazione forse potremmo dare dell’articolo Ulcerative colitis reactivation after mercury vapor inhalation (Riattivazione della colite ulcerosa dopo inalazione di vapori di mercurio)[1] sebbene ovviamente non si possa escludere una diretta azione infiammatoria, di agenti tossici come mercurio e alluminio sulle mucose dell’organismo.
D’altonde è noto che la disbiosi rende suscettibili alle infezioni e a quella della tubercolosi in particolare, come possiamo leggere su Alteration in the Gut Microbiota Provokes Susceptibility to Tuberculosis (Alterazione nel microbiota intestinale provaca suscettiblità alla tubercolosi)[2] e su Alteration of Gut Microbiota in Patients with Pulmonary Tuberculosis (Alterazione del microbiota intestinale in pazienti con la tubercolosi polmonare)[3] i cui autori affermano giustamente che ripristinare il corretto equilibrio della flora intestinale può essere benefico per la guarigione e per la prevenzione delle ricadute.
[1] Pubblicato su American Journal of Industrial Medicine 2006 Jun;49(6):499-502. Cummings CE, Rosenman KD; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16691608.
[2] Pubblicato su Frontiers in Immunology 2016; 7: 529, autori Khan N, Vidyarthi A, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5124573/.
[3] Pubblicato su Frontiers in Physiology. 2017; 8: 822, autori Mei Luo, Yong Liu, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5698276/.
Bibliografia: Medicina di Segnale

