Clostridi

I clostridi sono dei batteri anaerobi, che formano spore non appena le condizioni in cui vivono diventano avverse

L’autismo è concausato dalla disbiosi intestinale

I clostridi sono dei batteri anaerobi, che formano spore non appena le condizioni in cui vivono diventano avverse, e per questo da una parte sopravvivono alla pastorizzazione del latte, dall’altra anche se esistono farmaci specifici che li possono uccidere, le spore facilitano la reinfezione alla fine del trattamento.

In generale, se non si riequilibra la flora intestinale in modo che formi essa stessa una barriera contro i batteri patogeni, è difficile pensare ad una eradicazione definitiva o quanto meno a un loro confinamento.

Che i bambini autistici abbiano una microflora intestinale anomala viene dimostrato dallo studio Differences between the gut microflora of children with autistic spectrum disorders and that of healthy children (“Differenze tra la microflora intestinale dei bambini che soffrono di disturbi dello spettro autistico e quella dei bambini sani”)[1], nel quale si afferma che i bambini autistici tendono a soffrire di gravi disturbi intestinali, che la loro flora intestinale benefica è danneggiata e la flora patogena al contrario prolifera.

[1] Pubblicato su Journal of Medical Microbiology 2005 Oct;54(Pt 10):987-91 autori Parracho H M, Bingham M O, Gibson G R, McCartney A L; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16157555.

Lo stesso concetto viene espresso dallo studio Intestinal microflora of autistic children (“Microflora intestinale nei bambini autistici”)[1] nel quale si legge che il comportamento autistico si accompagna spesso a numerosi sintomi fastidiosi del sistema gastrointestinale, come dolore addominale, costipazione o diarrea, problemi spesso connessi con uno squilibrio della microflora intestinale; l’articolo riporta pure che nelle feci degli autistici sono stati trovati clostridi, enterococchi, oltre a differenze quantitative di stafilococchi e candida.

Anche l’articolo Anaerobic intestinal microflora in pathogenesis of autism? (“Microflora intestinale anaerobica nella patogenesi dell’autismo?”)[2] esprime lo stesso concetto, fornendo informazioni sulle differenze nella microflora intestinale tra i bambini autistici ed i bambini non autistici con speciale attenzione al alcune specie di clostridi e cetobatteri.

[1] Pubblicato su Medicina Doswiadczaina i Mikrobiologia 2010;62(3):237-43, autori Ekiel A, Aptekorz M, Kazek B, Wiechuła B, Wilk I, Martirosian G; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21114016.

[2] Pubblicato su Postȩpy higieny i medycyny doświadczalnej (Online) 2004;58:349-51, autore Martirosian G; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15459553.

L’articolo Autism and Clostridium tetani (“L’autismo ed il clostridium tetani”)[1], mostra in particolare che:

Una significativa percentuale degli individui autistici hanno una storia di ripetuti cicli di antibiotici che hanno causato la proliferazione del Clostridium tetani. L’inoculazione delle tossine del Clostridium in cavie animali ha causato comportamenti tipici dell’autismo.

 Anche l’articolo Therapy and epidemiology of autism – clostridial spores as a key element (“Terapia ed epidemiologia dell’autismo – le spore del clostridio come un elemento chiave”)[2], mostra una correlazione tra clostridi e autismo, specificando che:

Quando si somministra un farmaco anti-clostridi gli autistici migliorano, per peggiorare subito dopo la sospensione del farmaco.

In effetti i farmaci disponibili in farmacia non hanno mai dimostrato di riuscire a debellare i batteri patogeni senza uccidere anche quelli benefici, per cui qualsiasi trattamento espone a rischi di recidiva, almeno fino a quando non si riequilibra la microflora intestinale.

[1] http://www.medical-hypotheses.com/article/S0306-9877%2898%2990107-4/abstract.

[2] Pubblicato su Postȩpy higieny i medycyny doświadczalnej 2004;58:349-51, autori Martirosian G; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17904761.

A questo punto ci si potrebbe chiedere se davvero la disbiosi intestinale è una delle cause dell’autismo, o se invece è una sorta di conseguenza.

La risposta ci viene da due articoli, il primo è The potential role of probiotics in the management of childhood autism spectrum disorders (“Il potenziale ruolo dei probiotivi nella gestione del disturbo dello spettro autistico”)[1], che mostra come la somministrazione di probiotici mitighi i sintomi dell’autismo, e il secondo è: 

Short-term benefit from oral vancomycin treatment of regressive-onset autism (“Beneficio a breve termine della vancomicina orale sull’autismo regressivo”)[2], che mostra come l’uso dell’antibiotico Vancomicina, un farmaco utilizzato soprattutto per combattere le infezioni dei clostridi e di alcuni streptococchi, porti dei miglioramenti nel quadro clinico dei bambini autistici, miglioramente che però svaniscono poco tempo dopo la sospensione del farmaco

[1] Pubblicato su Gastroenterology Research and Practice 2011;2011:161358, autori Critchfield JW, van Hemert S, Ash M, Mulder L, Ashwood P; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3205659/.

[2] Pubblicato su Journal of Child Neurology 2000 Jul;15(7):429-35 autori Sandler R H, Finegold S M, Bolte E R, Buchanan C P, Maxwell A P, Väisänen M L, Nelson M N, Wexler H M; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10921511.

Se postuliamo che la vancomicina riduce il carico di clostridi presenti nell’intestino senza però eradicarlo (a causa della presenza di spore di clostiridi da una parte, e dell’aggravamento della disbiosi dall’altra), si riesce a spiegare bene il risultato di questo studio:

l’autismo è concausato dalla disbiosi intestinale, in particolar modo da una proliferazione dei batteri patogeni del genere Clostridium, che però non può essere sconfitto in maniera definitiva da un antibiotico; solo il riequilibrio del microbiota intestinale può portare al massimo le difese interne dell’organismo contro questi patogeni.

Ad ogni modo segnalo l’articolo Chronic bacterial prostatitis and irritable bowel syndrome: effectiveness of treatment with rifaximin followed by the probiotic VSL#3, l’EcN, e Fortif (“Prostatite batterica cronica e sindrome del colon irritabile: efficacia del trattamento con rifaximina seguito dal probiotico VSL#3”)[1], nonché l’esperienza del dottor James Greenblatt[2], uno psichiatra dell’area di Boston, che ha curato una ragazzina sofferente di una grave forma di disordine ossessivo-compulsivo, di un disordine dell’attenzione e iperattività (ADHD) e di diversi problemi digestivi.

Dopo avere riscontrato un alto livello di clostridi (batteri patogeni) nella paziente, le ha somministrato degli antibiotici ed un ciclo di potenti probiotici. La guarigione completa è avvenuta in un anno. Da notare che la rifaxima non ha effetti sistemici (ovvero non agisce al di là del tratto intestinale) e che questo metodo di intervento risulta utile particolarmente nel caso di SIBO (proliferazione batterica nel piccolo intestino).

[1] Pubblicato su Aisan Journal of Andrology, autori Enzo Vicari, La Sandro Vignera ,Roberto Castiglione, Rosita A Condorelli, Lucia O Vicari, Aldo E Calogero; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4215680/.

[2] Descritta nel già citato articolo Eat more yogurt! Low levels of healthy gut bacteria could be the cause of mental health issues such as ‘anxiety and schizophrenia’; http://www.dailymail.co.uk/news/article-2419418/Low-levels-healthy-gut-bacteria-cause-mental-health-issues-anxiety-schizophrenia-say-scientists.html.

Faccio notare anche che nelle conclusioni dell’articolo Gut microbiota in children with type 1 diabetes differs from that in healthy children: a case-control study (“Il microbiota intestinale dei bambini con diabete di tipo 1 differisce da quello dei bambini sani: uno studio caso-controllo”)[1] leggiamo:

Le differenze significative osservate tra I due gruppi nel numero dei Bifidobatteri, Lactobacilli e Clostridi e nel rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes, può essere correlata al livello glicemico nel gruppo dei diabetici. Inoltre la quantità dei batteri essenziali per il mantenimento dell’integrità dell’intestino è risultata significativamente più bassa nei bambini con diabete che non nei bambini in buona salute.

Questo dossier si concentra soprattutto sul ruolo dei micobatteri nella genesi di molte malattie, e sui clostridi trovate altre informazioni sul già citato libro Alimentazione, disbiosi intestinale, parassitosi (dal quale sono tratte molte delle ultime informazioni)[2]

[1] Pubblicato su Biomedical center medicine 2015, autori Mora Murri, Isabel Leiva, Juan Miguel Gomez-Zumaquero, Francisco J Tinahones, Fernando Cardona, Federico Soriguer, María Isabel Queipo-Ortuño; http://www.biomedcentral.com/1741-7015/11/46.

[2] Gratuitamente scaricabile dal seguente link assieme a molti altri materiali: https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0B2m4v8xn8rpsd2Z6Ny1zZ3pKNVU.

Debora Mambelli
Debora Mambelli
Riccione (RN)
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Francesco è in grado di trasformare macigni dentro di noi in farfalle colorate e aprire porte del nostro io per farvi entrare la luce. Grazie per quello che sei e per le tue conoscenze che condividi con chi ti sta davanti per migliorargli la vita. Con una semplice frase sei in grado di scorporare problemi e far arrivare il giusto modo di vedere le cose. Grazie🍀🌈♥️

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