La guarigione è integrazione
Malattia espressione dell’AnimA

Se qualcosa vuole fluire, ha bisogno di ampiezza – e il balbuziente blocca il flusso del linguaggio attraverso una sorta di strettoia nella gola.
Abbiamo già avuto occasione di dire che strettezza e paura sono strettamente legate. Nel balbuziente la paura si è annidata in gola. La gola è il collegamento (per altro già stretto) e la porta di passaggio tra corpo e testa, tra sotto e sopra.

A questo punto dovremmo ricordare tutto ciò che è stato detto nel capitolo sull’emicrania a proposito del simbolismo tra sopra e sotto.
Chi balbetta cerca di restringere al massimo la gola nella sua funzione di porta di passaggio, per potere in questo modo controllare il più possibile quello che dal basso fluisce verso l’alto, e analogamente quello che dall’inconscio vuole raggiungere il superconscio.

Tutti conosciamo l’espressione sotto la cintola, che si riferisce in realtà al ” pericoloso ” campo sessuale.
La cintola serve da confine tra il campo inferiore, ” sporco e pericoloso “, e quello superiore, pulito e permesso. Il balbuziente ha portato questo confine fino alla gola, perché avverte come pericoloso tutto il corpo e gli pare che soltanto la testa sia limpida e pulita.
Analogamente al paziente di emicrania, anche il balbuziente sospinge la propria sessualità nella testa, e così evita di aprirsi alle esigenze del corpo, la cui pressione diventa sempre più forte e preoccupante via via che viene repressa.
Il sintomo della balbuzie viene infine addotto come causa delle difficoltà di contatto – e così il cerchio infernale si chiude. Il bambino che balbetta ha paura di lasciar libero corso a qualcosa che urge. Blocca il fiume per poterlo controllare meglio.





