Curcuma e Zenzero titolato

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Descrizione

Curcuma (Curcuma longa) rizomi E.S. (titolato al 95% in curcuminoidi), cellulosa microcristallina°, gomma arabica°, malto destrine da mais o riso, zenzero (Zingiber officinalis) rizomi E.S. (titolato al 5% in gingeroli), silicio biossido°°, pepe nero (Piper nigrum) frutti E.S. (titolato al 95% in piperina), magnesio stearato di origine vegetale°°.

La curcuma, insieme allo zenzero favorisce la funzionalità articolare e contrasta i disturbi del ciclo mestruale. Con il pepe nero, invece, risulta utile come antiossidante. Zenzero e pepe nero coadiuvano inoltre la funzione digestiva.

Curcuma, Spezia, Curry, Stagionatura, Ingrediente

Non contiene conservanti, coloranti, edulcoranti o altri additivi alimentari di sintesi.

Lo zenzero svolge un’azione antinausea e favorisce la funzione digestiva. Inoltre, regola la motilità gastrointestinale e l’eliminazione dei gas, coadiuva la funzionalità articolare aiutando a contrastare gli stati di tensione localizzati e promuove la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare e la circolazione del sangue.

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Indicato per: artrite, edema infiammatorio, granuloma di pouch, slogature, dolore muscolare e infiammazioni articolari (uso sia interno che topico), migliorare la rigidità mattutina, il tempo di durata della deambulazione, il gonfiore articolare. Inibisce la crescita della maggior parte degli agenti patogeni presenti nella colecistite, cioè Sarcina, Gaffkya, Corynebacterium e Clostridium. Sono inibiti anche Staphylococcus, Streptococcus, Bacillus, Entamoeba histolytica e diversi funghi patogeni.

Zenzero (Zingiber officinalis)

Lo zenzero è una pianta perenne, originaria dell’Asia meridionale, che viene coltivata estesamente nelle aree tropicali come l’India, la Cina, la Thailandia, la Giamaica, Haiti ecc.

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I composti attivi aromatici principali, ricavati dal rizoma della pianta, che possiedono attività antinfiammatoria e anticancro, sono i gingeroli e lo shoagolo (6-shoagolo), da sempre utilizzati nelle formulazioni della medicina tradizionale cinese e nella medicina ayurvedica per svariate azioni terapeutiche.

Oggi è possibile concentrare i principi attivi sotto forma di estratti secchi titolati, in particolare di gingerolo, fino al 5%. Lo zenzero ha dimostrato in numerosi studi clinici queste azioni:

inibitore delle COX2, 5-lipossigenasi, PGE2, TLR4, NF-kB, IL1, IL2, IL6, IL12, TNF-α; antiallergico; stabilizza le mast cells e inibisce il rilascio di istamina; stimola gli enzimi di fase II epatici (Nrf2); antinausea, antiossidante, antiulcera, antimicrobico, effetti termogenici; efficace in caso di artriti, artrosi, artrite reumatoide, dolori muscolari, asma, diabete.

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Lo zenzero ha una potente azione a livello della membrana gastrointestinale in quanto aumenta l’assorbimento di numerose sostanze se assunte contemporaneamente; per esempio l’Echinacea purpurea ha un assorbimento aumentato del 66% rispetto a quando è somministrata singolarmente,

la Whitamnia somnifera del 64%, la vitamina E del 27%, la Curcumina del 43%, la Silimarina del 28%; analoga azione con farmaci come l’amoxicillina che vede aumentare la biodisponibilità dell’80% oppure l’antimicotico ketoconazolo del 125%, il nimesulide del 144% o antivirali come l’aciclovir dell’82%, utilizzando dosaggi di polvere di zenzero non titolato che vanno da 1 mg a 50 mg per kg corporeo.

Spezie, Erbe Aromatiche, Cibo, Zenzero, Polvere

Le piante dotate di attività bioenancher sono diverse; oltre allo zenzero e al pepe, anche il cumino, la naringina del pompelmo ecc. Lo zenzero espleta anche attività antinfiammatoria, assumendo un ruolo primario sia come antinfiammatorio diretto, sia come facilitatore di assorbimento di piante con attività sinergica, ma meno biodisponibili.

Curcuma

Come molti polifenoli, il problema maggiore della curcumina è la sua scarsa biodisponibilità, in quanto è idrofobica, non riesce a passare il film liquido adiacente alle cellule epiteliali intestinali, e di conseguenza l’assorbimento della polvere di curcuma è molto scarso.

Zuppa Di Zucca, La Minestra, Cibo, Zuppa Di Hokkaido

Esistono tuttavia strategie per migliorarne l’assorbimento: l’utilizzo contemporaneo allo zenzero permette un assorbimento aumentato del 43%; inoltre è possibile utilizzare la piperina o la curcuma nella sua forma fitosomata.

La Curcuma longa è una pianta appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, da sempre coltivata in Oriente e nelle regioni tropicali; anche in questo caso, come per lo zenzero, la parte utilizzata è il rizoma. Il principio attivo più importante è la curcumina (curcumina, demetossicurcumina, bisdemetossicurcumina), il pigmento giallo arancione caratteristico di questa pianta che appartiene alla classe dei polifenoli.

La curcuma risulta quindi utile nelle seguenti condizioni: artrite, artrosi, fibromialgia; eliminazione degli advanced glycation end products (AGES); eliminazione dei metalli pesanti e detossificazione epatica; colite; depressione, neurodegenerazione; sovrappeso; antitumorale.

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La curcuma fitosomata ha ben 30 studi clinici di efficacia al suo attivo. Vi sono studi sull’azione analgesica paragonabile al paracetamolo, studi su neuropatie quali la sciatica e il tunnel carpale, in associazione all’acido lipoico, studi sul delayed onset muscle soreness (DOMS) in associazione allo zenzero, studi sulla riduzione degli effetti collaterali dei chemioterapici.

Ci sono poi evidenze del suo utilizzo sull’artrosi, sui dolori articolari, sul miglioramento dell’acuità visiva e in casi di uveite, sulla prevenzione dei disturbi ai vasi sanguigni in quanto riduce le molecole di adesione per i leucociti proinfiammatori, Intercellular Adhesion Molecule (ICAM1) e Vascular Adhesion Molecule (VCAM 1), alle pareti dei vasi sanguigni, con rafforzamento sia delle vene, sia come prevenzione dei fenomeni infiammatori arteriosi che sono alla base dell’aterogenesi.

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La curcumina, inoltre, ha ridotto gli effetti dannosi dei metalli pesanti al fegato (arsenico, piombo, mercurio, cadmio) [20] e ha eliminato gli effetti dannosi delle molecole di glicazione avanzata (AGEs) tipiche dei soggetti diabetici presenti in numerosi cibi cotti e responsabili di aterogenesi [21].

La curcumina, sempre grazie all’azione combinata antinfiammatoria e antiossidante, ha dimostrato un effetto positivo anche a livello cerebrale con neuro protezione e miglioramenti dei fenomeni depressivi [22,23], con azione simile alla fluoxetina [24]. I dosaggi di sicurezza sono elevatissimi, fino a 12 grammi di curcumina al giorno per 3 mesi, e non hanno dimostrato effetti tossici [25].

Meccanismi d’azione antinfiammatoria principali

Ci sono in letteratura più di 5000 studi clinici sulla curcuma, ma volendoci focalizzare sui meccanismi alla base dell’azione antinfiammatoria, è stata osservata inibizione di: TLR 4, Notch 1, NF-kB, IL1, IL6, TNF-α, COX2, PGE2, 5-lipossigenasi. I meccanismi principali riguardano l’inibizione dei TLR 4, del Notch 1, del fattore di trascrizione NF-kB e le conseguenti citochine proinfiammatorie, come dimostrato in numerosi studi [26,27,28].

Modalità d’uso: Si consiglia l’assunzione di 2 pastiglie una o due volte al giorno in qualunque momento (da 2 a 4 pastiglie al giorno).

Richiudere accuratamente dopo l’utilizzo.

Prodotto adatto ai vegani.

Bibliografia Inflammaging

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