Batteri e Alzheimer

La “malattia della mucca pazza”

Tubercolosi bovina virulenta trasmessa tramite il cibo

Iniziamo con l’articolo Thinking the unthinkable: Alzheimer’s, Creutzfeldt-Jakob and Mad Cow disease: the age-related reemergence of virulent, foodborne, bovine tuberculosis or losing your mind for the sake of a shake or burger, ovvero Pensare l’impensabile: Alzheimer, Creutzfeldt-Jakob e mucca pazza: la ri-emergenza correlate all’età della tubercolosi bovina virulenta trasmessa tramite il cibo, ovvero perdere la testa per l’amore di un frullato al latte o di un hamburger[1].

Esso mostra una forte correlazione tra morbo di Alzheimer e morbo di Creutzfeldt-Jakob (la “malattia della mucca pazza” ufficialmente indotta da taluni prioni) da una parte, e da parte dei micobatteri (Mycobacterium bovis, ovvero il batterio della tubercolosi bovina, e Mycobacterium avium-intracellulare, ovvero il batterio della paratubercolosi), e mucca pazza dall’altro. I batteri citati infettano fino al 40% delle mandrie, e notoriamente il latte di una mandria viene raccolto tutto insieme, da cui il pericolo di zoonosi (infezione trasmessa all’uomo dagli animali).

[1] Pubblicato su Medical Hypotheses. 2005;64(4):699-705, autore Broxmeyer L; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15694685.

mucche

Anche la carne infetta potrebbe trasmettere tale infezione, e c’è un rischio tre volte maggiore di sviluppare l’Alzheimer nei consumatori di carne rispetto ai vegetariani. L’autore fa notare che “il sud-ovest della Gran Bretagna, la vera e propria culla delle epidemie britanniche di BSE e CJD [il morbo della mucca pazza negli animali e negli uomini], hanno visto un aumento esponenziale di tubercolosi bovina appena prima delle epidemie di encefalopatia spongiforme.

L’articolo CWD Tuberculosis Found in Spongiform Disease Formerly Attributed to Prions: Its Implication towards Mad Cow Disease, Scrapie and Alzheimer’s[1] spiega in dettaglio che si tratta di forme di micobatteri privi di parete cellulare (le cosiddette “forme L”, forme del tutto atipiche e più difficili da isolare e riconoscere).

[1] Pubblicato su Journal of MPE Molecular Pathological Epidemiology 2017 vol 2 No 3: 3, autori Lysenko AP,, Broxmeyer L, Vlasenko VV, Krasochko PA, Lemish AP, Krasnikova EL; http://molecular-pathological-epidemiology.imedpub.com/cwd-tuberculosis-found-in-spongiformdisease-formerly-attributed-to-prions-itsimplication-towards-mad-cow-diseasescrapie-and-alzhei.pdf.

bistecca

L’articolo Are the Infectious Roots of Alzheimers Buried Deep in the Past?[1] ci informa che ormai la causa infettiva di tale patologia appare evidente, dal momento che continuano ad accumularsi studi che mostrano come, iniettando material cerebrale di uomini o animali malati di Alzheimer in cavie precedentementre sane, le cavie si ammalano a loro volta.

Gli autori dell’articolo Can Infections Cause Alzheimer’s Disease[2], sostengono che “l’amiloidopatia, una condizione caratterizzata da elevate livelli sanguigni amiloide e la deposizione e l’aggregazione di amiloide nei tessuti è un fenomeno che si verifica di frequente in diverse condizioni infiammatorie sistemiche croniche, specialmente nelle infezioni croniche come la tubercolosi e la lebbra”.

[1] Pubblicato su Journal of Molecular Pathological Epidemiology 2017, 3:2, autore Broxmeyer L; http:// molecular-pathological-epidemiology.imedpub.com/are-the-infectious-roots-of-alzheimersburied-deep-in-the-past.php?aid=18399[2] Pubblicato su Epidemiological Reviews. 2013;35:161-80, autori Mawanda F, Wallace R; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23349428, https://ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4707877/.

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Non si tratta però di una nuova idea, dal momento che il dottor Fischer, della scuola di neuropatologia di Praga, rivale del dottor Alzheimer, fu il primo a esporre tale opinione circa un secolo prima.

Fischer era stato il primo, assieme ad Alzheimer, a scoprire/caratterizzare la patologia disease. In realtà egli, tramite esame autoptico, scoprì un’infezione che attribuì alla Streptothrix, che adesso è un organismo classificato come Actinomycetes, ma che facilmente (specie all’epoca), poteva essere confuso col germe della tubercolosi al punto che un medico dell’epoca scrisse della “forma del bacillo della tubercolosi, simile a quella degli attinomiceti”.

Altri articoli ci mostrano una connessione tra Alzheimer e tubercolosi cerebrale, come Increased risk of dementia among patients with pulmonary tuberculosis: a retrospective population-based cohort study[1] e Association of Pulmonary Tuberculosis With Risk of Alzheimer’s: A Population-Based Cohort Study[2] i quali mostrano che i malati di tubercolosi hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare una forma di demenza rispetto al resto della popolazione.

Infine l’articolo Can immunization with Bacillus Calmette-Guérin (BCG) protect against Alzheimer’s disease?[3] ci informa che nelle nazioni in cui si utilizza il vaccino BCG hanno una bassa prevalenza di Alzheimer, che ci sono modelli animali di Alzheimer nel quale lo stesso vaccino BCG mostra di avere un potenziale terapeutico.

[1] American Journal of Alzheimers Disease and Other Dementias. 2015 Sep;30(6):629-34, autori Peng YH, Chen CY, et al.;  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25792663[2] Pubblicato su Respiratory Care October 2018, 63 (Suppl 10) 3017468, autori Ching-Hua Su and Wen-Ta Yang; http://rc.rcjournal.com/content/63/Suppl_10/3017468[3] Pubblicato su Medical Hypotheses. 2019 Feb;123:95-97, autori Gofrit ON, Bercovier H, et al.; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30696606.

analisi
Maria Stefania Bianco
Maria Stefania Bianco
Badesi
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La Sua professionalità unita alla sua umanità ed empatia, davvero traccia una strada giusta da percorrere, una Grande Anima ..., Grazie Fra'🙏🙏

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