La salute è conoscenza di Sé
Dopo una diagnosi di steatosi epatica o NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Diseas = steatosi epatica non alcolica), in genere si raccomandano diete ipocaloriche e ipolipidiche.
Oltre a essere difficili da seguire a lungo, tali diete non affrontano le cause radice.
In un trial clinico sul trattamento di NAFLD, una dieta a basso contenuto di grassi si è rivelata peggiore di una a basso contenuto di carboidrati[678].
Invece, le diete chetogeniche, riducendo i carboidrati, contrastano in modo efficace la steatosi epatica, per 4 ragioni:
- riducono il grasso epatico,
- abbattono i livelli di insulina e l’insulino-resistenza,
- possono invertire il procedere della malattia,
- diminuiscono il senso di fame e migliorano i marcatori cardiovascolari.
Riduzione del grasso epatico
In uno studio RCT (trial randomizzato controllato) di 8 settimane, condotto su 106 persone con NAFLD, la dieta a basso contenuto glucidico ha diminuito il grasso epatico e addominale, in misura maggiore rispetto a una dieta povera di grassi[679].
Altri studi, più piccoli, hanno rilevato una diminuzione del grasso del fegato per mezzo di un approccio a basso contenuto di carboidrati[680],[681].
Riduzione insulino-resistenza
Una dieta chetogenica, della durata di 6 giorni, ha permesso la diminuzione del 58% per la resistenza all’insulina e del 53% per i livelli di insulina su pazienti con steatosi epatica.
Secondo i ricercatori, livelli bassi di insulina hanno consentito che il grasso epatico si convertisse in chetoni[682].
Inversione della malattia
Dopo 12 settimane di dieta chetogenica, 13 persone su 14 con sindrome metabolica e NAFLD hanno constatato un calo dei livelli di grasso epatico e 3 di loro sono guariti[683].
Un altro piccolo studio, 5 pazienti con NAFLD hanno seguito una dieta con 20 g di carboidrati al giorno per 6 mesi. Su 5 pazienti, 4 hanno ridotto la steatosi epatica, l’infiammazione e la fibrosi[684].
Nell’analisi dei dati annuali di uno studio condotto dal gruppo Virta Health, i pazienti con diabete di tipo 2 e steatosi, seguendo una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati, hanno avuto una riduzione dei punteggi di grasso epatico e di fibrosi[685].
Riduzione della fame e dei fattori di rischio cardiovascolare
Diversi studi, tra cui una meta-analisi di RCT (Randomized Controlled Trial), hanno dimostrato che le diete chetogeniche contribuiscono a ridurre l’appetito[686].
L’attenuazione del senso di fame e la perdita di grasso addominale si manifestano senza limitare le calorie[687]. Altri benefici: calo dei trigliceridi, della glicemia e della pressione[688].
La riduzione glucidica, inoltre, risulta sostenibile nel lungo termine[689],[690],[691].
Bibliografia: Stress, Alimentazione, Infiammazioni nascoste

