Adipochine segnale regolatrice

La leptina va ogni giorno a riferire all’ipotalamo se il soggetto ha un’alimentazione ottima e abbondante

Alla scoperta della Leptina

Nel 1994 è arrivato un pieno di luce scientifica sugli equilibri del corpo grazie alla scoperta della leptina (2), prodotta dal tessuto adiposo che acquisiva così “dignità di organo a tutti gli effetti”. Dando per scontata tutta la sua storia e descrizione, vorrei esporre il modo in cui amo raccontarla ai pazienti.

Trovo che sia molto utile e d’impatto spiegare al paziente come il nostro corpo sia paragonabile a una meravigliosa azienda dove ogni molecola dialoga con le altre inviando al corpo stesso messaggi ben precisi a seconda di come noi scegliamo di comportarci.

Al comando dell’azienda dovremmo immaginare una struttura anatomica che ancora oggi è uguale a com’era nel Paleolitico e si chiama ipotalamo. È una parte molto antica del nostro cervello che regola tantissime funzioni importanti come quella tiroidea, la pressione, la temperatura, l’idratazione, il desiderio sessuale. 

L’ipotalamo è però paragonabile a un “capo” sempliciotto, che non vuole troppe spiegazioni.

Gli interessa solo sapere che ogni giorno il corpo svolge ciò che a lui serve per capire che ci si trova in condizioni di salute e non di pericolo. In questo l’ipotalamo è aiutato da una segretaria, una molecola segnale prodotta dal tessuto adiposo, che si chiama leptina (dal greco leptos = magro).

La leptina va ogni giorno a riferire all’ipotalamo se il soggetto ha un’alimentazione ottima e abbondante, dando un segnale di piena soddisfazione calorica e qualitativa dei fabbisogni dell’individuo.

Se questa condizione è assolta molti assi metabolici incominciano a lavorare bene, con conseguenze dirette e immediate sia sulla salute in generale sia sul dimagrimento.

Se invece manca una sana alimentazione ricca e nutriente fin dal mattino, o se manca il movimento, l’ipotalamo non ascolta ragioni o scuse ma si convince che il corpo è in difficoltà, per cui mette a riposo una o più ghiandole importanti e accumula tessuto adiposo affinché funga da scorta.

Dopo la leptina si sono via via scoperte, o meglio definite, le azioni ipotalamiche di ulteriori molecole segnale, questa volta provenienti dall’apparato digerente come la ghrelina (3), la colecistochinina, il GLP-1 e altre che nel loro complesso prendono il nome di enterochine.

Un aspetto molto importante da valutare è che vi sono circostanze in cui la leptina è assente (quindi l’ipotalamo non ha la sua segretaria) oppure in cui è presente ma non riesce a svolgere il suo lavoro perché non viene ascoltata dall’organismo a causa di una situazione di resistenza leptinica (4).

Anche in presenza di sovrappeso il punto non è ridurre o aumentare le calorie. Se lo facessimo otterremmo solo riduzioni di peso contingenti, limitate nel tempo. Ciò che conta è porre l’ipotalamo per il maggior tempo possibile in modalità “consumo” in modo da ricondurre con gradualità l’organismo a corrette percentuali di grasso e di muscolo.

Nel presentare al paziente in età geriatrica lo stile di vita consono all’ottimizzazione del dialogo tra le molecole di segnale dell’organismo, ci si imbatte in alcuni aspetti critici:

◗ la tendenza a fare una colazione “povera” e sbilanciata, con latte e biscotti o qualche fetta biscottata di farina bianca raffinata con un velo di marmellata;

◗ la paura delle uova (spesso ci sentiamo dire “Da anni non mangio più di due uova alla settimana per paura del colesterolo”);

◗ la scarsa propensione a svolgere un’attività fisica quotidiana per mancanza di tempo, per pigrizia, per stanchezza o per la contestuale presenza di dolori articolari;

◗ la tendenza a pensare che si debba vivere in regime ipocalorico, senza abbinare a un piatto di pasta un sano secondo e mangiando più o meno sempre gli stessi cibi per una semplice abitudine.

Vedremo nel dettaglio come un medico di segnale possa far fronte a queste criticità trasformandole in veri e propri “punti di forza” della terapia e della medicina antiaging.

paura

Bibliografia

(2) Zhang Y, Proenca R, Maffei M, Barone M, Leopold L, Friedman JM. Positional cloning of the mouse obese gene and its human homologue. Nature. 1994;372(6505):425-32.

(3) Muller AF, Lamberts SW, Janssen JA, Hofland LJ, Koetsveld PV, Bidlingmaier M, et al. Ghrelin drives GH secretion during fasting in man. Eur J Endocrinol. 2002;146(2):203-7.

(4) Chu NF, Stampfer MJ, Spiegelman D, Rifai N, Hotamisligil GS, Rimm EB. Dietary and lifestyle factors in relation to plasma leptin concentrations among normal weight and overweight men. Int J Obes Relat Metab Disord. 2001;25(1):106-14; Schwartz MW, Seeley RJ. Seminars in medicine of the Beth Israel Deaconess Medical Center. Neuroendocrine responses to starvation and weight loss. N Engl J Med. 1997;336(25):1802-11; Frederich RC, Hamann A, Anderson S, Löllmann B, Lowell BB, Flier JS. Leptin levels reflect body lipid content in mice: Evidence for diet-induced resistance to leptin action. Nat Med. 1995;1(12):1311-4.

Basi Cliniche di Medicina di Segnale

Katharina Weyland
Katharina Weyland
Coach
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Con Francesco ho trovato un professionista di eccellenza che mi ha risolto ogni problema che si è presentato e manifestato sul livello fisico, ma sopratutto anche sul livello energetico e mentale. Ho già consigliato a varie persone di cercare il suo consiglio se vogliono veramente risolvere un disturbo.

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