Torcicollo

Disturbi motori: torcicollo, crampo dello scrittore

Il tratto comune di questi disturbi è che il paziente perde in parte il controllo sulle funzioni motorie, che normalmente sono soggette a un influenzamento volontario. Certe funzioni sfuggono al controllo della sua volontà e questo avviene particolarmente quando si sente osservato o si trova in situazioni in cui vuole trasmettere ad altri una determinata impressione.

Nel torcicollo (torticollis spasticus) la testa si torce lentamente o violentemente da una parte, finché talora si arriva a una deviazione completa della testa. In genere dopo alcune ore la testa può tornare a una posizione normale. È sorprendente come certi piccoli aiuti, come porsi le dita sotto il mento o anche l’utilizzo di un sostegno per la nuca, facilitano al paziente la posizione diritta della testa.

In particolare però la propria posizione soggettiva nello spazio influisce sul portamento del collo. Se il paziente sta con le spalle al muro e può appoggiare la testa alla parete, per lo più riesce senza difficoltà a tenere la testa diritta.

Questa caratteristica, come del resto la dipendenza del sintomo da particolari situazioni (o persone) ci mostrano il problema di base di tutti questi disturbi: il paziente ruota intorno al polo sicurezza/insicurezza.

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I disturbi motori, cui appartengono anche i tic, svelano una sicurezza dimostrativa che una persona vuole mostrare agli altri, e indicano che questa persona non soltanto non possiede alcuna sicurezza, ma non ha neppure il controllo di se stessa. È sempre stato un segno di coraggio e valore guardare bene in faccia una persona e fissarla negli occhi senza batter ciglio.

Ma proprio nelle situazioni che premono in modo particolare, nella persona affetta da torcicollo la testa si gira da sola da una parte. Sorge così sempre più paura quando si devono incontrare persone importanti, oppure si deve andare in società – e questa paura è autentica. A causa del sintomo si evitano ora certe situazioni, come del resto nella vita si cerca sempre di evitare le situazioni sgradevoli. Non si prende atto dei propri conflitti né di una parte del mondo, quella che ci è meno gradita.

Il portamento diritto costringe la persona a guardare negli occhi le esigenze e le provocazioni del mondo, e a fissarle senza esitazioni. Se però si gira la testa, questo confronto viene evitato. Si diviene ” unilaterali ” e si distoglie lo sguardo da quello con cui non ci si vuole confrontare.

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Si comincia a vedere le cose ” girate ” e ” storte “. È su questo concetto che si basa il detto rivoltare la testa a qualcuno. Questo attacco psichico ha lo scopo di far perdere di vista alla persona in questione la propria direzione, in modo che poi segua l’altro senza più una volontà propria.

Una situazione analoga troviamo nel crampo dello scrittore e nei crampi alle dita dei pianisti e dei violinisti. Nella personalità di questi pazienti troviamo sempre un estremo orgoglio e pretese altissime. Le persone interessate tendono ad ascendere socialmente, ma esteriormente dimostrano una grande modestia.

Vogliono colpire solo con le loro abilità (scrittura, musica). Il sintomo del crampo alla mano rende sinceri: mostra tutta la ” tortuosità ” dei loro sforzi e indica che in realtà queste persone “non hanno niente da dire (o da scrivere)”.

Osservate anche le coppie, dove lui la trattiene con la mano sul collo.. o viceversa o la stringe dalle spalle… cosa significa? Pensateci sù.. Osservate e osservatevi

( Dott.ri Thorwald Dethlefsen Rudiger Dahlke, modificato by Francesco Ciani)

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